Le elezioni regionali in Campania si avvicinano e il nome di Clemente Mastella, sindaco di Benevento e leader di Noi di Centro, torna al centro del dibattito politico. Con la sua tipica determinazione, ha già annunciato: «Alle Regionali ci sarò». Una dichiarazione che conferma la sua volontà di continuare a essere protagonista, anche in un quadro complesso come quello campano, in cui centrodestra e centrosinistra appaiono entrambi incerti e frammentati.
Figura controversa e insieme imprescindibile della politica italiana, Mastella incarna il profilo del politico capace di attraversare stagioni, partiti e governi diversi. Nato e cresciuto nell’alveo della Democrazia Cristiana, uomo tendenzialmente di destra, non ha esitato a spostarsi, cambiare alleanze e fondare partiti pur di mantenere il proprio spazio politico. Una parabola che oggi, alla soglia di mezzo secolo di carriera, torna a intrecciarsi con il destino della Campania.
Mastella e il presente: critiche al centrosinistra e avviso al centrodestra
In vista delle regionali, Mastella ha messo in chiaro alcuni punti fermi. Da un lato, ha definito il centrosinistra «appannato», incapace di rispondere alle sfide attuali. A suo giudizio, l’alleanza larga che ha portato alla candidatura di Roberto Fico non basta: «Credere che le elezioni si vincano solo grazie a una sommatoria di voti è sbagliato».
Dall’altro, osserva le difficoltà del centrodestra, alle prese con la scelta del candidato presidente. Il sindaco di Benevento non ha nascosto il suo scetticismo sull’ipotesi civica del prefetto Michele Di Bari, segno che anche su quel fronte non vede chiarezza.
Per Mastella, il vero tema non è la formula politica, ma la capacità di riportare al centro dell’agenda le aree interne, troppo spesso dimenticate: «Benevento, Avellino e l’entroterra campano devono tornare a contare».

Dalle origini a Ceppaloni: il giornalista diventato politico
Clemente Mastella nasce a San Giovanni di Ceppaloni, in provincia di Benevento, nel 1947. Laureato in Lettere e Filosofia, diventa giornalista e lavora alla sede Rai di Napoli. In seguito racconterà con ironia le polemiche per la sua assunzione, voluta dall’allora leader democristiano Ciriaco De Mita: «I colleghi scioperarono per tre giorni, io risposi: e voi siete entrati per concorso!».
Parallelamente alla carriera giornalistica, Mastella coltiva la passione politica. Si iscrive alla Democrazia Cristiana, entra nell’Azione Cattolica e diventa presto dirigente nazionale giovanile. Nel 1976, a soli 29 anni, viene eletto deputato. È l’inizio di una lunghissima carriera parlamentare: resterà a Montecitorio per otto legislature consecutive.

Gli anni della Democrazia Cristiana
Da giovane deputato, Mastella si colloca nell’ala moderata della DC, costruendo rapporti stretti con i grandi notabili del partito. È un uomo del territorio, con il radicamento a Benevento e una rete di consenso che si rafforza nel tempo.
Gli anni Ottanta e primi Novanta lo vedono protagonista di un percorso di consolidamento: in Parlamento, ma anche sul piano locale, con l’elezione a sindaco di Ceppaloni. La sua fama cresce come quella di un politico di destra moderata, cattolico, pragmatico e abile nel mantenere saldo il rapporto con il suo elettorato.
La diaspora centrista e la nascita del CCD
Con lo scioglimento della DC nel 1994, Mastella sceglie di non aderire al Partito Popolare, temendo che fosse destinato ad allearsi con il centrosinistra. Insieme a Pier Ferdinando Casini fonda il Centro Cristiano Democratico (CCD), che si schiera con il centrodestra guidato da Berlusconi.
Dopo la vittoria del 1994, Mastella diventa ministro del Lavoro e della Previdenza sociale nel primo governo Berlusconi. È il suo primo incarico ministeriale, che rafforza la sua immagine nazionale.
I cambi di casacca: dal CDR all’UDEUR
Negli anni successivi, Mastella si conferma maestro di adattamenti politici. Nel 1998, lascia il CCD per fondare i Cristiani Democratici per la Repubblica (CDR), che poi confluiscono nell’UDR di Francesco Cossiga.
Da lì, nasce l’UDEUR, il partito che segnerà la sua carriera: piccolo ma decisivo, spesso ago della bilancia in Parlamento. Con l’UDEUR, Mastella appoggia a fasi alterne centrodestra e centrosinistra, mantenendo un ruolo di influenza superiore alle dimensioni reali del partito.
L’esperienza europea e il secondo ministero
Parallelamente, Mastella viene eletto più volte al Parlamento europeo (1999-2004 e 2009-2014). A Bruxelles si fa notare per un celebre episodio passato alla cronaca: tentò di spiegare alla polizia tedesca che la moglie Sandra Lonardo era con lui al congresso del PPE, ma lo fece con l’inglese improbabile del suo «I am my wife!».
Nel 2006, con l’UDEUR alleata del centrosinistra, Mastella ottiene il prestigioso incarico di ministro della Giustizia nel governo Prodi II. La sua permanenza al dicastero è breve ma intensa: contrasti interni, vicende giudiziarie che coinvolgono la moglie e l’inchiesta “Why Not” portarono alle sue dimissioni e alla conseguente caduta del governo.

