GIGN Foto: Ansa
GIGN Foto: Ansa

10 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Latitante camorrista legato al clan Mazzarella arrestato in Costa Azzurra: viveva nel lusso con la famiglia sotto falso nome

L’arresto di un noto camorrista a Beausoleil, sulla Costa Azzurra, segna un altro importante passo nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale

Un camorrista latitante, ricercato su mandato europeo, è stato arrestato ieri, 9 aprile, in Costa Azzurra, precisamente a Beausoleil, una località al confine con il Principato di Monaco. L’uomo, accusato di essere un membro del potente clan camorristico dei Mazzarella, viveva con la sua famiglia in un appartamento di lusso. Era riuscito a sfuggire alle ricerche grazie all’utilizzo di documenti falsificati. La sua cattura è avvenuta in una vasta operazione condotta dalla Gendarmeria Nazionale Francese. Inoltre, il GIGN, il gruppo di intervento speciale, ha dato supporto e ha fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo alle 6 del mattino.

Il legame con il clan Mazzarella

Secondo le prime informazioni diffuse dalla Gendarmeria, il latitante arrestato è considerato un affiliato al clan camorristico dei Mazzarella. Questo clan è una delle organizzazioni criminali più temute e attive in Italia. Ha ramificazioni anche all’estero. Il boss, Roberto Mazzarella, capo di questo cartello, è stato recentemente arrestato dai carabinieri a Vietri sul Mare, nel salernitano in un hotel di lusso. Inoltre, il clan è noto per il traffico internazionale di stupefacenti. Ha anche il controllo su attività illecite come il riciclaggio di denaro e il traffico di armi.

Le autorità francesi hanno confermato che l’uomo arrestato era ricercato a livello europeo, con un mandato di arresto emesso dalla Procura di Napoli a fine gennaio. Questo camorrista latitante è stato condannato in passato in Italia per possesso di stupefacenti e armi. Ora rischia di dover affrontare accuse molto più gravi legate alla gestione e organizzazione di traffici illeciti di droga. Inoltre, la pena potrebbe superare i 20 anni di reclusione.

L’arresto a Beausoleil

Beausoleil, cittadina che si trova a pochi passi dal Principato di Monaco, è un luogo di lusso e tranquillità. È molto distante dalle zone dove il camorrista aveva operato in passato. Il fatto che l’uomo vivesse lì, sotto falsa identità, insieme alla sua famiglia, mostra quanto la sua latitanza fosse ben organizzata. Inoltre, la polizia francese ha trovato nel suo appartamento beni di valore. Questi confermano il tenore di vita elevato che aveva mantenuto durante gli anni di latitanza.

Il GIGN, un’unità d’élite della gendarmeria francese, ha eseguito l’operazione con estrema precisione, minimizzando ogni possibile rischio. L’arresto è stato effettuato alle prime luci dell’alba, quando l’uomo non si aspettava l’arrivo delle forze dell’ordine. Il camorrista non ha opposto resistenza e, secondo quanto riportato, si trovava a casa con la sua famiglia al momento dell’intervento.

Roberto Mazzarella
Roberto Mazzarella

Le conseguenze legali

L’arresto di questo camorrista rappresenta un duro colpo per il clan Mazzarella, ma anche per l’intera organizzazione camorristica in generale. Le indagini stanno proseguendo, con la cooperazione tra le autorità italiane e francesi che si sta rivelando sempre più efficace nella lotta contro la criminalità internazionale. Il latitante arrestato, che verrà presto estradato in Italia, rischia di dover affrontare processi severi. Le accuse sono di essere coinvolto nell’organizzazione e nella gestione di traffici di droga su scala internazionale.

Le indagini, avviate a seguito di un mandato di arresto europeo, hanno coinvolto anche la Corte di Appello di Aix-en-Provence. Quest’ultima ha monitorato e coordinato il caso in Francia. La posizione del camorrista arrestato è ancora delicata. Ora le autorità stanno cercando di ricostruire la rete di relazioni che questo aveva sviluppato in Francia e in altre zone d’Europa.

Lascia un commento