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15 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Caserta, scoperti i “furbetti del cartellino”: sei operatori sanitari sospesi per assenteismo e false timbrature

Tra dirigenti medici e infermieri dell’Asl, i carabinieri del NAS documentano assenteismo e false timbrature

A Caserta sei operatori sanitari tra dirigenti medici e infermieri sono stati sospesi dall’esercizio del pubblico servizio per dodici mesi. L’ordinanza, eseguita dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas), è stata emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su proposta della Procura della Repubblica locale. I provvedimenti riguardano episodi di assenteismo documentati tramite pedinamenti e telecamere nascoste. Questi episodi avrebbero provocato gravi disagi nell’organizzazione delle strutture sanitarie pubbliche.

Indagini e modalità dell’assenteismo

Secondo le prime ricostruzioni, le attività investigative hanno preso avvio da una serie di servizi di osservazione e pedinamento eseguiti dai militari del Nas di Caserta. I primi accertamenti hanno rilevato che alcuni dipendenti lasciavano sistematicamente il posto di lavoro durante l’orario d’ufficio per impegni personali, pur risultando formalmente in servizio. Successivamente, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono state installate telecamere nei pressi dei varchi di accesso e delle postazioni marcatempo. I filmati hanno confermato un comportamento diffuso di falsa attestazione della presenza tramite badge. Infatti, era seguito dall’abbandono immediato della struttura. In diversi casi, due operatori infermieristici si alternavano nel timbrare reciprocamente i cartellini. Così, simulavano la presenza in servizio.

Carabinieri del NAS
Carabinieri del NAS – immagine di repertorio

Ruoli dirigenziali coinvolti e danno erariale

Le irregolarità non hanno risparmiato nemmeno il personale dirigenziale. Secondo le prime ricostruzioni, un dirigente medico, dopo aver registrato l’ingresso per un aggiornamento professionale, si sarebbe recato prima dal barbiere e poi a casa propria, abbandonando il posto di lavoro. L’indagine ha quantificato un danno erariale provvisorio di circa 15.000 euro, corrispondente alle retribuzioni percepite per prestazioni mai effettuate. L’assenza sistematica del personale ha inoltre provocato il blocco nella gestione delle liste d’attesa. Questo ha determinato un impatto negativo sull’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini, in particolare alle fasce sociali più vulnerabili.

Il contesto legale e le misure cautelari

La misura della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio vieta agli indagati di operare sia presso l’ASL di appartenenza sia in altre strutture pubbliche o convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. I reati contestati, nella fase embrionale delle indagini, comprendono false attestazioni o certificazioni e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. L’operazione ha comportato anche l’analisi dei comportamenti individuali durante l’orario lavorativo. Sono stati documentati episodi di reciproco scambio di favori tra colleghi per eludere i controlli interni.

Impatto sulla cittadinanza e prossimo iter

Le indagini dei carabinieri evidenziano un pesante impatto sociale: l’assenteismo sistematico ha allungato i tempi di attesa per visite ed esami. Questo fenomeno ha generato disagi significativi per i pazienti, soprattutto per quelli appartenenti a categorie più fragili. La Procura ha già confermato che le attività investigative proseguiranno per accertare eventuali responsabilità aggiuntive e per stimare con precisione il danno complessivo.

In attesa del prosieguo delle indagini, l’ASL di Caserta ha dichiarato che adotterà misure correttive per rafforzare il controllo della presenza del personale e garantire la continuità dei servizi sanitari. La vicenda dei “furbetti del cartellino” evidenzia, secondo gli esperti, l’importanza di sistemi di monitoraggio più efficaci per tutelare sia i cittadini che le risorse pubbliche.

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