Sal da Vinci vince Sanremo 2026
Sal da Vinci vince Sanremo 2026

5 Marzo 2026

Redazione Il Campano

Aldo Cazzullo contro Sal Da Vinci: “La sua canzone da matrimonio della camorra”. Scoppia la polemica sui social

Il vicedirettore del Corriere della Sera: “La sua Napoli è uno stereotipo”. Critiche per il paragone con “un matrimonio della camorra”

Le parole del giornalista Aldo Cazzullo sulla vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo accendono il dibattito sui social e nel mondo della musica. Il vicedirettore del Corriere della Sera ha commentato il brano vincitore del Festival, “Per sempre sì”, definendolo una canzone che potrebbe essere “la colonna sonora di un matrimonio della camorra”.

L’osservazione è stata pubblicata nella rubrica delle lettere del quotidiano milanese, in risposta a un lettore che chiedeva spiegazioni sulla dura critica espressa dal giornalista nei confronti della canzone.

Le dichiarazioni hanno rapidamente generato una forte discussione online, soprattutto a Napoli, città che ha accolto con entusiasmo il trionfo del cantante.

Il giornalista Aldo Cazzullo
Il giornalista Aldo Cazzullo

Le parole di Cazzullo

Nel suo intervento Cazzullo ha spiegato di non avere nulla contro la città di Napoli o contro i napoletani, ma ha ribadito il suo giudizio negativo sul brano vincitore del Festival.

“Amo Napoli e i napoletani. Sal Da Vinci è la Napoli che pensano e che vorrebbero coloro che la detestano. Siccome io la amo, non mi piace Sal Da Vinci”, ha scritto il giornalista.

Secondo Cazzullo, il problema non riguarda tanto il cantante quanto l’immagine culturale che, a suo giudizio, la sua musica rappresenterebbe. Il vicedirettore del Corriere della Sera ha sostenuto che la Napoli evocata nelle canzoni di Sal Da Vinci sarebbe uno stereotipo lontano dalla tradizione più autentica della cultura partenopea.

Il confronto con la tradizione musicale

Nel suo ragionamento Cazzullo ha richiamato diversi artisti legati alla tradizione musicale napoletana che, secondo lui, hanno saputo esprimere un’identità più universale.

Tra questi ha citato l’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, la Nuova Compagnia di Canto Popolare guidata da Eugenio Bennato, il fratello Edoardo Bennato e James Senese.

Il giornalista ha poi ricordato figure simbolo della musica e della cultura napoletana come Pino Daniele, Totò ed Eduardo De Filippo. Secondo Cazzullo si tratta di artisti che, pur affondando le proprie radici nella Napoli popolare, sono riusciti a parlare a un pubblico molto più ampio.

Sal da Vinci vince Sanremo 2026
Sal da Vinci vincitore di Sanremo 2026

Il paragone che ha fatto discutere

La frase più contestata riguarda proprio il paragone tra la canzone vincitrice di Sanremo e una presunta colonna sonora “da matrimonio della camorra”.

“‘Per sempre sì’ potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o a essere generosi una canzone di Checco Zalone”, ha scritto il giornalista.

Il riferimento è stato interpretato da molti utenti come un accostamento offensivo, soprattutto perché collegato alla città di Napoli. Sui social diversi commentatori hanno criticato il giudizio ritenendolo ingeneroso e carico di stereotipi nei confronti del Sud.

Le reazioni sui social

La polemica ha rapidamente preso piede sulle piattaforme social e nelle radio locali napoletane. Numerosi utenti hanno difeso Sal Da Vinci e la sua musica, sottolineando il forte legame del cantante con la tradizione popolare partenopea e il grande consenso che la sua vittoria ha ricevuto in città.

In molti hanno inoltre criticato il paragone con la camorra, ritenuto inopportuno e offensivo. Altri commentatori hanno invece difeso il diritto del giornalista a esprimere una critica musicale, sottolineando che il dibattito sulla qualità artistica delle canzoni del Festival è da sempre parte della discussione pubblica intorno a Sanremo.

Il riconoscimento della città

Nel frattempo Napoli si prepara a celebrare il cantante. Il sindaco Gaetano Manfredi ha annunciato che l’11 marzo Sal Da Vinci riceverà la medaglia della città. Un riconoscimento simbolico che testimonia il forte sostegno ricevuto dal cantante nel capoluogo partenopeo dopo la vittoria al Festival.

La polemica con Cazzullo, intanto, continua ad alimentare il confronto tra chi difende la tradizione musicale popolare napoletana e chi ne critica alcune rappresentazioni considerate troppo stereotipate.

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