Oggi, presso il Ministero del Lavoro, il sottosegretario Claudio Durigon e il prefetto Michele di Bari hanno presieduto un tavolo sulla crisi Harmont & Blaine. Al centro del confronto, la procedura di licenziamento collettivo avviata per 32 dipendenti dello stabilimento di Caivano. L’incontro punta a monitorare la situazione occupazionale e cercare soluzioni per tutelare i lavoratori coinvolti nella difficile vertenza della nota azienda tessile campana.
Caivano non può perdere 32 posti di lavoro
Il vertice al Ministero del Lavoro ha analizzato nel dettaglio le motivazioni che hanno spinto la Harmont & Blaine ad avviare la procedura di licenziamento collettivo. I cui termini legali sono scattati ufficialmente lo scorso 3 febbraio. Durante il confronto, le istituzioni hanno agito con determinazione per frenare l’impatto sociale della crisi.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha sottolineato con forza l’urgenza di individuare una soluzione concreta. Egli ha richiamato l’attenzione sulla fragilità del contesto territoriale di Caivano. Un’area dove la perdita di 32 posti di lavoro rischierebbe di aggravare tensioni sociali già esistenti.
Rispettare gli obblighi di natura sociale
Parallelamente, il sottosegretario Claudio Durigon ha rincarato la dose, focalizzandosi sulla responsabilità etica del fare impresa. Durigon ha esortato la società a rispettare gli obblighi di natura sociale, chiedendo ai vertici aziendali di esplorare ogni possibile alternativa alla cessazione dei rapporti di lavoro. Il sottosegretario ha ricordato come i dipendenti abbiano costruito, con dedizione e competenza, il valore e le attività del marchio negli anni.
L’obiettivo del tavolo rimane quello di trasformare la procedura di esubero in un percorso di salvaguardia occupazionale, obbligando l’azienda a un confronto serrato sulle tutele e sul futuro del sito produttivo campano.

Valutata una strada alternativa al licenziamento
I partecipanti al tavolo ministeriale hanno raggiunto un accordo strategico per congelare la crisi e salvaguardare i 32 dipendenti di Caivano. Le parti hanno concordato di verificare, con estrema urgenza, ogni possibile strada alternativa ai licenziamenti, dando priorità al mantenimento dei livelli occupazionali.
L’obiettivo condiviso è quello di sostituire la cessazione definitiva dei contratti con soluzioni conservative, come il ricorso ad ammortizzatori sociali o piani di ricollocazione interna. Questo impegno collettivo obbliga la società Harmont & Blaine a un confronto costruttivo con i sindacati per tutelare il futuro lavorativo nel complesso territorio campano.
Al tavolo delle trattative una platea ampia
Questa sessione di lavoro si inserisce in un calendario serrato di appuntamenti istituzionali, facendo seguito ai precedenti e cruciali tavoli di confronto che si sono svolti il 12 e il 16 febbraio presso la Prefettura di Napoli. L’obiettivo centrale resta l’individuazione di una cornice giuridica capace di tutelare i lavoratori, esplorando soluzioni che possano sostituire la procedura di licenziamento collettivo con ammortizzatori sociali conservativi.
Al tavolo delle trattative ha partecipato una platea ampia e qualificata di referenti istituzionali e parti sociali, a dimostrazione della rilevanza della questione per l’intero sistema produttivo locale. Erano presenti il Sindaco del Comune di Caivano, i rappresentanti dell’Assessorato al Lavoro della Regione Campania e il Direttore Generale della società, affiancato dai delegati dell’Unione Industriali. Il fronte dei lavoratori è stato rappresentato con determinazione dalle organizzazioni sindacali Cgil e Cisl, insieme ai rispettivi segretari di categoria, impegnati a negoziare una via d’uscita che garantisca la continuità del reddito e la stabilità dei trentadue dipendenti coinvolti in questo delicato passaggio aziendale.
All’incontro hanno partecipato anche il Direttore Generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali, insieme al Direttore Generale degli ammortizzatori sociali. La loro presenza tecnica è stata fondamentale per individuare gli strumenti normativi necessari a evitare i licenziamenti, garantendo il supporto del Ministero del Lavoro nella salvaguardia dei 32 dipendenti di Caivano.


