Clan D’Alessandro Castellammare
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📍 Castellammare di Stabia

12 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Castellammare, il clan D’Alessandro controllava il 118: due arresti e sequestro della società di ambulanze

L’inchiesta della Dda di Napoli svela il controllo mafioso sul servizio ambulanze del 118 e il tentativo di imporre anche il ristoro nello stadio Menti. Due misure cautelari e un sequestro.

Il servizio del 118 finisce al centro di una nuova inchiesta antimafia.
Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, il clan D’Alessandro avrebbe gestito in regime di monopolio il trasporto sanitario d’urgenza, imponendo con intimidazioni e minacce la propria società “di copertura” su tutto il territorio stabiese.
Due persone sono state arrestate con le accuse di trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, mentre la società riconducibile agli indagati è stata posta sotto sequestro.

Il 118 sotto il controllo del clan

Le indagini, condotte dai Carabinieri di Torre Annunziata, hanno ricostruito un sistema di gestione criminale del servizio ambulanze nell’area di Castellammare di Stabia.
Attraverso una società di facciata, il clan D’Alessandro si sarebbe garantito la gestione esclusiva delle corse del 118 e del trasporto dei pazienti verso l’ospedale San Leonardo, estromettendo con la violenza gli operatori concorrenti.

Secondo gli inquirenti, chiunque provasse a partecipare alle gare d’appalto o a proporre servizi alternativi veniva sistematicamente minacciato o danneggiato, in un contesto di controllo territoriale tipicamente mafioso.

arresti della dda
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Il sequestro della società e le misure cautelari

Il Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, ha emesso due misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti legati al clan.
Contestualmente è scattato il sequestro della società di ambulanze, formalmente registrata come impresa privata, ma di fatto riconducibile ai vertici del gruppo criminale.
Gli inquirenti ritengono che il clan abbia utilizzato tale struttura per riciclare denaro e consolidare il controllo economico su un servizio pubblico essenziale.

Il tentativo di infiltrazione nello stadio Menti

Nel corso degli accertamenti è emerso anche un ulteriore fronte d’interesse per l’organizzazione: il servizio di ristoro all’interno dello stadio Romeo Menti, sede delle partite della Juve Stabia.
Il clan avrebbe tentato di imporre la propria presenza economica anche in quell’ambito, utilizzando lo stesso metodo intimidatorio già sperimentato nel settore sanitario.
Un’operazione che conferma la strategia d’espansione del gruppo D’Alessandro, capace di muoversi tra affari leciti e attività illecite con la logica del controllo totale sul territorio.

arresti Santa Maria a Vico
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Un sistema di potere radicato nel tessuto locale

L’inchiesta rappresenta l’ennesima dimostrazione della pervasività del clan D’Alessandro, storico gruppo criminale dell’area stabiese, già coinvolto in inchieste su appalti, rifiuti e attività commerciali.
La capacità del clan di inserirsi in settori sensibili come la sanità testimonia la sua evoluzione verso forme di imprenditorialità mafiosa, in grado di influenzare la concorrenza e condizionare l’economia locale.

Il ruolo della Dda e dei carabinieri di Torre Annunziata

La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha seguito l’indagine coordinando le attività dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Torre Annunziata, che hanno documentato gli episodi di intimidazione e i rapporti economici occulti tra gli indagati e l’organizzazione camorristica.
L’operazione si inserisce nel quadro delle indagini in corso sulla rete economico-criminale dei clan attivi tra Castellammare e i comuni limitrofi dei Monti Lattari.

I precedenti: il potere del clan D’Alessandro

Il gruppo D’Alessandro, egemone da decenni a Castellammare, è stato al centro di numerosi blitz antimafia, tra cui quello dello scorso anno che aveva portato all’arresto di 11 affiliati per estorsione e traffico di stupefacenti.
L’attività nel settore sanitario conferma la strategia di infiltrazione silenziosa del clan, che mira a sostituire lo strumento della violenza fisica con forme di controllo economico e gestionale, difficili da individuare e ancora più insidiose per la legalità.

Il nuovo filone d’indagine apre un fronte delicato nella lotta alla criminalità organizzata in Campania.
Il controllo del servizio ambulanze del 118 da parte di un clan camorristico rappresenta un grave attacco alla sicurezza pubblica e alla libertà d’impresa, minando la fiducia dei cittadini nei servizi sanitari.
L’azione della Dda e dei carabinieri mira ora a smantellare l’intero apparato economico costruito intorno a questo sistema di potere, restituendo alla città di Castellammare un presidio fondamentale alla legalità.

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