I Carabinieri smantellano il racket della fazione Schiavone: estorsioni con minacce di morte e spaccio di droga gestito anche dall’interno del carcere.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno arrestato un pregiudicato di 35 anni, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il gip del Tribunale di Napoli ha emesso il provvedimento giudiziario su precisa richiesta della Dda partenopea. L’operazione corona un’importante attività investigativa sul territorio casertano.
Un quadro probatorio schiacciante
Nel corso di un’articolata attività investigativa sviluppata durante tutto il 2025, i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno ricostruito meticolosamente il profilo criminale dell’indagato. Attraverso pedinamenti e intercettazioni, i militari dell’Arma hanno raccolto un quadro probatorio schiacciante, evidenziando gravi indizi di colpevolezza per una serie di condotte illecite reiterate nel tempo.
L’indagato gestiva direttamente diverse attività criminali, tra cui spiccano sistematici episodi di estorsione ai danni di imprenditori locali e una costante detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantità di sostanze stupefacenti. Le indagini documentano inoltre violente lesioni personali inflitte per consolidare il controllo sul territorio.
L’aggravante del metodo mafioso caratterizza l’intera inchiesta: l’indagato utilizzava infatti la forza intimidatrice del vincolo associativo per assoggettare le vittime e imporre il proprio volere. Questo modus operandi ha permesso ai Carabinieri di delineare un contesto di profonda infiltrazione criminale, culminato nell’emissione del provvedimento restrittivo da parte dell’autorità giudiziaria.
Condotte estorsive e minacce di morte con modalità camorristiche
Le indagini dei Carabinieri hanno smascherato il violento modus operandi dell’indagato, il quale sfruttava apertamente la forza intimidatrice derivante dalla sua appartenenza al clan dei Casalesi, specificamente alla fazione Schiavone. L’uomo terrorizzava le proprie vittime attraverso ripetute condotte estorsive, utilizzando minacce di morte ed esplicite modalità camorristiche per imporre il proprio controllo criminale.
L’indagato pretendeva il versamento di ingenti somme di denaro da una vittima giustificandole come un presunto debito accumulato durante precedenti cessioni di droga. Per piegare ogni resistenza, il pregiudicato non esitava a ricorrere alla forza bruta, provocando alla vittima gravi lesioni fisiche durante le aggressioni. I militari dell’Arma hanno ricostruito come il criminale agisse in nome del clan, trasformando ogni richiesta economica in un vero e proprio atto di assoggettamento mafioso. Questo sistema di estorsione e violenza serviva a consolidare il potere della fazione Schiavone sul territorio, garantendo il recupero crediti attraverso metodi spietati e punitivi contro chiunque osasse ritardare i pagamenti.
Spaccio anche da dietro le sbarre
Nonostante lo stato di restrizione, il 35enne ha continuato a gestire traffici illeciti direttamente dall’interno della struttura carceraria. L’indagato ha organizzato sistematicamente il trasporto e la consegna di diverse tipologie di sostanze stupefacenti tra le mura del penitenziario.
I Carabinieri, attraverso un’attenta attività di monitoraggio e controllo, hanno intercettato i carichi di cocaina e hashish introdotti illegalmente. I militari hanno quindi provveduto al sequestro della droga, interrompendo la rete di distribuzione interna che l’uomo alimentava.
L’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo riafferma con forza il controllo dello Stato su un territorio storicamente complesso come il Casertano.


