Comunità montana Taburno
Gennaro Caporaso

18 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Comunità montana del Taburno, sfiduciato Caporaso: si apre l’asse NdC-Pd

Nella Comunità montana del Taburno cade la presidenza Caporaso e per la prima volta mastelliani e Pd si preparano a governare insieme

Un vero e proprio terremoto politico scuote la Comunità montana del Taburno. Il presidente in carica Gennaro Caporaso, sindaco di Tocco Caudio, va incontro a una sfiducia che segna una svolta storica negli equilibri del territorio. Per la prima volta, infatti, i mastelliani di Noi di Centro si preparano a governare l’ente insieme al Partito democratico.

La sfiducia “costruttiva” e il nome del successore

Sulla scrivania del Consiglio è stata protocollata una mozione di sfiducia “costruttiva” che sarà votata entro nove giorni. In caso di approvazione, alla guida della Comunità montana salirà Stefano Diglio, attuale vicesindaco di Arpaia. Egli sarà indicato come nuovo presidente insieme a una giunta già definita.

Una maggioranza diventata instabile

La crisi prende forma il 10 dicembre, quando lo stesso Caporaso prende atto di una maggioranza ormai instabile e si dice disponibile a rassegnare le dimissioni. A sostegno del presidente arriva una nota firmata da sette consiglieri che rinnovano la fiducia alla presidenza e alla giunta, molti dei quali riconducibili a Fratelli d’Italia. Un documento che ricalca un precedente atto di luglio, ma che questa volta presenta un’assenza pesante. Mancava infatti la delegata di Sant’Agata dei Goti, Anna Buzzo, che sceglie di non firmare e di schierarsi invece per la sfiducia.

La comunità montana del Taburno

Il precedente estivo e la rottura

Secondo fonti qualificate, un tentativo di sfiducia era già emerso nei mesi estivi, ma era stato respinto per ragioni di correttezza politica. Ora, però, questa linea sembra definitivamente superata. Il 16 dicembre Caporaso, in una nota ufficiale, parla apertamente di “tradimento”. Inoltre, rimette il mandato nelle mani dell’assemblea, denunciando l’impossibilità di governare con equilibri legati alla scelta di un singolo consigliere.

Le dimissioni non arrivano, scatta la sfiducia

Le dimissioni annunciate non vengono formalizzate e a quel punto entra in scena Noi di Centro. I rappresentanti mastelliani, insieme ad altri amministratori locali, protocollano la mozione di sfiducia costruttiva che indica una nuova guida e una nuova squadra per l’ente.

Il nodo politico: nasce un asse NdC-Pd

Il passaggio più rilevante è politico. Tra i firmatari della sfiducia e i futuri componenti dell’esecutivo figura anche Gerardo Perna Petrone, sindaco di Forchia ed esponente del Partito democratico sannita. Questo è un segnale che va oltre la contingenza amministrativa e apre all’ipotesi di un’alleanza locale tra Noi di Centro e Pd. Tale alleanza è destinata a governare insieme la Comunità montana del Taburno.

Verso un nuovo equilibrio istituzionale

Se la mozione sarà approvata, l’ente montano cambierà volto sia nella guida sia negli equilibri politici. Si assisterà così a un’inedita convergenza tra forze che fino a oggi si erano contrapposte. Questo laboratorio politico potrebbe avere riflessi anche sulle future competizioni elettorali nel Sannio.

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