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Auto dei Carabinieri - Immagine di repertorio
📍 Capri

22 Maggio 2026

Martina Sarracino

Capri, schiaffi e mani al collo alla compagna: 31enne finisce al TSO. Arrestato dopo una seconda aggressione

Schiaffi e mani al collo alla compagna, 31enne arrestato a Capri: attivato il Codice Rosso

I fatti risalgono al 19 maggio 2026, quando i carabinieri sono intervenuti in seguito a una segnalazione di violenza domestica. La vittima è una donna di 30 anni che vive a Capri. In seguito all’intervento delle forze dell’ordine viene trovata in condizioni di forte agitazione dopo l’aggressione subita in casa dal compagno. La situazione appare subito seria. Per questo, gli inquirenti hanno richiesto subito l’attivazione delle procedure previste nei casi di violenza di genere. I carabinieri, in seguito, hanno riscostruito i primi elementi della vicenda, disponendo il trasferimento della donna in ospedale per le cure necessarie.

La ricostruzione dell’aggressione

Stando al racconto della vittima, l’uomo, un 31enne, avrebbe iniziato a colpirla con una decina di schiaffi sul volto. In seguito, le avrebbe stretto le mani intorno al collo per alcuni secondi, aumentando il rischio di soffocamento. La donna pare si sia riuscita a liberare con un calcio. Avrebbe così interrotto il momento più delicato dell’aggressione. La violenza, però, non si sarebbe fermata in quel preciso momento. L’uomo, preso da una forte agitazione, avrebbe devastato l’intero ambiente domestico. Secondo la ricostruzione, avrebbe iniziato a lanciare oggetti arrivando persino a strappare una tenda in casa. La vittima, urlando, sarebbe riuscita a mantenere le distanze fino a quando l’aggressore non si sarebbe allontanato rapidamente verso l’uscita.

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Le condizioni della vittima e il Codice Rosso

I sanitari hanno portato la donna velocemente in ospedale, dove le viene riscontrata una prognosi di sette giorni. Le lesioni riportate includono contusioni al volto, al labbro superiore, al collo e al braccio destro. Il quadro clinico conferma la dinamica violenta dell’aggressione. Hanno poi attivato il Codice Rosso, procedura prevista per i casi di violenza domestica e di genere che consente un intervento rapido delle autorità giudiziarie e sanitarie per tutelare la vittima.

Dopo l’aggressione, il 31enne si è allontanato, ma i carabinieri lo hanno subito rintracciato nell’hotel dove lavorava, in evidente stato di alterazione psicofisica. Accompagnato in caserma, ha manifestato una crisi che ha rischiero il rapido intervento del 118. L’uomo è stato quindi trasferito in ospedale e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (TSO), con diagnosi di intossicazione da sospetta assunzione di farmaci antipsicotici in dosi non terapeutiche. Successivamente viene disposto il suo trasferimento in una struttura psichiatrica a Napoli.

L’arresto e la svolta investigativa

Nonostante il ricovero e le misure sanitarie, la vicenda non si è conclusa. La sera successiva la donna, informata della situazione, non rientra a casa e contatta nuovamente i carabinieri. L’uomo, nel frattempo licenziato, si era recato presso l’abitazione della vittima, dove la stava attendendo. Quando i militari effettuano un controllo nell’appartamento, trovano la porta danneggiata e il vetro rotto. Dopo una ricerca svolta all’interno, scoprono che l’uomo si era nascosto in un armadio. Viene quindi bloccato e arrestato.

Un episodio che mostra quanto la violenza domestica possa assumere forme devastanti e quanto sia essenziale l’intervento delle forze dell’ordine. Questo, però, non solo sul momento dell’aggressione. Il fatto che l’uomo sia riuscito a raggiungere nuovamente la vittima, una seconda volta, e ad entrare così facilmente nel suo appartamento è estremamente grave. Rilasciato dopo poche ore, nonostante il ricovero al TSO, avrebbe potuto fare danni ben più gravi. La vicenda sarebbe potuta finire in tragedia. La vera domanda che viene da fare è: perché attendere così tanto tempo prima di arrestare in seguito ad una prima e già grave violenza fisica? L’introduzione in casa è certamente un reato, ma anche l’aggressione avvenuta il giorno precedente lo è.

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