Il voto disgiunto, nel centrosinistra cresce la tensione: il fronte Fico–De Luca si sfalda e il “campo largo” arriva alle urne della Campania più fragile che mai
Il “campo largo” in Campania si prepara a un voto carico di tensioni interne, sospetti e accuse incrociate. A pochi giorni dalle elezioni regionali del 23 e 24 novembre, la coalizione che sostiene Roberto Fico arriva alle urne più divisa che mai. Il rapporto tra l’ex presidente della Camera e Vincenzo De Luca si è incrinato, mentre il sindaco di Benevento Clemente Mastella denuncia comportamenti che potrebbero indebolire l’intero schieramento. Sullo sfondo, la variabile che sta incendiando la campagna: il voto disgiunto.
Campania voto disgiunto: la frattura interna tra Fico e De Luca
Il cuore dello scontro nel centrosinistra campano è il sospetto che ambienti deluchiani stiano spingendo per un voto disgiunto scientifico. La strategia sarebbe semplice: far votare i candidati consiglieri “fedeli”, ma evitare il sostegno a Roberto Fico come presidente. Una mossa che avrebbe un obiettivo preciso: indebolire Fico per non rafforzare troppo il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, considerato tra i suoi principali sponsor politici.
Il fronte deluchiano teme infatti che una vittoria di Fico possa ridisegnare equilibri futuri, spostando il baricentro del potere regionale proprio verso il sindaco del capoluogo.

Mastella contro De Luca: accuse frontali e clima avvelenato
Clemente Mastella, sindaco di Benevento e figura centrale dell’alleanza, ha denunciato pubblicamente comportamenti ostili da parte di De Luca. Secondo Mastella, il governatore uscente avrebbe dato indicazioni ai suoi di “non votare Mastella”, favorendo così indirettamente Edmondo Cirielli.
La rottura tra i due è stata netta: Mastella sostiene che De Luca sia “adirato per la vicinanza politica tra Mastella e Fico”, e che gli attacchi al candidato governatore del centrosinistra siano frutto di una rivalità personale e politica. Il risultato è un centrosinistra dove ogni componente sospetta dell’altra, a pochi giorni da un voto decisivo.
La campagna di Fico tra contestazioni e polemiche
Roberto Fico prova a recuperare terreno, ma la sua corsa è complicata. Durante un evento universitario è stato contestato da gruppi della sinistra giovanile, mentre sui media continuano a rimbalzare le vicende che il centrodestra utilizza come armi di attacco: dalla storia della barca a quella della villetta condonata al Circeo, entrambi temi diventati terreno di scontro mediatico.
Il clima intorno alla sua candidatura rimane teso, e gli episodi di contestazione alimentano la sensazione di un centrosinistra poco compatto.

Voto disgiunto, l’incognita che può decidere la partita
Il voto disgiunto – la possibilità di votare una lista e contemporaneamente un candidato presidente diverso – è la variabile che più preoccupa il “campo largo”. Se una parte significativa degli elettori vicini all’area deluchiana dovesse scegliere di votare liste del centrosinistra ma non Fico, la corsa alla presidenza rischierebbe di inclinarsi definitivamente verso Cirielli.
Secondo più di una indiscrezione, proprio questa sarebbe la tattica di alcuni segmenti deluchiani: garantire la propria rappresentanza in Consiglio regionale, ma al tempo stesso evitare che Fico, considerato troppo vicino a Manfredi, conquisti Palazzo Santa Lucia.
Una coalizione già lacerata prima del voto
Il risultato è un centrosinistra che arriva al voto privo di una linea unitaria, segnato da rivalità personali e strategiche. Fico tenta di dimostrare compattezza, ma le dinamiche interne raccontano altro: un fronte progressista fratturato, dove ogni area politica sembra giocare una partita propria.
La vera incognita non è solo l’esito delle urne, ma quanto le divisioni interne peseranno nella notte elettorale.


