cartello beni confiscati
cartello "beni confiscati alla mafia"
📍 Casapesenna

8 Luglio 2026

Martina Sarracino

Dai beni della camorra a luoghi di comunità: a Casapesenna nascono un canile e un caseificio sociale

La trasformazione dei beni confiscati in opportunità per il territorio a Casapesenna, in provincia di Caserta

A Casapesenna, in provincia di Caserta, una nuova pagina di riscatto sociale prende forma attraverso il recupero di due immobili sottratti alla camorra. Venerdì 10 luglio saranno inaugurati un canile e un caseificio sociale realizzati all’interno di beni confiscati alla criminalità organizzata, in particolare alla famiglia Zagaria. Si tratta di progetti che rappresentano non solo un intervento di riqualificazione urbana, ma soprattutto un segnale concreto della capacità dello Stato e della comunità di restituire ai cittadini spazi un tempo simbolo del potere criminale. Le iniziative sono state promosse da Agrorinasce, società consortile impegnata nella valorizzazione dei beni confiscati. L’obiettivo è proprio quello di trasformare luoghi legati alla violenza e all’illegalità in strutture dedicate al lavoro, alla solidarietà e alla tutela del territorio.

Un centro per il benessere degli animali

Il primo progetto inaugurato sarà il Centro per il benessere degli animali domestici, affidato all’ANPAA (Associazione Nazionale Protezione Ambiente e Animali). La struttura nasce su un’area di circa 750 metri quadrati confiscata ad Alfredo Zara. Il luogo, dopo la confisca era stata danneggiato da numerosi atti vandalici. Il recupero dell’immobile ha richiesto un investimento complessivo di 513mila euro, finanziato attraverso risorse statali destinate alla valorizzazione dei beni confiscati e gestite dal Commissario Straordinario del Governo. La nascita del canile rappresenta un esempio di come un bene abbandonato possa tornare utile alla collettività, offrendo un servizio per la tutela degli animali e creando nuove possibilità di partecipazione sociale.

Un caseificio sociale per valorizzare le eccellenze locali

Accanto al centro per gli animali sarà inaugurato il Caseificio sociale, un centro polifunzionale dotato di un laboratorio artigianale destinato alla produzione della Mozzarella di Bufala Campana. La struttura si sviluppa su circa 500 metri quadrati distribuiti su due livelli. Si trova in Corso Europa, in un immobile confiscato a Raffaele Capaldo, parente del capoclan Michele Zagaria.

Il progetto assume un valore particolare perché collega la lotta alla criminalità organizzata alla promozione delle eccellenze produttive del territorio. La produzione di un simbolo della tradizione campana all’interno di un bene sottratto alla camorra diventa un messaggio forte: i territori possono rinascere attraverso il lavoro legale, la qualità e l’impegno delle persone.

La presenza delle istituzioni

Alla cerimonia prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, tra cui il presidente della Regione Campania Roberto Fico, la sottosegretaria al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, la sindaca di Casapesenna Giustina Zagaria e la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone. La loro presenza sottolinea l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini nella gestione dei beni confiscati. La restituzione di questi spazi alla collettività dimostra che la confisca non deve rappresentare soltanto la fine di un patrimonio criminale, ma l’inizio di un percorso di rinascita.

Il presidente Roberto Fico
Il presidente Roberto Fico

Dalla paura al simbolo della speranza

Il recupero dei beni confiscati rappresenta una delle sfide più importanti nella lotta alla criminalità organizzata. Un immobile appartenuto a esponenti della camorra può diventare un luogo di cura, produzione, occupazione e cultura della legalità. La storia di Casapesenna mostra come la memoria del passato possa convivere con una nuova identità fondata sulla partecipazione civile. Ogni struttura recuperata racconta che il territorio non appartiene a chi lo ha sfruttato con la violenza, ma alle persone che scelgono di viverlo, scegliendo di costruire un futuro diverso.

.

Lascia un commento