La giovane è ricoverata all’Ospedale del Mare: decisivo l’intervento della Squadra Mobile. L’uomo è accusato di tentato femminicidio nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli
È il compagno della 23enne ferita a colpi di pistola l’uomo finito in carcere con l’accusa di tentato femminicidio. La svolta nelle indagini sul ferimento avvenuto ieri pomeriggio nella zona orientale di Napoli è arrivata nel giro di poche ore, dopo una serie di accertamenti condotti dalla Squadra Mobile. In manette è finito un uomo., classe 1997, indicato dagli investigatori come la persona che avrebbe esploso i colpi contro la giovane. Il provvedimento di fermo è stato eseguito su disposizione della Procura, che coordina l’inchiesta. Il quadro accusatorio si è delineato rapidamente, con l’attenzione degli inquirenti concentrata fin da subito sull’ambito relazionale della vittima.
La dinamica del ferimento e il ruolo della vittima
La 23enne è stata raggiunta dai colpi d’arma da fuoco nel pomeriggio di giovedì tra i quartieri di San Giovanni a Teduccio e Barra a Napoli. Soccorsa immediatamente, è stata trasportata all’Ospedale del Mare, dove è tuttora ricoverata. Le sue condizioni sono serie ma non tali da metterne in pericolo la vita. La giovane è rimasta cosciente nelle fasi iniziali dell’intervento dei soccorsi. Fondamentale per la ricostruzione dei fatti sarà proprio la sua testimonianza, che gli investigatori attendono non appena le condizioni cliniche lo consentiranno. Il suo racconto potrebbe chiarire il contesto in cui sarebbe maturato il ferimento e i momenti immediatamente precedenti all’esplosione dei colpi.

Le indagini della Squadra Mobile e il quadro indiziario
L’inchiesta è affidata alla Squadra Mobile, guidata dal primo dirigente Mario Grassia, sotto il coordinamento della Procura di Napoli. Gli investigatori hanno lavorato nelle ore successive al ferimento per ricostruire i rapporti tra la vittima e il compagno arrestato. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbero stati raccolti elementi ritenuti sufficienti a giustificare il fermo dell’uomo. La contestazione nei suoi confronti è quella di tentato femminicidio, nell’ambito della normativa del codice rosso. Il fermo è arrivato al termine di una fase investigativa serrata, durante la quale il contesto familiare e sentimentale della vittima è stato considerato centrale per la ricostruzione dell’episodio.
L’ipotesi del movente e gli accertamenti in corso
Sul movente e sulla dinamica esatta dello sparo gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Non vengono esclusi ulteriori sviluppi investigativi nelle prossime ore, anche alla luce degli accertamenti tecnici in corso. Sono in fase di analisi i rilievi effettuati sulla scena del ferimento e gli elementi balistici raccolti dagli investigatori. Ogni dettaglio sarà utile per definire con precisione la sequenza degli eventi e consolidare il quadro probatorio. L’uomo dovrà comparire davanti al giudice per la convalida del fermo nelle prossime ore.
Codice rosso e violenza di genere
Il caso si inserisce nel perimetro del codice rosso, la normativa introdotta per rafforzare la tutela delle vittime di violenza di genere e accelerare l’intervento giudiziario nei casi più gravi.In questa fase, l’ipotesi di tentato femminicidio resta al vaglio degli inquirenti e dovrà essere verificata nel corso delle indagini. Il procedimento resta aperto, mentre la posizione dell’uomo sarà valutata nel contraddittorio giudiziario. Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

