De Luca Report querela
De Luca

21 Novembre 2025

Angela Capasso

De Luca saluta i campani con la sua ultima diretta e attacca: «Querelo Report. Su Bagnoli totale illegalità»

Ultima diretta social di De Luca: querela a Report, affondi su Bagnoli e polemiche col centrodestra. Appello finale al voto per “A Testa Alta”

Nell’ultima diretta social da presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca chiude un decennio di comunicazione politica estremamente riconoscibile: monologhi, provocazioni, attacchi e rivendicazioni che hanno scandito dieci anni di governo. Alla vigilia del voto, il governatore uscente pronuncia un saluto ai cittadini e accompagna l’addio con un affondo contro la trasmissione Report, annunciando una querela per il servizio sulle liste d’attesa. Nel mirino anche Gaetano Manfredi, il centrodestra e la gestione del progetto per Bagnoli. Una diretta che diventa, di fatto, il suo ultimo atto politico prima del silenzio elettorale.

L’ultima diretta di De Luca: addio ai social e clima da fine ciclo

«Grazie di cuore a tutti», esordisce De Luca, ricordando che quella del 21 novembre è la sua ultima apparizione social prima delle elezioni. Una chiusura che porta con sé il peso simbolico di un’intera stagione politica, durante la quale le dirette settimanali sono diventate parte integrante del suo linguaggio istituzionale.
Nonostante la fine imminente del mandato, De Luca non modifica stile e tono: mantiene la linea degli ultimi due mesi, nei quali non ha mai espresso un sostegno diretto al candidato del centrosinistra Roberto Fico. Anche in questa diretta evita qualsiasi riferimento al successore designato, elemento che conferma una distanza politica evidente.

Gaetano Manfredi parla di urbanizzazione
Gaetano Manfredi

Bagnoli e America’s Cup: De Luca contro Manfredi sulla trasparenza

Uno dei passaggi più polemici riguarda il nodo Bagnoli e i lavori connessi alla preparazione dell’America’s Cup 2027. De Luca denuncia presunte criticità sul piano di intervento:
«Mancano elementi di trasparenza. Non abbiamo ancora un parere chiaro dell’autorità anticorruzione».
Il governatore sostiene che l’intervento rischi di procedere in «totale illegalità», parlando di cementificazione e mancanza di tutela della salute pubblica.

Pur ribadendo di voler sostenere l’America’s Cup, condiziona il sì alla piena chiarezza sui progetti. L’attacco, pur non citando direttamente Manfredi, si inserisce nella serie di critiche rivolte negli ultimi mesi al sindaco di Napoli, accusato dal governatore di scelte amministrative poco trasparenti, soprattutto nella ripartizione dei fondi destinati alle aree interne.

Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci

La querela a Report: «Un atto di cialtroneria» e il caso delle liste d’attesa

Il momento più forte della diretta è l’annuncio della querela contro Report. L’inchiesta della trasmissione aveva evidenziato una percentuale anomala di visite classificate come “programmabili”:
– media nazionale: 45,7%
– Campania: 89,2%

Secondo la trasmissione, ciò permetterebbe di allungare i tempi utili di risposta e migliorare artificialmente le statistiche regionali.

De Luca respinge con forza:

«In Campania non è manipolabile nulla perché i dati vanno direttamente sul Cup».

Accusa inoltre Report di non aver contattato la Regione né i dirigenti competenti, definendo l’intera operazione un «atto di cialtroneria» e sostenendo che l’inchiesta sia una costruzione “in vista delle elezioni”, ricordando di aver programmato in estate un evento dedicato proprio alle liste d’attesa per contrastare eventuali “speculazioni”.

Attacchi frontali al centrodestra: «Siete cafoni, non fascisti»

De Luca commenta poi il comizio conclusivo del centrodestra con Meloni, Tajani e gli altri leader della coalizione, i quali hanno saltellato sul palco.
Il governatore ironizza su Antonio Tajani:
«Ho visto Tajani con la panza avanti che sembrava un baccalà».

Poi l’affondo contro tutti:
«Non è una questione di fascismo o antifascismo: siete cafoni. E venire in Campania e comportarsi così significa avere disprezzo per la nostra dignità».

Non risparmia neppure Fratelli d’Italia:
«Sono alla disperazione, sono ridotti a mentire in maniera spudorata. Questo atteggiamento lo usavano nel Ventennio».

Parole che confermano un clima pre-elettorale estremamente teso e una rivalità politica che, anche nell’ultimo giorno utile, non registra attenuazioni.

La frecciata al sindaco di Napoli e alle aree interne

Oltre al dossier Bagnoli, De Luca riapre il capitolo fondi di coesione e aree interne. Afferma che Manfredi avrebbe favorito lo spostamento di 1,2 miliardi dalle zone interne a Bagnoli, mentre lui combatteva per evitarlo. «Quando siamo andati a Roma per difendere le aree interne non c’era nessuno con i 500 sindaci», dice, accusando un diffuso silenzio istituzionale.

Rivendica investimenti significativi nel Sannio, citando la diga di Campolattaro come «il più grande investimento infrastrutturale della Campania».

L’appello al voto per “A Testa Alta”

In chiusura, De Luca si rivolge agli indecisi:
«Per loro, se ritengono di compiere un gesto di rispetto verso chi ha lavorato per questi dieci anni, mettano una X su ‘A Testa Alta’».

Un appello che conferma come il governatore, pur non citando mai direttamente Fico, concentri la sua influenza sulla lista deluchiana, che considera l’eredità politica del suo decennio.

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