La misura cautelare con braccialetto elettronico è stata eseguita dalla Polizia di Stato di Caserta su disposizione del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura
Due mesi di indagini hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 58enne casertano. L’uomo è gravemente indiziato del reato di tentato omicidio per un’aggressione avvenuta il 1 marzo scorso all’interno di un bar di Caserta. In questa occasione, un cliente di 45 anni fu colpito con sei fendenti alla testa sferrati con una mannaia. Inoltre, il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato con l’applicazione del braccialetto elettronico.
L’aggressione nel bar del centro: la ricostruzione dei fatti
Secondo quanto una prima ricostruzione del fatto, il primo marzo scorso le volanti della Questura di Caserta erano intervenute in un noto bar della città dopo una segnalazione di lite in corso. All’arrivo degli agenti, la situazione appariva già conclusa. Tuttavia, all’interno dell’esercizio pubblico erano emersi elementi di particolare gravità. Un uomo, poco prima, era stato ferito alla testa con un’arma da taglio ed era stato trasportato d’urgenza in ospedale in condizioni serie. Si trattava di un 45enne casertano, rimasto vittima di un’aggressione particolarmente violenta consumata, secondo gli accertamenti, all’interno del locale.
Le prime testimonianze raccolte sul posto hanno consentito di indirizzare le indagini verso una dinamica improvvisa e priva di apparenti motivazioni immediate. Inoltre, tale dinamica è stata caratterizzata da un’escalation repentina di violenza.

Le indagini della Squadra Mobile e la dinamica dell’episodio
Le successive attività investigative sono state condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Gli approfondimenti svolti hanno permesso di ricostruire la sequenza dei fatti e di individuare il presunto responsabile. Stando agli elementi raccolti, il 58enne si sarebbe presentato all’interno del bar armato di coltello e mannaia. Una volta entrato nel locale avrebbe iniziato a minacciare i presenti, generando momenti di forte tensione tra i clienti e il personale.
La situazione sarebbe poi degenerata nel giro di pochi istanti. Infatti, senza che emergano, al momento, ragioni riconducibili a un movente chiaro, l’uomo si sarebbe scagliato contro la vittima, colpendola ripetutamente alla testa. I fendenti contestati sarebbero sei, tutti inferti con una mannaia. Gli investigatori sottolineano che, nella fase delle indagini preliminari, la ricostruzione si basa su elementi indiziari. Tali elementi hanno trovato riscontro nelle attività di riscontro e nei rilievi effettuati.
Il profilo dell’indagato e le accuse formulate
Il 58enne risulta già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati, secondo quanto riferito, a episodi di rissa. Inoltre, tale elemento, secondo gli inquirenti, è stato valutato nell’ambito del quadro complessivo delle indagini. Non emergono, allo stato, collegamenti tra la vittima e l’indagato né risultano precedenti contrasti specifici tra i due. Tale circostanza ha reso necessario ulteriori approfondimenti investigativi per chiarire il contesto dell’aggressione.
L’ipotesi di reato contestata è quella di tentato omicidio. La Procura, sulla base degli elementi raccolti dalla Squadra Mobile, ha richiesto l’emissione della misura cautelare al Giudice per le Indagini Preliminari. Quest’ultimo ha accolto la richiesta disponendo gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
La misura cautelare e gli sviluppi giudiziari
Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata del 2 luglio. L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari in attesa dei successivi sviluppi dell’indagine e delle eventuali determinazioni dell’autorità giudiziaria. Come previsto dalla procedura, la misura cautelare è stata adottata nella fase delle indagini preliminari. Tuttavia, potrà essere soggetta a ulteriori verifiche nel corso del procedimento. La posizione dell’indagato resta quindi al vaglio degli inquirenti, mentre proseguono gli accertamenti per definire con precisione il contesto e le eventuali responsabilità.


