lavorare la terra

27 Gennaio 2026

Gabriella De Rosa

Coldiretti, sicurezza alimentare a rischio: pesticidi e antibiotici in carne e riso extra Ue

La Coldiretti lancia l’allarme per proteggere i consumatori dai prodotti che provengono dai paesi extra Ue per la mancanza di etichettatura trasparente.

Gli agricoltori e tutto il settore agroalimentare è in rivolta contro le importazioni dai paesi extra Ue. Coldiretti ha mobilitato oltre seimila agricoltori ieri a Lingotto Fiere di Torino per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dei cittadini sulla sicurezza alimentare. Per l’organizzazione agroalimentare il mercato italiano è minacciato dall’importazione crescente di prodotti provenienti da paesi extra europei, che quindi non si adeguano alle norme imposte dal mercato europeo relativo a standard da seguire su pesticidi e processi di filiera.

Il tema riguarda sia la sicurezza alimentare che la concorrenza sleale. Il comparto agroalimentare italiano infatti lamenta una mancanza di equità tra le regole interne sempre più stringenti e un mercato globale che eludono i controlli. Tutto ciò va a discapito del Made in Italy con gravi ricadute economiche per il settore avvantaggiando competitor extra europei. Non si tratta soltanto di un danno economico però ma anche sanitario. I controlli che vengono fatti nel mercato interno che assicurano un’affidabilità di produzione non sono gli stessi che vengono effettuati sui prodotti stranieri, mettendo a rischio la sicurezza dei prodotti agroalimentari.

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Bracciante agricolo
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Sicurezza alimentare e tutela dei consumatori

In gioco c’è dunque la salute dei consumatori, dei cittadini italiani oltre che la stabilità economica di uno dei comparti più produttivi del nostro paese. I vertici nazionali e regionali dell’associazione, richiamati a Torino da Coldiretti, si sono uniti per lanciare un allarme concreto sulle gravi conseguenze di questa disparità di standard sanitari che viene imposta ai prodotti. Coldiretti chiede alle istituzioni italiane ed europee un maggior controllo sulle etichettature non sempre trasparenti sui prodotti extra Ue.

Un doppio standard che i produttori agricoli italiani non sono più disposti a tollerare e chiedono che tutti i prodotti che entrano nel mercato europeo rispettino gli stessi criteri di sicurezza e sostenibilità imposti ai produttori italiani. “I controlli sulle merci extra Ue si fermano in media al 3% e nel 2025 sono stati registrati 230 allarmi alimentari per residui di pesticidi vietati, microrganismi patogeni, micotossine, metalli pesanti, diossine e additivi proibiti. Un rischio concreto per i consumatori e un danno diretto alle filiere italiane” ha dichiarato Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania citando i dati Rasff, l’ente europeo sulla sicurezza alimentare.

Pesticidi e antibiotici: Coldiretti chiede trasparenza

I prodotti che destano più preoccupazione sono carne e riso. Negli ultimi anni è aumentata l’importazione di questi due prodotti dall’estero. Nel 2025 l’importazione di carne congelata soprattutto dal Sud America ha subito un incremento del 30%. In questa carne però sono state trovate tracce di antibiotici, promotori della crescita e ormoni che sono vietati in Europa e non in Sud America. Stesso discorso per il riso proveniente dall’Asia. Già nei mesi scorsi era stato lanciato l’allarme per la presenza di metalli pesanti nel indiano e paraguayano oltre ad un’elevata presenza di insetticidi e fungicidi cancerogeni o capaci di alterare le funzioni ormonali.

La soluzione per Coldiretti è imporre un’etichettatura all’origine. Al momento, la legislazione prevede che vale l’ultimo passaggio del processo produttivo: basta un passaggio nel nostro paese per considerare un prodotto italiano. Per ovviare questo difetto, basterebbe che l’Ue imponesse di etichettare il prodotto all’origine e potenziasse i controlli dei prodotti che entrano nel mercato europeo.

Il danno economico

Il rischio alimentare è dunque concreto ed elevato. Inoltre, il riso a basso costo e a dazio zero proveniente dall’India danneggia gli introiti per il riso Carnaroli nostrano. A pagare le conseguenze di questo aumento delle importazioni sono anche i vivaisti italiani come quelli della Liguria e della Campania a causa dell’aumento dei fiori e delle piante provenienti dal Kenya e da altri paesi su cui sorgono molti dubbi sulla sostenibilità ambientale e umana. La battaglia degli agricoltori non è una questione ideologica ma pone al centro la sicurezza dei consumatori e la tutela dei prodotti agroalimentari italiani e delle loro economie.

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