Accolto il ricorso della famiglia Polese contro la revoca delle licenze commerciali decisa dal Comune di Sant’Antonio Abate dopo la sentenza del Tar Campania
La vicenda giudiziaria che coinvolge il “Castello delle Cerimonie” continua ad arricchirsi di nuovi sviluppi. La Sonrisa, nota struttura per ricevimenti di Sant’Antonio Abate resa celebre dal programma televisivo “Il Boss delle Cerimonie”, resterà aperta almeno fino al prossimo 4 giugno. Il Consiglio di Stato ha infatti sospeso l’efficacia della sentenza con cui il Tar Campania aveva confermato la revoca della licenza commerciale disposta dal Comune. La decisione consente quindi alla struttura riconducibile alla famiglia Polese di continuare temporaneamente l’attività di ricevimenti e banchetti. In attesa della discussione collegiale fissata per il prossimo mese.
La decisione del Consiglio di Stato
Il provvedimento è arrivato dopo il ricorso presentato dagli avvocati della Sonrisa contro il Comune di Sant’Antonio Abate. I giudici del Consiglio di Stato hanno ritenuto prevalente, in questa fase cautelare, la necessità di garantire la prosecuzione dell’attività economica. Nell’ordinanza si legge che “fino alla pronuncia collegiale è senz’altro prevalente l’esigenza di assicurare la prosecuzione delle attività economiche svolte dagli appellanti, inibendo l’esecuzione della sentenza impugnata e dei provvedimenti amministrativi oggetto di contestazione davanti al Tar”.
La discussione nel merito è stata fissata per il 4 giugno. Solo allora potrebbe arrivare una decisione definitiva sul futuro della struttura. La Sonrisa avrebbe dovuto interrompere le attività tra il 12 e il 13 maggio. Questo dopo che il Tar Campania aveva respinto il ricorso della famiglia Polese contro la revoca delle autorizzazioni commerciali.
La revoca delle licenze e la sentenza del Tar
La revoca delle licenze era stata disposta l’11 dicembre 2024 dal dirigente del settore Attività produttive del Comune di Sant’Antonio Abate. Il provvedimento era collegato alla lunga vicenda giudiziaria relativa alla lottizzazione abusiva del complesso immobiliare. In una prima fase il Tar Campania aveva sospeso l’esecuzione del provvedimento. Aveva inoltre concesso alcune proroghe agli eredi di Antonio Polese, il celebre “Boss delle Cerimonie”, morto nel 2016 all’età di 80 anni.
Con la sentenza pubblicata nei giorni scorsi, però, il Tribunale amministrativo era entrato nel merito della questione, confermando la legittimità degli atti adottati dal Comune. I giudici della settima sezione avevano evidenziato che, dopo l’accertamento definitivo del reato di lottizzazione abusiva da parte del Tribunale penale, era venuto meno il presupposto per il mantenimento dell’uso commerciale dell’immobile. Secondo il Tar, l’amministrazione comunale aveva quindi agito in modo legittimo nel revocare le autorizzazioni necessarie per l’esercizio dell’attività ricettiva e per eventi.

Il nodo del piano urbanistico
Tra gli aspetti affrontati nella sentenza del Tar vi era anche il rigetto del piano urbanistico attuativo proposto dalla famiglia Polese nel 2024. L’obiettivo della proposta era ottenere il recupero del complesso immobiliare attraverso il riferimento al condono edilizio del 1985 e ad altre disposizioni normative regionali.
I giudici amministrativi avevano però sottolineato che soltanto un’eventuale revoca della misura ablativa, cioè della confisca, da parte del giudice dell’esecuzione penale potrebbe consentire ai ricorrenti di riacquistare la legittimazione necessaria per avanzare richieste urbanistiche sul complesso. Nella sentenza veniva inoltre esclusa la violazione delle garanzie del contraddittorio tra pubblica amministrazione e privati. Questo elemento era contestato invece dai legali della Sonrisa nel ricorso.
Le reazioni del Comune e l’attesa per giugno
All’inizio della settimana, dopo la pubblicazione della sentenza del Tar, la sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, aveva annunciato che le attività della struttura avrebbero dovuto cessare immediatamente. L’intervento del Consiglio di Stato ha però cambiato nuovamente il quadro amministrativo. Infatti ha rinviato ogni decisione definitiva almeno di alcune settimane. La vicenda resta quindi aperta e continua a rappresentare uno dei casi urbanistici e amministrativi più discussi degli ultimi anni in Campania. Il prossimo passaggio decisivo sarà la camera di consiglio del 4 giugno. In quella data i giudici amministrativi saranno chiamati a pronunciarsi nel merito del ricorso presentato dalla famiglia Polese.


