Villa Sonrisa. Foto da Vanity Fair.
Villa Sonrisa. Foto da Vanity Fair.
📍 Napoli

12 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Caso Sonrisa, il Tar conferma il ritiro delle licenze: stop immediato a tutte le attività

La sindaca Ilaria Abagnale ordina lo sgombero dei locali commerciali entro 60 giorni

Il “Castello delle Cerimonie”, la struttura ricettiva simbolo dei matrimoni napoletani e teatro di numerosi eventi trasmessi in televisione, è costretto a chiudere i battenti. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha confermato la revoca delle licenze all’attività, confermando così le delibere comunali che ne ordinano lo sgombero. In un comunicato ufficiale, la sindaca Ilaria Abagnale ha spiegato che le attività dovranno cessare e che gli uffici comunali hanno emesso una seconda ordinanza di sgombero per i locali commerciali della struttura. “Si tratta di due provvedimenti che rientrano nella normale presa di possesso dell’intero complesso, assegnato al Comune in seguito alla sentenza definitiva per lottizzazione abusiva”, ha dichiarato la prima cittadina.

Dalla lottizzazione abusiva alla confisca

La vicenda giudiziaria della Sonrisa ha radici profonde. Nel 2024, la Corte di Cassazione aveva rigettato i ricorsi dei membri della famiglia Polese, gestori della struttura, nell’ambito del processo per lottizzazione abusiva promosso dalla Procura di Torre Annunziata. Da quella pronuncia era scaturita anche la confisca della struttura, dando il via a un lungo contenzioso con il Comune di Sant’Antonio Abate e i tribunali amministrativi. Con la sentenza del Tar, diventa definitiva la revoca delle licenze per le attività alberghiere e di ristorazione, segnando una svolta decisiva per il futuro della struttura.

Michele Di Bari
Michele Di Bari

L’impatto sui lavoratori

Sono circa 150 i dipendenti coinvolti: camerieri, chef, addetti alla manutenzione. Questa mattina hanno organizzato un sit-in davanti al Comune di Sant’Antonio Abate, chiedendo garanzie sul proprio futuro lavorativo. La sindaca Abagnale ha assicurato che il dialogo con il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, proseguirà attraverso un tavolo dedicato alla gestione dell’acquisizione dei beni immobiliari, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori. Se l’ordinanza non verrà rispettata, il Comune procederà con lo sfratto coatto. Da questa mattina, dunque, le attività all’interno del Castello delle Cerimonie devono cessare immediatamente.

Ricorsi ancora pendenti e prospettive future

Nonostante la sentenza definitiva, restano aperti alcuni ricorsi. Tra questi, la richiesta di revisione del processo presentata dall’avvocato Dario Vannetiello, basata su otto nuove prove, che sarà discussa in Cassazione a luglio, dopo il rigetto da parte della Corte di Appello di Roma. In parallelo, è stato presentato un ricorso alla Corte Europea, la cui discussione è prevista nei prossimi mesi. L’esito di queste istanze potrebbe incidere sul destino finale della struttura, ma per ora la revoca delle licenze e l’ordinanza di sgombero restano operative. Il Consiglio comunale ha inoltre avviato discussioni per valutare il futuro del complesso: tra le ipotesi sul tavolo la demolizione o il trasferimento della struttura, decisioni che dovranno tener conto della sentenza definitiva e delle esigenze della comunità.

La Sonrisa tra giudizi e cronaca

Il caso Sonrisa rappresenta uno dei capitoli più complessi della giustizia urbanistica e amministrativa in Campania, un intreccio tra sentenze definitive, ricorsi ancora pendenti e impatto sociale sulle famiglie dei lavoratori. Con la revoca delle licenze e l’ordinanza di sgombero, si conclude un’epoca per la struttura che aveva conquistato notorietà nazionale, mentre autorità locali e dipendenti cercano soluzioni per affrontare le conseguenze immediate di questa decisione.

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