Il giudice ha disposto la prosecuzione del processo con rito abbreviato. La prossima udienza è fissata per il 6 ottobre
Proseguirà con il rito abbreviato il procedimento a carico di un 25enne di Caserta, appartenente a una famiglia di imprenditori del settore estrattivo. Egli è accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti nei confronti dell’ex fidanzata. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha respinto la richiesta di patteggiamento. Di conseguenza, ha ritenuto necessario proseguire l’esame del caso alla luce della gravità delle contestazioni formulate dalla Procura.
Il rigetto della richiesta di patteggiamento
Si interrompe il percorso che avrebbe potuto portare alla definizione anticipata del procedimento giudiziario. Nel corso dell’udienza davanti al Gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, la richiesta di applicazione della pena concordata tra accusa e difesa è stata respinta. Pertanto, si avrà la conseguente prosecuzione del processo attraverso il rito abbreviato. L’imputato, detenuto da circa due mesi nel carcere di Verona, è chiamato a rispondere delle accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti ai danni dell’ex compagna, una giovane di 23 anni.
Con la decisione del giudice viene quindi meno l’ipotesi di una definizione del procedimento mediante patteggiamento. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 6 ottobre, data in cui il procedimento entrerà in una nuova fase processuale.

La proposta della difesa e il parere della Procura
La richiesta di patteggiamento era stata avanzata dalla difesa dell’imputato, che aveva proposto una pena pari a un anno e sei mesi di reclusione, accompagnata da un’offerta risarcitoria nei confronti della persona offesa. Il pubblico ministero aveva espresso parere favorevole all’accordo. Tuttavia, lo aveva subordinato a specifiche condizioni. Tra queste figuravano l’espiazione della pena agli arresti domiciliari a Verona con l’applicazione del braccialetto elettronico. Inoltre, si prevedeva l’inserimento dell’imputato in un percorso trattamentale attraverso l’ufficio competente per l’esecuzione penale.
La proposta rappresentava un possibile punto di incontro tra accusa e difesa, ma non ha trovato il via libera definitivo da parte del giudice dell’udienza preliminare. Quest’ultimo era chiamato a valutare la congruità della pena e l’interesse della giustizia nel caso concreto.
La posizione della parte civile
Di diverso orientamento è stata la posizione della parte civile. L’ex fidanzata dell’imputato, assistita dal proprio legale, ha infatti rifiutato la proposta risarcitoria. Ella la ha ritenuta non proporzionata rispetto alla gravità dei fatti contestati e alle conseguenze che avrebbe subito. La persona offesa si è inoltre opposta alla definizione del procedimento attraverso il rito alternativo del patteggiamento. Pertanto, ha chiesto che il processo proseguisse.
Nella valutazione finale, il Gup ha ritenuto che le contestazioni formulate e i pregiudizi prospettati dalla parte civile rendessero opportuno non accogliere l’accordo tra le parti. Pertanto, ha disposto la prosecuzione del giudizio con rito abbreviato.
I precedenti provvedimenti e i prossimi passaggi
Il rigetto del patteggiamento rappresenta un ulteriore sviluppo sfavorevole per l’imputato. Nei mesi scorsi erano già state respinte le richieste di scarcerazione presentate davanti al giudice per le indagini preliminari e successivamente al Tribunale del Riesame. Con il rito abbreviato il procedimento proseguirà sulla base degli atti raccolti durante le indagini, salvo eventuali integrazioni consentite dalla normativa processuale. Sarà il giudice, all’esito dell’esame del fascicolo, a pronunciarsi sulla responsabilità dell’imputato in relazione ai reati contestati.
La prossima udienza, fissata per il 6 ottobre, rappresenterà quindi un passaggio importante nell’evoluzione del procedimento giudiziario. Il procedimento resta ancora nella fase preliminare e dovrà chiarire le responsabilità penali sulla base delle prove raccolte. Come previsto dall’ordinamento, l’imputato è da considerarsi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.


