Polizia locale di Arzano
Polizia locale di Arzano

21 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Caserta, cardellini catturati e accecati per farli cantare meglio: denunciato un 38enne dopo un blitz

La Polizia Provinciale di Caserta ha scoperto un caso di maltrattamento e traffico illecito di avifauna protetta tra Caserta e San Nicola la Strada

Nel Casertano la Polizia locale di Arzano ha denunciato un uomo di 38 anni con l’accusa di maltrattamento di animali e violazione della normativa sulla fauna selvatica. L’operazione, condotta tra Caserta e San Nicola la Strada, ha portato al sequestro di 19 uccelli tra cardellini, canarini e altre specie protette. Secondo gli inquirenti, alcuni esemplari sarebbero stati sottoposti a pratiche crudeli per migliorarne il canto, tra cui l’accecamento. L’intervento è stato eseguito dalla Polizia locale di Arzano con il supporto di attivisti esperti in fauna selvatica della LIPU Napoli. Inoltre, gli animali sequestrati sono stati affidati al CRAS Napoli, il Centro di Recupero Animali Selvatici. Questa struttura si occuperà delle cure e del successivo percorso di reintroduzione in natura.

Il blitz e il sequestro degli uccelli

L’operazione è scattata dopo una serie di accertamenti che hanno portato gli agenti all’abitazione dell’uomo, situata nell’area compresa tra Caserta e San Nicola la Strada. All’interno dell’appartamento sono stati trovati 19 esemplari detenuti in condizioni igienico-sanitarie giudicate non adeguate. Secondo le prime ricostruzioni, al momento dell’arrivo degli agenti il 38enne avrebbe tentato di disfarsi di uno degli uccelli lanciandolo dal balcone. Tuttavia, l’animale è stato recuperato da un agente posizionato all’esterno dell’abitazione. Successivamente, l’animale è stato affidato alle cure veterinarie. Il materiale sequestrato e le condizioni degli animali hanno immediatamente fatto scattare le verifiche degli specialisti della fauna selvatica presenti all’operazione. Questi esperti hanno confermato la presenza di diverse specie protette.

Le ipotesi investigative e le pratiche contestate

Al centro dell’indagine ci sarebbe una pratica descritta dagli inquirenti come finalizzata a “migliorare” il canto degli uccelli. In particolare, secondo quanto emerso, alcuni cardellini ritenuti non idonei al canto sarebbero stati accecati con un ago infuocato. Questa tecnica, riportano le fonti investigative, sarebbe legata a credenze diffuse in alcuni contesti di traffico illegale di fauna. In questi ambienti si ritiene che la privazione della vista aumenterebbe la qualità del canto degli uccelli. Le accuse nei confronti dell’uomo includono il maltrattamento di animali e la violazione delle norme a tutela della fauna selvatica, che in Italia e in ambito europeo proteggono in modo particolare specie come il cardellino. Inoltre, il 38enne, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe gestito la vendita illegale degli uccelli. Secondo gli investigatori, questi animali erano ceduti a prezzi elevati sul mercato nero.

cardellini Foto: Polizia locale di Arzano
cardellini Foto: Polizia locale di Arzano

Il traffico di cardellini e la protezione della specie

Il cardellino è una specie particolarmente protetta dalle direttive europee e risulta tra le più colpite dal traffico illegale di fauna selvatica. Secondo le informazioni diffuse dal comando della Polizia Provinciale, gli esemplari possono raggiungere sul mercato nero valori compresi tra 100 e 8.000 euro, a seconda della qualità del canto e della rarità. Tuttavia, il fenomeno non riguarda solo il territorio casertano. Riguarda anche alcune reti di cattura e commercio illegale che operano tra Italia e altre aree del Mediterraneo. Gli uccelli vengono spesso catturati vivi e destinati a circuiti clandestini legati a gare di canto o collezionismo. Nel caso specifico, le indagini coordinate dagli agenti guidati dal comandante Biagio Chiariello stanno proseguendo per ricostruire eventuali collegamenti con altre persone coinvolte nella filiera del traffico.

Le condizioni degli animali e il percorso di recupero

Gli uccelli sequestrati sono stati trasferiti al centro specializzato per la fauna selvatica, dove verranno sottoposti a cure veterinarie e a un periodo di riabilitazione. L’obiettivo, quando possibile, è il reinserimento in natura. Le condizioni di alcuni esemplari sarebbero particolarmente delicate, anche a causa dello stress da cattività e delle pratiche subite. Gli operatori del centro stanno valutando caso per caso le possibilità di recupero.

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