Piero De Luca
Piero De Luca

15 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Caso Ifil, la Corte d’Appello di Salerno ribadisce l’assoluzione di Piero De Luca: respinta la richiesta di condanna a due anni

Rigettato l’appello della Procura: resta in piedi l’assoluzione per il parlamentare nel procedimento legato al fallimento della Ifil C&D s.r.l

La Corte d’Appello di Salerno ha confermato l’assoluzione dell’onorevole Piero De Luca nell’ambito del procedimento giudiziario legato al fallimento della società Ifil C&D s.r.l. La decisione riguarda il secondo grado di giudizio e ribadisce quanto già stabilito dal Tribunale in primo grado. L’appello presentato dalla Procura è stato rigettato.

La decisione della Corte d’Appello di Salerno

La Corte d’Appello di Salerno ha confermato integralmente l’assoluzione di Piero De Luca, parlamentare e attuale segretario regionale del Partito Democratico in Campania. Inoltre, ha respinto l’impugnazione presentata dall’accusa. La Procura aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione, contestando al politico l’ipotesi di concorso in bancarotta distrattiva. Con la sentenza di secondo grado, i giudici hanno quindi ritenuto non fondati gli elementi accusatori già esaminati nel corso del processo di primo grado. L’impianto della decisione iniziale del Tribunale è stato completamente confermato. Di conseguenza, si consolida la posizione dell’imputato all’interno del procedimento relativo alla vicenda Ifil C&D s.r.l.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni, come previsto dall’iter giudiziario. Pertanto, consentiranno di chiarire nel dettaglio il percorso logico seguito dalla Corte nella valutazione degli atti processuali.

Piero De Luca
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Le accuse della Procura e il giudizio di primo grado

Il procedimento nasce dall’ipotesi investigativa secondo cui Piero De Luca avrebbe avuto un ruolo riconducibile a quello di socio occulto della società Ifil C&D s.r.l., poi fallita. Secondo la ricostruzione della Procura, tale posizione avrebbe potuto integrare una responsabilità nell’ambito delle condotte contestate. Ciò avviene con riferimento alla bancarotta distrattiva. Nel corso del giudizio di primo grado, tuttavia, il Tribunale aveva escluso ogni responsabilità penale a carico dell’onorevole. Infatti, aveva ritenuto non provata la sua partecipazione ai fatti contestati. La sentenza aveva già evidenziato l’assenza di elementi sufficienti a collegare in maniera diretta il parlamentare alla gestione societaria rilevante ai fini dell’ipotesi accusatoria.

Anche in quella fase, la difesa aveva sostenuto l’inesistenza di un ruolo effettivo di De Luca nella compagine societaria. Inoltre, contestava la ricostruzione accusatoria e sottolineava la mancanza di un pregiudizio concreto nei confronti dei creditori. Tesi che, secondo quanto emerso, è stata accolta dai giudici di primo grado. Successivamente, è stata confermata in appello.

Il rigetto dell’appello e il percorso processuale

L’appello della Procura si è concentrato sulla richiesta di riforma della sentenza assolutoria e sull’affermazione della responsabilità penale dell’imputato. Tuttavia, la Corte d’Appello ha ritenuto non sufficienti gli elementi proposti dall’accusa per ribaltare il giudizio già espresso in primo grado. La conferma dell’assoluzione chiude, almeno in questa fase, il secondo grado di giudizio del procedimento. Resta ancora aperto il termine per il deposito delle motivazioni, che potrebbero chiarire ulteriormente le valutazioni giuridiche adottate dai giudici salernitani.

La vicenda giudiziaria si inserisce nel più ampio contesto del fallimento della Ifil C&D s.r.l., società al centro dell’indagine originaria. Nel corso del procedimento, la posizione di Piero De Luca è stata progressivamente ridimensionata. Si è arrivati fino all’esclusione della responsabilità penale sia in primo grado sia in appello. Il pronunciamento della Corte d’Appello rappresenta dunque un passaggio decisivo nell’iter processuale. Inoltre, conferma l’impostazione già adottata dal Tribunale e respinge la ricostruzione proposta dalla pubblica accusa.

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