L’istruttoria conferma il quadro giuridico di incompatibilità, a surrogare Cirielli sarà l’imprenditrice di Fratelli d’Italia
La Giunta delle elezioni del Consiglio Regionale della Campania ha deciso di non accogliere la richiesta di ingresso di Marco Nonno (FdI) in Consiglio al posto di Edmondo Cirielli, dimessosi per incompatibilità con le cariche nazionali. La decisione, presa al termine di una lunga istruttoria, conferma il quadro giuridico esistente. Questo quadro impedisce l’ingresso dell’ex consigliere, a causa di una condanna definitiva che risale a un precedente processo penale.
Il caso Marco Nonno e la Legge Severino
La vicenda che ha portato al blocco dell’ingresso di Marco Nonno in Consiglio risale al 2007, quando l’ex consigliere fu coinvolto nei disordini contro la riapertura della discarica di Pianura. Nonno, accusato di concorso in devastazione, fu processato e condannato in primo grado a otto anni di reclusione. Successivamente, la pena fu poi ridotta a due anni per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La condanna fece scattare, nel 2022, la sospensione del suo mandato di consigliere regionale. Infatti, la sospensione è avvenuta in applicazione della Legge Severino, che prevede la decadenza per chi subisce una condanna definitiva.
Nel 2023, la Corte di Cassazione accolse il ricorso della Procura generale, stabilendo che sarebbe stato necessario un appello-bis per il reato di concorso in devastazione. Tuttavia, la condanna restava comunque in essere. Questo scenario ha determinato la decisione della Giunta delle Elezioni. Dopo aver preso atto dell’istruttoria presentata dal presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, la Giunta ha confermato l’impossibilità per Nonno di subentrare a Cirielli.
La proposta di Pisacane e il ritiro dell’istruttoria
Nel corso della seduta, la Giunta ha esaminato anche una proposta istruttoria avanzata dal consigliere Raffaele Maria Pisacane (FdI), che aveva chiesto di procedere all’ingresso di Marco Nonno in Consiglio in attesa di un chiarimento dalla Corte di Cassazione. La proposta prevedeva di sospendere la decisione in attesa di un ulteriore riscontro sull’effettivo stato giuridico di Nonno. Tuttavia, gli uffici legali hanno ritenuto la proposta inammissibile per via di problematiche di legittimità. Queste problematiche erano legate alla non certezza dei tempi di risposta da parte della Cassazione. Inoltre, sarebbe stato necessario garantire il pieno funzionamento del Consiglio regionale. Era essenziale anche non compromettere i diritti degli altri possibili subentranti. Di conseguenza, Pisacane ha ritirato la proposta.

Lea Romano subentra a Cirielli
Con il ritiro della proposta, la Giunta delle elezioni ha ufficialmente stabilito che, in seguito alle dimissioni di Cirielli, a subentrare sarà la candidata successiva nella lista di Fratelli d’Italia: l’imprenditrice Lea Romano. La decisione si inserisce all’interno di un quadro giuridico e politico che non ha subito modifiche sostanziali. Pertanto, resta inalterata la composizione del Consiglio regionale.
Romano, che vanta una solida esperienza imprenditoriale, entra quindi in Consiglio Regionale con l’obbiettivo di portare avanti le politiche di Fratelli d’Italia in Campania. Tuttavia, la sua nomina ha suscitato dibattiti, soprattutto per la controversia legata all’ingresso di Marco Nonno, che aveva già ottenuto un buon numero di preferenze nelle ultime elezioni regionali.
La decisione della Giunta delle Elezioni conferma la solidità dell’impianto giuridico che regola la decadenza e l’ingresso dei nuovi consiglieri regionali in base alla Legge Severino. Con l’ingresso di Lea Romano, il Consiglio Regionale della Campania si avvia a mantenere la propria composizione, nonostante le complicazioni legate alla posizione di Marco Nonno. La questione dell’incompatibilità e del rispetto delle normative riguardo le condanne definitive resta quindi un tema caldo per la politica campana, con risvolti che potrebbero influire sulle prossime dinamiche politiche regionali.


