L’intesa è stata raggiunta grazie al Lega e al ministro Calderoli.
L’intesa raggiunta sui comuni montani segna una svolta decisiva per le aree interne della Campania e dell’intera nazione. Grazie all’impegno diretto della Lega e del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, si è sbloccata una situazione complessa. L’accordo con gli enti territoriali permette finalmente di dare risposte concrete a territori che per troppo tempo hanno sofferto l’isolamento geografico ed economico.
Un risultato che tiene conto le specificità degli Appennini e delle aree interne
Luigi Barone, responsabile regionale Enti Locali della Lega in Campania, ha espresso grande soddisfazione per questo risultato. Egli ha sottolineato come il Governo abbia tenuto in debita considerazione le specificità degli Appennini e delle aree interne. Il lavoro di sintesi operato dal Ministro Calderoli è stato il frutto di un ascolto costante delle istanze locali. La nuova classificazione nazionale dei comuni montani definisce ora un perimetro chiaro per gli interventi di sostegno.
“Sulla base di questa nuova classificazione i comuni montani a livello nazionale saranno 3.715 e in Campania 292, così suddivisi: 111 della provincia di Avellino, 51 di Benevento, 21 di Caserta, 11 di Napoli e 98 di Salerno”, afferma Barone.
In testa alla classifica Avellino con 111 comuni
A livello nazionale, i comuni riconosciuti come montani saranno complessivamente 3.715. Per quanto riguarda la Campania, l’elenco comprende ora 292 comuni, distribuiti in modo capillare su tutto il territorio regionale. La provincia di Avellino guida la classifica con ben 111 comuni inseriti. Seguono la provincia di Salerno con 98 realtà locali e quella di Benevento con 51 comuni. Anche le province di Caserta e Napoli vedono riconosciuti rispettivamente 21 e 11 comuni montani.

La Campania non avrebbe votato a favore
Barone non ha risparmiato critiche politiche alla gestione regionale. Secondo l’esponente della Lega, la Campania non avrebbe votato a favore dell’intesa solo per fini strumentali. Egli ritiene che la contrapposizione politica non debba ostacolare lo sviluppo di aree fragili. Nonostante il mancato voto favorevole della Regione, il provvedimento prosegue il suo iter per garantire i benefici previsti alle comunità interessate.
“Legge di Montagna”, stanziamento di 200 milioni di euro
Le risorse messe in campo per la nuova “Legge della Montagna” sono ingenti e senza precedenti recenti. Si parla di uno stanziamento complessivo di 200 milioni di euro. Barone, tuttavia, ricorda come nel 2021 gli investimenti ammontavano a meno di 10 milioni di euro. Questo balzo in avanti, però, dimostra la centralità delle zone montane nell’agenda politica del Governo attuale.
Misure importanti anche per la sanità, l’istruzione e la digitalizzazione
Gli ambiti di intervento della norma sono molteplici e toccano i pilastri della vita sociale. Sono previste misure specifiche per potenziare la sanità di montagna e l‘istruzione nelle aree a bassa densità abitativa. Grande attenzione viene data ai giovani e alle famiglie, con l’obiettivo di contrastare il calo della natalità. Il ripopolamento di questi borghi è considerato una priorità per evitare l’abbandono del territorio e il degrado ambientale. Infine, la legge promuove lo sviluppo economico e la digitalizzazione. Superare il divario digitale è fondamentale per permettere alle imprese locali di competere nel mercato moderno. Barone conclude definendo la norma come strategica e di interesse nazionale. Lo sviluppo sociale ed economico dei comuni montani non è più una questione locale, ma un obiettivo collettivo per la crescita dell’Italia.


