L’operazione “Action Day” sul litorale domizio, a Caserta, ha permesso di rimuovere 800 nasse illegali dal mare
Un’importante attività di contrasto alla pesca illegale ha interessato il litorale domizio, a Caserta, nel tratto compreso tra Lago Patria e Regi Lagni, nell’ambito del primo “Action Day” dedicato alla tutela del mare. L’intervento ha portato a un risultato significativo: il recupero e il sequestro di centinaia di dispositivi illeciti utilizzati per la cattura indiscriminata della fauna marina. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di rafforzare il controllo del territorio marino e contrastare il fenomeno del bracconaggio ittico, sempre più dannoso per gli ecosistemi costieri.
Il sequestro record e la pressione sulla fauna marina
Nel corso dell’operazione sono state rimosse circa ottocento nasse, strumenti utilizzati per la pesca di frodo e spesso abbandonati nei fondali. Questi dispositivi rappresentano una minaccia concreta per specie come polpi, seppie e altri organismi marini che rimangono intrappolati senza possibilità di fuga. L’area tra Lago Patria e Regi Lagni si conferma particolarmente vulnerabile, anche per la presenza di reti illegali difficili da individuare senza operazioni coordinate e continue.
L’intervento è stato possibile grazie alla collaborazione tra più enti: il reparto operativo aeronavale (ROAN) della Guardia di Finanza, la Guardia Costiera Italiana di Pozzuoli, con il supporto della stazione di Castel Volturno, e il Gruppo Investigativo Carabinieri Forestale di Caserta. Fondamentale anche il contributo scientifico del Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, che ha fornito supporto per la valutazione dell’impatto ambientale. La sinergia tra forze operative, ricerca scientifica e istituzioni locali ha permesso un intervento rapido ed efficace.
Impatto ambientale e tutela delle tartarughe marine
Oltre al danno per la pesca legale, le nasse illegali rappresentano una grave minaccia per le tartarughe marine, che spesso vi restano intrappolate. Nel 2025, lungo la costa di Castel Volturno, sono stati rinvenuti numerosi esemplari senza vita. Un episodio che ha messo ancora di più in mostra la criticità della situazione. Le nasse sequestrate verranno inoltre recuperate e riciclate dal Consorzio Polieco. La plastica sarà dunque trasformata in arredi urbani seguendo un modello di economia circolare. In questo modo, si tenterà di ridurre, almeno in parte, l’impatto ambientale dei materiali recuperati.

Il valore dell’operazione è stato sottolineato anche dal presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano, che ha dichiarato: “È straordinaria la collaborazione che si è creata tra istituzioni, forze dello Stato, enti scientifici, associazioni e soggetti privati. La tutela dell’ambiente richiede una responsabilità condivisa e una visione comune. Difendere il nostro mare significa non solo proteggere un patrimonio naturale unico, ma anche promuovere legalità, cultura e sviluppo sostenibile”.
Infine, ha così concluso: “Questa rete rappresenta un modello che intendiamo rafforzare e valorizzare anche in futuro”. Un’operazione essenziale, segno di una grande fragilità degli ecosistemi marini che dipende direttamente dai comportamenti umani. La collaborazione tra le varie istituzioni dimostra che la tutela del mare è possibile, ma richiede continuità, vigilanza e responsabilità condivisa.


