La Procura dispone l’autopsia per chiarire le cause del decesso dopo un intervento chirurgico eseguito nell’ospedale napoletano
La Procura di Napoli prosegue le indagini sulla morte di Francesca Tucci, la 23enne di Afragola deceduta dopo un intervento chirurgico eseguito all’ospedale Cardarelli di Napoli. In vista dell’autopsia, considerata un passaggio fondamentale dell’inchiesta, tre sanitari sono stati iscritti nel registro degli indagati. L’iscrizione rappresenta un atto previsto dalla legge per consentire ai professionisti coinvolti di partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili con propri consulenti. L’ipotesi di reato contestata, allo stato delle indagini, è quella di omicidio colposo in concorso.
L’inchiesta della Procura di Napoli
Il sostituto procuratore Mario Canale, magistrato della sezione “Lavoro e colpe professionali” della Procura di Napoli, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha fissato per martedì prossimo il conferimento dell’incarico ai consulenti che dovranno eseguire l’esame autoptico sul corpo della giovane. Contestualmente sono stati iscritti nel registro degli indagati tre medici. Tra loro figura anche il chirurgo che ha eseguito l’intervento nella notte tra il primo e il 2 luglio. L’iscrizione nel registro degli indagati costituisce un atto dovuto in questa fase dell’indagine. Infatti, permette agli interessati di nominare consulenti tecnici che potranno assistere alle operazioni peritali. In questo modo viene garantito il pieno esercizio del diritto di difesa durante un accertamento irripetibile come l’autopsia.
L’ipotesi di reato formulata dagli inquirenti è quella di omicidio colposo in concorso, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.

Il ruolo dell’autopsia nelle indagini
L’esame autoptico rappresenta il principale accertamento tecnico sul quale si concentreranno gli investigatori. L’obiettivo è chiarire le cause del decesso di Francesca Tucci e ricostruire quanto accaduto durante e dopo l’intervento chirurgico. Attraverso gli esami medico-legali sarà possibile verificare se la morte sia riconducibile a eventuali complicanze imprevedibili oppure se possano emergere profili di responsabilità professionale. I risultati dell’autopsia costituiranno uno degli elementi centrali dell’inchiesta e orienteranno le successive valutazioni della Procura.
Solo al termine degli accertamenti tecnici gli inquirenti potranno stabilire se esistano elementi sufficienti per contestare eventuali responsabilità penali. In alternativa, potranno verificare se il decesso sia stato determinato da cause non imputabili a condotte colpose. Fino a quel momento, l’inchiesta resta nella fase preliminare. Inoltre, tutte le ipotesi investigative sono ancora al vaglio degli organi competenti.
La famiglia nomina consulenti di parte
I familiari della giovane sono assistiti dall’avvocato Massimo Lanna, che ha già annunciato la nomina di consulenti medico-legali di parte. Gli esperti incaricati dalla famiglia seguiranno tutte le operazioni autoptiche insieme ai consulenti nominati dagli indagati. In questo modo potranno partecipare agli accertamenti tecnici previsti dalla Procura. La presenza dei consulenti delle diverse parti costituisce una garanzia prevista dall’ordinamento durante gli accertamenti irripetibili. Questo consente di verificare ogni fase delle operazioni peritali. L’esito dell’autopsia sarà quindi determinante sia per la famiglia della giovane sia per gli sviluppi dell’inchiesta. L’inchiesta mira ad accertare con precisione le cause del decesso.
La nota dell’ospedale Cardarelli
Nei giorni successivi alla morte della giovane, l’Azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli ha diffuso una nota nella quale ha espresso il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari per la scomparsa della ragazza. Sul piano giudiziario, tuttavia, l’attenzione resta concentrata sugli accertamenti disposti dalla Procura. Saranno infatti le conclusioni degli esperti incaricati dell’autopsia a fornire un quadro tecnico indispensabile per ricostruire quanto accaduto. Queste conclusioni consentiranno agli investigatori di assumere le successive determinazioni. L’inchiesta prosegue dunque nel rispetto delle garanzie previste dalla legge per tutte le parti coinvolte. Come stabilito dall’ordinamento italiano, gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza passata in giudicato.

