Vincenzo De Luca, forse la candidatura al consiglio regionale
Vincenzo De Luca
📍 Pomigliano d'Arco

20 Ottobre 2025

Angela Capasso

De Luca lascia intendere la candidatura ma non lo conferma: “Non vi dico se mi candido, ma non butto 10 anni di vita al mare”

Il governatore De Luca alla cerimonia di Pomigliano: “Non vi dico nulla sulla mia candidatura. Fare politica non è un mestiere comodo. Qui bisogna lavorare, non fare cerimonie”

“Non ve lo dico se mi candido, ma quello che è sicuro è che io controllo e seguo. Potete immaginare che prendo 10 anni di vita e li butto al mare?”.
Con questa frase, pronunciata a Pomigliano d’Arco durante l’inaugurazione dell’impianto di compostaggio, Vincenzo De Luca ha alimentato il dibattito politico sulla sua possibile candidatura alle Regionali 2025 come capolista del Partito Democratico.

Il presidente della Regione Campania, che formalmente non ha ancora annunciato se correrà per un seggio nel Consiglio regionale, ha lasciato intendere di non essere intenzionato a restare spettatore.

“Non vi dico se mi candido, ma controllo tutto”

«Non ve lo dico se mi candido, ma quello che è sicuro è che io controllo, seguo. Potete immaginare che prendo 10 anni di vita e li butto al mare?» ha dichiarato De Luca, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano un’indicazione sulla sua partecipazione alle elezioni di novembre.

Il governatore ha usato toni ironici ma fermi, evocando implicitamente il suo ruolo di regista politico all’interno del centrosinistra campano, anche se il candidato ufficiale della coalizione resta Roberto Fico.

Elezioni Campania fico
Roberto Fico

“Fare il presidente non è un lavoro comodo”

Nel corso del suo intervento, De Luca ha voluto marcare la distanza da chi vive la politica come un privilegio:

«Fare il presidente o il sindaco non può essere un lavoro, anche comodo. Ti metti al primo posto a teatro, la fascia a tutte le cerimonie. Tutte queste p… inutili. Per fare le opere devi buttare il sangue dalla mattina alla notte».

Un messaggio diretto alla classe dirigente e agli amministratori locali, con il quale il governatore ha voluto sottolineare la differenza tra “chi lavora davvero” e chi si limita a “fare passerella”.

“In Campania nulla si muove da solo”

De Luca ha poi illustrato la fatica quotidiana del governo regionale, descrivendo la complessità burocratica e amministrativa della macchina pubblica campana:

«Siamo in una Regione nella quale non si muove nulla da solo. Si deve tirare per i capelli tutti quanti, poi devi fare la verifica, e poi un’altra verifica, e poi verificare che non si siano addormentati per strada».

Una metafora che restituisce il suo stile di comando – diretto, accentrato e pragmatico – che negli anni ha suscitato sia consenso che critiche.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Tra autoironia e strategia politica

La battuta “non butto dieci anni di vita al mare” ha un duplice valore: da un lato ironico, dall’altro politico.
De Luca rivendica i risultati del suo decennio di governo – dagli investimenti infrastrutturali al potenziamento della sanità territoriale – e allo stesso tempo lancia un messaggio chiaro ai suoi avversari interni ed esterni: non ha intenzione di farsi da parte.

Sebbene formalmente non annunciato, il suo ruolo nelle liste del Pd e nel coordinamento della campagna per Fico appare ormai centrale.

Il significato politico: la regia del dopo-De Luca

All’interno del Partito Democratico campano, la possibile candidatura del governatore come capolista è vista come una mossa strategica per mantenere compatta la maggioranza e garantire un trasferimento ordinato di consensi verso il nuovo candidato presidente.
Un segnale di continuità e allo stesso tempo un test per misurare la forza del “sistema De Luca” dopo dieci anni di governo regionale.

Le Regionali si giocano anche sul suo nome

Le parole del presidente arrivano in un contesto di forte competizione elettorale: il centrodestra, con Edmondo Cirielli, ha rilanciato un programma aggressivo sulla sanità e la sicurezza, mentre il centrosinistra tenta di conciliare le diverse anime del “campo largo”.
La presenza di De Luca, anche solo indiretta, potrebbe risultare decisiva nel mobilitare l’elettorato del Pd e nel contenere l’avanzata di Cirielli nei territori più fedeli al governatore uscente.

“Chi lavora e chi fa cerimonie”

Con la sua consueta ironia, De Luca ha chiuso il discorso dividendo simbolicamente gli amministratori in due categorie:

«Gli amministratori si dividono in quelli che realizzano cose, che cambiano le realtà, e quelli che parlano e fanno cerimonie».

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