chiusura Nuroll Pignataro Maggiore
Nuroll di Pignataro Maggiore
📍 Pignataro Maggiore

5 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Pignataro Maggiore, chiude lo stabilimento Nuroll: 68 lavoratori licenziati. La denuncia di Cisal e Fialc

Lo stabilimento del Gruppo Polinas ferma la produzione: confermata la procedura di licenziamento collettivo. I sindacati Cisal e Fialc denunciano l’assenza della politica e del Ministero.

Un Natale amarissimo per i 68 lavoratori della Nuroll SpA, azienda del Gruppo Polinas con sede a Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta.
Durante l’incontro tenutosi presso Confindustria Caserta, si è infatti ufficializzata la procedura di licenziamento collettivo legata alla cessazione totale delle attività produttive dello stabilimento.

Una notizia che segna la fine di una lunga battaglia sindacale, condotta in solitudine e senza risposte concrete da parte delle istituzioni.

L’incontro in Confindustria e la decisione finale

Il vertice in Confindustria Caserta, svoltosi in un clima di forte tensione, non ha portato alcuna apertura.
I rappresentanti aziendali hanno confermato la chiusura definitiva del sito produttivo, scelta già annunciata nei mesi scorsi, sancendo di fatto l’addio a 68 posti di lavoro.

A rendere ancora più amara la riunione, la decisione – definita “incomprensibile” dai sindacati – di procedere con tavoli separati, che hanno frammentato la trattativa e reso impossibile una strategia unitaria.

L’amarezza dei sindacati: “Siamo stati lasciati soli”

Durissimo il commento di Livio Marrocco, segretario provinciale Fialc Cisal Caserta, che non nasconde la frustrazione:

“Nonostante il costante impegno profuso in questi mesi per scongiurare una simile deriva – dichiara Marrocco – siamo purtroppo giunti al più triste degli epiloghi: siamo stati lasciati soli nel tentativo di salvaguardare lavoro, professionalità e futuro, mentre il tavolo richiesto al Ministero è rimasto lettera morta.”

Il sindacalista denuncia anche la mancanza di coordinamento istituzionale, definendo “sconcertante” la scelta di consentire modalità negoziali frammentate in un contesto di tale importanza economica e sociale.

Nuroll di Pignataro Maggiore
Nuroll di Pignataro Maggiore

“Serve una politica del lavoro, non solo slogan”

Sulla stessa linea il segretario generale Cisal Caserta, Ferdinando Palumbo, che lancia un appello alla politica, in piena campagna elettorale per la Regione Campania:

“È giunto il tempo di restituire spessore e contenuto alla campagna elettorale in corso; parlare di sviluppo, lavoro e dignità non può essere uno slogan privo di sostanza.
Fico, Cirielli e Bandecchi si facciano carico di assumere impegni precisi nei confronti dei lavoratori e del territorio casertano.”

Per Palumbo, la chiusura della Nuroll non rappresenta solo la perdita di un impianto industriale, ma il simbolo della desertificazione produttiva che da anni colpisce la provincia di Caserta.

Una crisi che colpisce un intero territorio

Lo stop alle attività della Nuroll rischia di avere un effetto domino devastante sull’economia locale.
Il sito, specializzato nella produzione di film plastici e materiali per l’imballaggio, rappresentava uno dei pochi poli industriali rimasti nel territorio di Pignataro Maggiore.

Oltre ai 68 lavoratori diretti, sono a rischio decine di posti nell’indotto, tra fornitori, trasportatori e servizi esterni.
La chiusura arriva in un momento già segnato da una profonda crisi occupazionale nell’area casertana, dove molte aziende hanno progressivamente delocalizzato o ridotto la produzione.

Il silenzio delle istituzioni

Secondo i sindacati, la mancata convocazione di un tavolo ministeriale è il vero nodo irrisolto della vertenza.
Nonostante le richieste formali, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy non è mai intervenuto direttamente per tentare una mediazione o valutare alternative alla chiusura.

“Un’assenza che pesa come un macigno,” osserva Marrocco, “perché dimostra che, ancora una volta, le crisi industriali nel Sud vengono affrontate con superficialità e senza un piano di rilancio complessivo.”

Le richieste dei lavoratori

I sindacati chiedono ora ammortizzatori sociali immediati e un percorso di reindustrializzazione che eviti l’abbandono totale dell’area.
Al centro della proposta, anche la possibilità di riconvertire parte dello stabilimento a nuove produzioni o progetti innovativi, con il supporto di fondi europei e regionali.

La chiusura della Nuroll segna una ferita profonda per la provincia di Caserta e per un territorio già martoriato dalla perdita di siti industriali strategici.
Mentre i lavoratori attendono risposte, la politica è chiamata a trasformare le parole in fatti.
Perché, come ricorda Palumbo, qui non si parla solo di una fabbrica, ma del futuro di intere famiglie.

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