Dopo mesi di attese e verifiche tecniche, per circa 15 nuclei familiari si avvicina il rientro nelle case sgomberate a gennaio a Casoria
A Casoria, nel napoletano, una parte dei residenti del civico 60 di via Cavour si prepara a rientrare nelle proprie abitazioni a cinque mesi dal crollo che ha colpito lo stabile e quelli adiacenti. Nelle ultime ore sono in corso i controlli tecnici conclusivi sugli edifici, che potrebbero consentire il ritorno progressivo delle famiglie già nelle prossime ore. Restano invece ancora in attesa i nuclei del civico 74, dove le verifiche di sicurezza non sono state completate.
I rientri al civico 60 dopo mesi di attesa
Per circa 15 famiglie del civico 60 si profila la possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni dopo un lungo periodo di sgombero. Alcuni residenti, secondo quanto riporta Il Mattino, già nella giornata precedente, hanno potuto accedere agli appartamenti per pochi minuti, un passaggio simbolico che ha segnato l’inizio del ritorno alla normalità. Il rientro avverrà solo dopo il completamento delle ultime verifiche tecniche, condotte dai professionisti nominati dai residenti e coordinate dalla polizia locale. Le operazioni servono a confermare la sicurezza degli immobili e la piena agibilità delle strutture.
Tra i residenti coinvolti c’è anche Roberto Maida, che nei mesi successivi al crollo ha rappresentato una delle voci più attive della comunità. In un messaggio sui social ha raccontato l’emozione di poter tornare, anche solo per poco tempo, nella propria abitazione, in attesa del rientro definitivo.

Il crollo di gennaio e l’evacuazione dei residenti
L’emergenza risale al pomeriggio del 22 gennaio, quando una perdita d’acqua significativa alle fondamenta di un palazzo di via Cavour ha fatto scattare gli sgomberi cautelativi per circa 25 nuclei familiari, residenti nei civici 60 e 74. L’evacuazione si è rivelata provvidenziale: nelle ore successive, nella notte tra il 22 e il 23 gennaio, si è verificato il crollo parziale delle facciate degli edifici confinanti. Le famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni in tempi rapidi, portando con sé solo l’essenziale.
Molti residenti hanno raccontato nei mesi successivi il disagio e la difficoltà di una vita sospesa tra sistemazioni temporanee e incertezza sul futuro, con l’impossibilità di accedere alle proprie case per ragioni di sicurezza.
Le verifiche tecniche e la situazione ancora incerta del civico 74
Se per il civico 60 si prospetta una soluzione positiva, resta invece complessa la situazione del civico 74. In questo edificio sono ancora in corso le verifiche di staticità e sicurezza, indispensabili per stabilire eventuali tempi di rientro. Tra i residenti ancora sfollati c’è Gino Marzano, fotografo, che stava completando l’allestimento di un laboratorio proprio sotto la sua abitazione. L’uomo, secondo quanto riporta Il Mattino, ha spiegato che, oltre all’attesa per il rientro, dovrà sostenere costi legati alla messa in sicurezza e al ripristino del locale.
«Non sappiamo ancora quando potremo tornare nelle nostre case, siamo rimasti in due nuclei ad attendere», ha dichiarato. «Dovrò affrontare le spese per lo smaltimento del cartongesso e poi sistemare tutto, sperando nella conclusione positiva delle verifiche».
Secondo quanto riferito dagli uffici comunali, nel civico 74 sono in fase di completamento i lavori di messa in sicurezza e il ripristino del tratto fognario di via Da Vinci. Solo dopo le relazioni tecniche sarà possibile avanzare nuove richieste di dissequestro alla magistratura competente.
La rete istituzionale e il sostegno alle famiglie sfollate
Durante i mesi di emergenza, la gestione della crisi ha coinvolto una rete istituzionale composta da Comune, Regione, Prefettura e rappresentanti del mondo ecclesiastico. L’obiettivo dichiarato è stato quello di garantire assistenza continua alle famiglie sfollate e ridurre l’impatto sociale dello sgombero. L’amministrazione comunale ha seguito sin dalle prime ore le operazioni di evacuazione e ha coordinato gli interventi tecnici necessari alla messa in sicurezza dell’area. Parallelamente, sono stati attivati percorsi di supporto per le famiglie ospitate temporaneamente in altre strutture.
Ora, con l’avvio dei primi rientri, si apre una nuova fase della vicenda, ancora parziale e differenziata tra i diversi edifici coinvolti. Per alcuni residenti, il ritorno a casa segna la fine di un lungo periodo di incertezza; per altri, l’attesa continua in vista del completamento delle verifiche strutturali.