La parabola dopo il 2008
Dopo la fine del governo Prodi, l’UDEUR non riuscì più a ritagliarsi lo stesso ruolo centrale. Mastella oscillò tra esperienze diverse: aderì al Popolo della Libertà, si candidò (senza successo) a sindaco di Napoli, tornò in Forza Italia, fondò nuove sigle e infine diede vita a Noi di Centro.
Nel 2016 conquistò la carica di sindaco di Benevento, confermata con la rielezione. Qui ha ricostruito il suo profilo politico, ripartendo dal territorio e dall’idea che le aree interne debbano avere voce.

Oggi: il leader di Noi di Centro alle regionali
Alle regionali campane del 2025, Mastella sarà di nuovo in campo. Lo ha detto chiaramente: vuole esserci, non solo per il suo partito ma per rappresentare un pezzo di territorio spesso dimenticato.
La sua analisi politica è netta: centrosinistra appannato, campo largo insufficiente, centrodestra in ritardo. E lui, con la sua lunga esperienza, si propone come voce critica ma anche come possibile costruttore di equilibri.
Mastella di ieri e Mastella di oggi: due anime della stessa politica
Il percorso di Clemente Mastella racconta la storia di un uomo politico che, pur partendo da una matrice chiaramente di destra democristiana, ha saputo trasformarsi e adattarsi.
- Il Mastella di ieri era il giovane deputato DC, poi ministro del Lavoro nel governo Berlusconi, protagonista della nascita del CCD e leader di partiti centristi sempre collocati nell’orbita del centrodestra. Un uomo di apparato, fortemente legato alla macchina partitica e ai suoi rituali.
- Il Mastella di oggi è invece il sindaco di Benevento, leader di una formazione civica come Noi di Centro, pronto a dialogare con più fronti e a rivendicare un ruolo di portavoce delle aree interne. È un politico più “territoriale” e meno di apparato, che usa la sua esperienza come bussola per criticare sia il centrosinistra che il centrodestra.
Questa duplicità – uomo di destra ma pronto a cambiare pelle – è la chiave della sua longevità politica. Mastella non ha mai rinunciato a essere protagonista, anche a costo di spostarsi e reinventarsi. E oggi, alla vigilia di nuove elezioni, torna a rivendicare un ruolo centrale nella Campania politica.
Timeline della carriera di Clemente Mastella
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1947 | Nasce a San Giovanni di Ceppaloni (BN) |
| 1976 | Eletto deputato con la Democrazia Cristiana |
| 1986-1992 | Sindaco di Ceppaloni (primo mandato) |
| 1994 | Cofonda il Centro Cristiano Democratico (CCD), appoggia il centrodestra |
| 1994-1995 | Ministro del Lavoro e Previdenza sociale (governo Berlusconi I) |
| 1998 | Fonda i Cristiani Democratici per la Repubblica (CDR) e poi l’UDEUR |
| 1999-2004 | Europarlamentare |
| 2006-2008 | Ministro della Giustizia (governo Prodi II) |
| 2009-2014 | Europarlamentare (Popolo della Libertà) |
| 2016 | Eletto sindaco di Benevento |
| 2021 | Fonda Noi di Centro |
| 2025 | Annuncia la candidatura alle elezioni regionali in Campania |


