Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca esprime solidarietà a Sigfrido Ranucci dopo l’attentato che ha distrutto le sue auto: “Poteva essere una strage. Serve un’indagine rapida e piena verità”.
De Luca: “Un attentato gravissimo, poteva essere una strage”
«Vorrei inviare un saluto e la mia solidarietà a Sigfrido Ranucci, che ha subito un attentato gravissimo nelle scorse ore. È stata fatta saltare in aria la sua automobile. Poteva essere davvero una strage per i passanti, oltre che per la figlia di Ranucci e per Ranucci stesso».
Con queste parole, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è intervenuto durante una diretta Facebook per commentare il gesto intimidatorio subito dal giornalista e conduttore di Report.
L’attentato, avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 ottobre, ha distrutto due auto appartenenti a Ranucci e alla figlia, parcheggiate sotto casa. Le forze dell’ordine stanno indagando sull’accaduto per accertare natura, dinamica e possibili mandanti.
“Un clima pesante nel Paese”
Durante il suo intervento, De Luca ha sottolineato come l’episodio vada letto all’interno di un contesto nazionale sempre più teso:
«Questo attentato segnala un clima pesante che si sta determinando nel nostro Paese – ha affermato – nel dibattito pubblico, nel rapporto con l’informazione. La mia solidarietà e l’invito alle forze dell’ordine e al governo è di garantire la sicurezza delle persone interessate e di mettere in campo un lavoro di indagine rapido e profondo per individuare i criminali che hanno operato questo attentato».
Un messaggio chiaro, quello del governatore campano, che si aggiunge alle numerose manifestazioni di vicinanza al giornalista Rai arrivate dal mondo politico e culturale.

Le indagini sull’attentato a Ranucci
Secondo quanto ricostruito dalle forze di polizia, le due esplosioni sarebbero avvenute a distanza di pochi minuti l’una dall’altra, distruggendo completamente i veicoli di Ranucci e della figlia.
Fortunatamente, nessuno si trovava nei pressi al momento dell’esplosione, evitando così conseguenze più drammatiche.
Gli investigatori non escludono alcune ipotesi di matrice intimidatoria legate all’attività giornalistica di Ranucci, noto per le sue inchieste televisive su temi di corruzione, criminalità e politica. Sul caso indaga la Digos, coordinata dalla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per attentato con finalità intimidatorie.
Solidarietà bipartisan e sostegno al giornalista
L’attentato ha suscitato indignazione e solidarietà bipartisan.
Tra i primi a intervenire, oltre a De Luca, il candidato del centrosinistra alle regionali campane Roberto Fico, che ha definito il gesto «inaccettabile e inquietante».
«Colpire un giornalista – ha detto Fico – significa colpire la libertà stessa di una comunità democratica. Significa colpire tutti noi».
Anche numerosi rappresentanti del mondo dell’informazione, da Usigrai alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), hanno espresso preoccupazione per il crescente numero di episodi di minacce e intimidazioni contro giornalisti, chiedendo maggiore protezione e trasparenza sulle indagini.
La libertà di stampa sotto attacco
L’episodio che ha colpito Ranucci riaccende i riflettori sullo stato della libertà di stampa in Italia, dove, secondo l’ultimo rapporto Reporter Sans Frontières (RSF), il clima per i cronisti è peggiorato negli ultimi anni.
L’Italia si trova oggi al 46° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa, penalizzata da casi di minacce, aggressioni e querele temerarie.
Solo nel 2024, l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione ha registrato oltre 300 episodi di intimidazione ai danni di giornalisti, di cui una trentina in Campania.
Ranucci, una carriera segnata da inchieste coraggiose
Sigfrido Ranucci, 63 anni, è il conduttore e autore del programma di inchiesta “Report”, trasmesso su Rai 3.
Nel corso della sua carriera ha firmato numerose indagini su mafia, politica, sanità e appalti pubblici, ricevendo diversi premi giornalistici per il suo impegno nel raccontare la verità. Negli ultimi anni, il suo lavoro ha spesso suscitato reazioni polemiche e tentativi di delegittimazione, ma il giornalista ha sempre ribadito di agire «nell’interesse della trasparenza e del servizio pubblico».

De Luca: “Garantire sicurezza e verità”
Il presidente della Regione Campania ha concluso il suo intervento con un richiamo diretto alle istituzioni:
«La mia solidarietà va a Ranucci e alla sua famiglia. Ma serve anche un impegno collettivo per garantire la libertà di stampa e la sicurezza dei cronisti. Il nostro Paese ha bisogno di chiarezza, di serenità e di verità».
De Luca ha quindi rinnovato la fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine, esortando a «non sottovalutare il segnale inquietante di un atto che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche».
Un segnale pericoloso per la democrazia
L’attentato contro Ranucci rappresenta un attacco diretto al diritto dei cittadini a essere informati.
Il gesto, come ricordato da De Luca e da molti esponenti politici, non è solo un’aggressione a un singolo giornalista, ma un attentato alla libertà e alla democrazia.
L’auspicio è che le indagini portino rapidamente all’identificazione dei responsabili e che il caso diventi un punto di svolta nella difesa della libertà di espressione, valore fondante di ogni società civile.


