Charta Bernardo Casertano Napoli
Bernardo Casertano in Charta
📍 Napoli

18 Febbraio 2026

Redazione Il Campano

“Charta”, Bernardo Casertano porta a Napoli un Pinocchio che vuole diventare padre

Dal 20 al 22 febbraio a La Galleria Toledo l’ultimo capitolo della trilogia sulla condizione umana: una riflessione teatrale sulla genitorialità attraverso la figura del burattino più celebre della letteratura italiana.

Dal 20 al 22 febbraio 2026, il palcoscenico de La Galleria Toledo ospita per la prima volta a Napoli “Charta”, spettacolo di e con Bernardo Casertano. Un lavoro essenziale, costruito per un solo attore e sagome di carta, che conclude una trilogia dedicata alla condizione umana attraversando tre fasi dell’esistenza: infanzia, età adulta, genitorialità.

Un Pinocchio che ribalta la storia

Al centro di “Charta” c’è un rovesciamento simbolico potente: Pinocchio non desidera più diventare bambino, ma padre. Il figlio per antonomasia si confronta con la paternità, ribaltando il percorso narrativo immaginato da Carlo Collodi e aprendo una riflessione sulla fragilità e sull’azzardo del diventare genitore.

Casertano costruisce una personale rilettura del mito, ispirandosi anche alle suggestioni di Carmelo Bene, che vedeva nel passaggio dal legno alla “normalità” una perdita dell’inorganico e dell’infanzia. In questa prospettiva, il burattino affronta la paternità con la sua natura imperfetta, con “le gambe di legno”, senza strategie né protezioni, spinto da un desiderio istintivo e quasi sconsiderato.

Bernardo Casertano in Charta
Bernardo Casertano in Charta

La carta come metafora dell’essere umano

Il titolo latino, “Charta”, richiama la carta come materia duttile e fragile allo stesso tempo. Un materiale capace di assumere forme diverse, proprio come l’essere umano nelle sue trasformazioni. In scena, l’essenzialità diventa scelta poetica: niente artifici scenici complessi, ma un dialogo intimo tra corpo, parola e sagome.

La carta non è semplice scenografia, ma elemento drammaturgico: superficie che si piega, si strappa, si trasforma. Proprio come le relazioni familiari, come il passaggio da figlio a genitore, come il tentativo — sempre incompleto — di diventare “altro” rispetto a ciò che si è stati.

Un percorso artistico tra teatro e televisione

Il lavoro arriva a Napoli dopo un percorso che ha consolidato la ricerca teatrale di Casertano, attore e regista formatosi tra Roma e importanti esperienze internazionali, che negli ultimi giorni è stato anche volto televisivo nella miniserie L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, diretta da Michele Soavi per Rai 1.

Questo doppio registro — teatrale e televisivo — rende ancora più interessante il ritorno alla scena in forma minimale: un solo attore, nessuna sovrastruttura spettacolare, solo parola, corpo e immaginazione.

Bernardo Casertano in Charta
Bernardo Casertano in Charta

Il teatro come interrogazione

Con “Charta”, il teatro diventa spazio di interrogazione più che di risposta. La genitorialità non è raccontata come traguardo, ma come prova impossibile da superare e tuttavia necessaria da affrontare. Una metafora che, a distanza di oltre un secolo dalla nascita di Pinocchio, continua a parlare al presente.

A Napoli, in uno spazio che da sempre ospita ricerca e sperimentazione, questo Pinocchio che vuole diventare padre non cerca consolazioni. Cerca senso. Ed è proprio in questa tensione — fragile come la carta — che lo spettacolo trova la sua forza.

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