L’Uspp denuncia un aumento dei tentativi di introdurre materiale illecito e chiede più agenti e strumenti tecnologici per contrastare il fenomeno
Nel carcere di Poggioreale, a Napoli, sono stati registrati a giugno sequestri record di droga, telefoni cellulari e droni utilizzati per tentare di introdurre materiale illecito all’interno della struttura penitenziaria. A comunicarlo è il sindacato della polizia penitenziaria Uspp, che ha diffuso un bilancio delle attività di controllo svolte dagli agenti. Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, durante le operazioni sono stati trovati 76 telefoni cellulari, tra micro telefoni e smartphone. Inoltre sono stati bloccati sei droni. Sono stati anche sequestrati circa 2,5 chilogrammi di hashish. Per l’Uspp, i dati evidenziano un’evoluzione delle modalità utilizzate per aggirare i controlli all’interno del carcere napoletano.
A Poggioreale sequestri record durante i controlli della polizia penitenziaria
Il bilancio comunicato dall’Uspp riguarda le attività svolte nel mese di giugno nel carcere di Poggioreale. I sequestri hanno interessato diversi tipi di materiale considerato illecito all’interno degli istituti penitenziari, con particolare attenzione alla presenza di dispositivi elettronici e sostanze stupefacenti.
I 76 telefoni recuperati comprendono sia apparecchi di piccole dimensioni, spesso difficili da individuare, sia smartphone. La presenza di questi strumenti nelle carceri rappresenta un problema per la sicurezza interna, poiché può consentire comunicazioni non autorizzate con l’esterno. Nel corso dei controlli sono stati inoltre intercettati sei droni. Questi strumenti negli ultimi anni sono stati utilizzati in diversi istituti penitenziari per tentare di superare le barriere fisiche delle strutture. Inoltre vengono usati per trasportare oggetti all’interno delle aree detentive. Il sequestro di circa 2,5 chilogrammi di hashish completa il quadro delle operazioni condotte dagli agenti della polizia penitenziaria. Questi agenti sono impegnati nel contrasto all’introduzione di sostanze stupefacenti negli ambienti carcerari.
L’allarme dell’Uspp: “Crimine sempre più organizzato”
Nel comunicato diffuso dal sindacato, il presidente nazionale Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio hanno sottolineato come i risultati dei controlli rappresentino un segnale dell’aumento dei tentativi di eludere le misure di sicurezza. “Si tratta di un bilancio che conferma l’intensificarsi dei tentativi di elusione dei controlli e la crescente sofisticazione dei metodi adottati dal crimine organizzato”, spiegano i due sindacalisti.
Secondo l’Uspp, il fenomeno richiede un rafforzamento delle risorse disponibili negli istituti penitenziari. Il sindacato ha evidenziato la necessità di aumentare il numero degli operatori e di potenziare gli strumenti tecnologici destinati ai controlli. La richiesta riguarda in particolare sistemi in grado di individuare e contrastare l’utilizzo dei droni. Inoltre sono necessarie dotazioni che possano supportare il lavoro quotidiano della polizia penitenziaria.
La richiesta di più personale e tecnologia per il carcere napoletano
L’Uspp ha ribadito che la gestione della sicurezza all’interno degli istituti penitenziari richiede un adeguato numero di agenti. Nel caso di Poggioreale, il sindacato sostiene che ci sarebbe una carenza di circa 200 unità di personale.
“Gli agenti dimostrano quotidianamente la loro professionalità e dedizione, ma il rafforzamento degli organici e il potenziamento delle dotazioni tecnologiche sono ormai improcrastinabili”, hanno dichiarato Moretti e Auricchio. Secondo il sindacato, la situazione del carcere napoletano comporta un impegno significativo da parte degli operatori, che devono garantire il controllo della struttura nonostante le difficoltà legate alla carenza di personale. “A Poggioreale, dove mancano ben 200 agenti, solo a costo di duri sacrifici si riesce a tutelare la sicurezza e la legalità”, hanno concluso i rappresentanti dell’Uspp.
Il contrasto all’ingresso di materiale illecito nelle carceri
Il sequestro avvenuto a Poggioreale si inserisce nel più ampio problema della sicurezza negli istituti penitenziari italiani, dove telefoni cellulari e sostanze stupefacenti rappresentano alcune delle principali criticità operative. La polizia penitenziaria svolge controlli e attività di prevenzione per impedire l’ingresso di materiali vietati. Nel frattempo le organizzazioni sindacali chiedono interventi strutturali per adeguare personale e strumenti alle nuove modalità utilizzate per superare i sistemi di vigilanza.
I dati diffusi dall’Uspp riportano quindi l’attenzione sul carcere di Poggioreale e sulla necessità, secondo il sindacato, di rafforzare le misure di sicurezza per affrontare tentativi di introduzione di materiale illecito sempre più complessi.


