Il giudice ha ritenuto non ammissibile la richiesta di accordo sulla pena avanzata dall’autista imputato per omicidio stradale aggravato
La richiesta di patteggiamento presentata dal conducente dell’ambulanza coinvolta nell’incidente costato la vita al ciclista Luigi Martusciello è stata rigettata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. La decisione riguarda il procedimento per omicidio stradale aggravato a carico dell’autista del mezzo di soccorso, accusato di avere investito il ciclista lungo via Nuova Marina l’8 marzo 2025. L’uomo era alla guida di un’ambulanza che, secondo quanto emerso dalle indagini, non stava trasportando alcun paziente al momento dell’incidente. Martusciello riportò gravissime ferite e morì alcuni giorni dopo, il 13 marzo, all’Ospedale del Mare di Napoli.
La decisione del gip
La richiesta di patteggiamento prevedeva una pena di un anno e dieci mesi di reclusione. L’istanza aveva ottenuto il parere favorevole della Procura di Napoli, ma era stata contestata dal legale della famiglia della vittima, l’avvocato Sergio Pisani. Il gip Gabriella Ambrosino ha respinto la proposta ritenendo fondate alcune delle osservazioni contenute nella memoria difensiva depositata dalla parte civile. Tra gli aspetti evidenziati figurava l’impossibilità di procedere al bilanciamento tra le attenuanti generiche richieste dalla difesa e le aggravanti contestate dalla Procura.
Secondo quanto emerso nel provvedimento, inoltre, la pena individuata per il patteggiamento sarebbe risultata inferiore al minimo previsto dalla normativa vigente. Una circostanza che ha portato il giudice a considerare la sanzione non conforme ai limiti stabiliti dalla legge.
Le contestazioni mosse all’autista
L’indagine condotta dagli inquirenti ha ricostruito la dinamica dell’incidente avvenuto in via Nuova Marina, una delle principali arterie cittadine del capoluogo campano. Secondo gli accertamenti, il conducente dell’ambulanza avrebbe commesso diverse infrazioni al Codice della strada prima dell’impatto con il ciclista. Tra queste, gli investigatori contestano sorpassi ritenuti pericolosi e una velocità di circa 72 chilometri orari.
Un dato particolarmente rilevante riguarda il limite vigente nel tratto di strada interessato dall’incidente. Nella corsia percorsa dal mezzo di soccorso il limite era fissato a 30 chilometri orari. La velocità rilevata sarebbe quindi risultata superiore di oltre due volte rispetto a quella consentita. Questi elementi hanno contribuito alla contestazione del reato di omicidio stradale aggravato, ipotesi accusatoria che resta al centro del procedimento giudiziario.

La morte di Luigi Martusciello
L’incidente si verificò l’8 marzo 2025. Dopo l’investimento, Luigi Martusciello fu trasportato all’Ospedale del Mare, dove venne ricoverato in condizioni molto gravi. Nonostante le cure ricevute, il quadro clinico peggiorò nei giorni successivi. Il ciclista morì il 13 marzo a causa delle lesioni riportate nell’impatto. La vicenda suscitò particolare attenzione in città anche per il coinvolgimento di un mezzo destinato ai soccorsi. Gli approfondimenti investigativi hanno poi accertato che l’ambulanza non stava effettuando un trasporto sanitario urgente e non aveva pazienti a bordo al momento dei fatti.
Il procedimento prosegue
Con il rigetto del patteggiamento, il procedimento giudiziario proseguirà secondo le modalità previste dall’ordinamento. La decisione del gip rappresenta un passaggio significativo nell’iter processuale e riporta al centro dell’attenzione le circostanze che hanno portato alla morte di Luigi Martusciello. Resta confermata l’accusa di omicidio stradale aggravato contestata dalla Procura al conducente dell’ambulanza. Saranno i successivi sviluppi processuali a definire le eventuali responsabilità penali e a chiarire in via definitiva tutti gli aspetti della vicenda.


