Protesta dipendenti chiusura de La Sonrisa Foto: Il Corriere della sera
Protesta dipendenti chiusura de La Sonrisa Foto: Il Corriere della sera

1 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Castello delle Cerimonie, i lavoratori in piazza a Napoli: il prefetto apre un tavolo permanente per salvare i posti di lavoro dopo la chiusura

I lavoratori hanno manifestato a Piazza del Plebiscito chiedendo la riapertura della struttura per la stagione estiva

Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha incontrato una delegazione di cuochi, camerieri e personale del complesso noto come Castello delle Cerimonie, chiuso dopo una sentenza della Cassazione. L’incontro è avvenuto a seguito del sit-in organizzato in Piazza del Plebiscito. Circa un centinaio di dipendenti hanno chiesto soluzioni urgenti per la tutela dei posti di lavoro e la continuità occupazionale. Le istituzioni hanno confermato l’attivazione di un tavolo permanente per la gestione della crisi.

Il sit-in dei lavoratori a Piazza del Plebiscito

La manifestazione si è svolta nelle prime ore della mattinata a Piazza del Plebiscito, a Napoli. I lavoratori sono arrivati con cappellini bianchi per proteggersi dal sole e bandiere con il simbolo dorato della struttura. Oggi la struttura è al centro di una complessa vicenda giudiziaria e amministrativa. Nel corso della protesta è stato esposto uno striscione con la scritta “Ci hanno tolto il sorriso”, sintetizzando il disagio di chi lavora nella struttura ricettiva di Sant’Antonio Abate. I dipendenti hanno ribadito la richiesta di riapertura almeno per la stagione estiva. Infatti, numerosi eventi e cerimonie erano già programmati.

Secondo quanto riferito dagli stessi lavoratori, durante i mesi estivi lo staff complessivo può arrivare fino a circa trecento unità. A fronte di ciò, il numero di contrattualizzati stabile è di circa trentadue lavoratori. La chiusura della struttura ha quindi un impatto significativo su un bacino più ampio di occupazione stagionale.

Il Prefetto di Napoli Michele Di Bari
Michele Di Bari

L’incontro in Prefettura e il tavolo istituzionale

A seguito della manifestazione, una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal prefetto Michele Di Bari. Nel corso del confronto, il rappresentante del governo sul territorio ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali e la tutela delle famiglie coinvolte. È stata inoltre confermata l’apertura di un tavolo permanente per la gestione della crisi, con la partecipazione delle istituzioni competenti. L’obiettivo dichiarato è quello di affrontare le ricadute sociali ed economiche derivanti dalla chiusura della struttura. Inoltre si vuole individuare possibili soluzioni per i lavoratori.

Parallelamente, la Regione Campania ha riferito di aver già attivato incontri con azienda e dipendenti. Tuttavia, ha sottolineato che, al momento, non sarebbe stato formalizzato uno stato di crisi da parte della società. Questa resta concentrata sugli sviluppi giudiziari.

La vicenda giudiziaria e l’impatto sul lavoro

La chiusura del complesso ricettivo è legata a una lunga vicenda giudiziaria culminata con una sentenza della Corte di Cassazione. In dettaglio, la sentenza ha confermato l’origine abusiva della struttura. Secondo quanto emerso nel corso degli anni, l’edificio sarebbe nato come fabbricato rurale. In seguito è stato trasformato in una grande struttura alberghiera e per eventi.

A seguito delle decisioni giudiziarie, sono state revocate le licenze e la struttura è stata acquisita al patrimonio comunale. L’ultimo passaggio amministrativo ha reso effettiva la chiusura dei cancelli, interrompendo le attività già programmate. La famiglia Polese, storicamente legata alla gestione della struttura, ha continuato a organizzare eventi già prenotati in altre location della provincia di Napoli. Inoltre, ha incluso anche parte dello staff originario. Resta tuttavia aperta la questione occupazionale per molti lavoratori che chiedono di poter tornare a operare nel complesso.

Scenari futuri e attesa per le decisioni del tribunale

La situazione resta in evoluzione anche sul piano giudiziario. È attesa un’udienza fissata per il 9 luglio, nel corso della quale verranno esaminate alcune eccezioni presentate dai legali della proprietà. Essi mirano a contestare aspetti della sentenza principale già confermata in Cassazione. In questo contesto, i lavoratori continuano a chiedere una soluzione che consenta la ripresa dell’attività o, in alternativa, una tutela occupazionale stabile. Dal lato istituzionale, il prefetto ha già avviato un percorso di coordinamento tra enti per affrontare la fase successiva alla chiusura.

La vicenda resta quindi sospesa tra gli sviluppi giudiziari e la gestione delle conseguenze sociali. C’è particolare attenzione alle famiglie coinvolte e al destino occupazionale di chi ha lavorato per anni nella struttura.

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