Chiusura del parcheggio dipendenti all’Ospedale Santobono di Napoli, sindacati in agitazione dal 12 gennaio
Scatta la protesta all’Ospedale Santobono di Napoli. A partire dal 12 gennaio 2026, il parcheggio riservato ai dipendenti sarà chiuso nelle ore del turno mattutino. Una decisione che ha spinto FP CGIL Campania, insieme a CISL, UIL e FIALS, a proclamare lo stato di agitazione del personale sanitario, denunciando una scelta ritenuta unilaterale e fortemente penalizzante per chi lavora quotidianamente nell’ospedale pediatrico.
La decisione dell’Azienda e la data del 12 gennaio
La disposizione, annunciata dall’Azienda, prevede la chiusura del parcheggio destinato ai dipendenti nelle ore mattutine, a partire dal 12 gennaio. Una misura che, secondo le organizzazioni sindacali, produrrà disagi significativi soprattutto per il personale che prende servizio alle 7 del mattino, orario cruciale per garantire il cambio turno con i colleghi della notte e la continuità assistenziale.
I disagi per il personale sanitario
La chiusura del parcheggio colpisce lavoratrici e lavoratori già sottoposti a carichi di lavoro elevatissimi. Medici, infermieri e operatori sanitari del Santobono sono impegnati ogni giorno nell’assistenza ai piccoli pazienti, spesso in condizioni di forte pressione organizzativa. La mancanza di un’area di sosta dedicata nelle ore mattutine rischia di compromettere l’organizzazione dei turni e di aggravare ulteriormente le condizioni operative del personale.
La comunicazione alla vigilia di Natale
A rendere il provvedimento ancora più grave, secondo i sindacati, è stata la modalità con cui è stato comunicato. La decisione è arrivata alla vigilia di Natale, definita dalle sigle sindacali come un vero e proprio “regalo avvelenato” per chi, anche durante le festività, ha continuato a garantire un servizio pubblico essenziale con senso di responsabilità e spirito di sacrificio.

Nessun confronto sindacale
Le organizzazioni sindacali denunciano una scelta assunta senza alcun confronto preventivo e senza la ricerca di soluzioni alternative. Una decisione unilaterale che, a loro avviso, dimostra una totale mancanza di attenzione verso il personale che manda avanti quotidianamente l’ospedale. L’assenza di dialogo viene indicata come uno degli elementi più critici della vicenda.
Proclamato lo stato di agitazione
Per questi motivi FP CGIL Campania, CISL, UIL e FIALS hanno proclamato lo stato di agitazione del personale del Santobono. I sindacati annunciano azioni di contrasto al provvedimento, coinvolgendo le autorità competenti e gli organi di informazione, con l’obiettivo di ottenere la revoca della chiusura o l’individuazione di soluzioni concrete e condivise.
Le parole di Antimo Morlando
Sulla vicenda è intervenuto Antimo Morlando, segretario regionale FP CGIL Sanità Pubblica, che ha espresso tutta l’incomprensione del sindacato per la scelta aziendale. «È una decisione che non riusciamo a comprendere – ha dichiarato – perché arreca un danno ingiustificato al personale sanitario che ogni giorno è in prima linea per la cura e l’assistenza dei bambini».
Morlando ha ribadito la richiesta di un incontro immediato, sottolineando la necessità di trovare una soluzione condivisa che consenta a medici, infermieri e operatori sanitari di svolgere il proprio lavoro in condizioni di serenità e dignità.
Mobilitazione pronta a intensificarsi
La FP CGIL Campania ha infine chiarito che il personale sanitario non è più disposto a subire ulteriori penalizzazioni. In assenza di risposte rapide e risolutive, le iniziative di mobilitazione potrebbero essere ulteriormente intensificate, con nuove azioni di protesta a tutela dei diritti dei lavoratori e del corretto funzionamento dell’ospedale.


