neonato morto Benevento
📍 Benevento

19 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Benevento, neonato morto a cinque mesi: in aula la testimonianza del cognato della madre. «Colpito con una spazzola dal cuginetto»

Nuova udienza in Corte d’Assise sul caso del piccolo Gabriel, morto nel 2022. Il cognato dell’imputata ribadisce: «La madre non gli ha mai fatto del male».

Una testimonianza attesa e delicata è stata al centro dell’ultima udienza in Corte d’Assise nel processo per la morte del piccolo Gabriel, il neonato di cinque mesi deceduto il 28 gennaio 2022 al Santobono di Napoli. Sul banco dei testimoni è comparso il cognato della madre, imputata con l’accusa di lesioni che avrebbero provocato il quadro compatibile con la cosiddetta “sindrome del bambino scosso”. Il processo, che prosegue da mesi, rappresenta uno dei casi più complessi degli ultimi anni sul territorio beneventano.

La testimonianza del cognato: «Fu un incidente, non violenza»

Davanti al presidente Simonetta Rotili e al giudice a latere Graziamaria Monaco, il testimone ha confermato quanto già riferito ai carabinieri nelle ore successive al decesso. Secondo la sua ricostruzione, teneva in braccio il neonato nella sua abitazione quando un cuginetto di due anni, in un movimento improvviso e rapido, avrebbe afferrato una spazzola per capelli colpendo il piccolo alla testa.

Il colpo, stando alla testimonianza, avrebbe provocato un pianto prolungato e un evidente rossore nella zona d’impatto. Il giorno seguente, la madre avrebbe notato un gonfiore, decidendo di rivolgersi al pediatra che seguiva il bambino. Da quel momento è iniziato il percorso sanitario che avrebbe portato ai successivi ricoveri.

Il primo accesso in ospedale avvenne al Fatebenefratelli, dove il piccolo fu visitato e poi dimesso. La situazione sembrò inizialmente sotto controllo, ma la sera del 25 gennaio il quadro clinico cambiò improvvisamente: Gabriel presentò difficoltà respiratorie e si addormentò senza più risvegliarsi. A quel punto scattò la corsa verso il pronto soccorso dell’ospedale San Pio.

I medici, constatate la gravità delle condizioni, decisero per il trasferimento immediato al Santobono di Napoli — struttura di riferimento regionale per la pediatria — dove il bimbo fu dichiarato deceduto tre giorni dopo. L’autopsia evidenziò diverse lesioni, compatibili secondo i consulenti del pubblico ministero con un quadro più ampio di traumi ripetuti.

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Il nodo della sindrome del bambino scosso e le posizioni contrapposte

Quando il pubblico ministero Olimpia Anzalone ha ricordato al testimone che l’esame autoptico ha rilevato più lesioni sul corpo del neonato, il cognato ha negato qualunque responsabilità della madre, sostenendo che la donna non avrebbe mai procurato ferite o comportamenti violenti nei confronti del figlio.

Il processo ruota proprio attorno al dubbio interpretativo tra due possibilità: da un lato le lesioni accidentali dovute al colpo del cuginetto, dall’altro un quadro lesivo riconducibile alla “shaken baby syndrome”, la sindrome del bambino scosso, in cui movimenti bruschi e ripetuti possono causare danni neurologici gravissimi. La questione resta centrale e sarà approfondita ulteriormente nelle prossime udienze.

Le tensioni familiari e le dinamiche emerse in aula

Nel corso del procedimento sono emersi elementi complessi, che coinvolgono dinamiche familiari, contesti domestici difficili da ricostruire e versioni che, pur senza contraddizioni nette, richiedono una valutazione attenta per stabilire con precisione le modalità dei traumi riportati dal neonato. L’udienza ha mostrato come la responsabilità penale, in casi così delicati, non si concentri soltanto sull’evento, ma anche sulla capacità di ricostruire con accuratezza il contesto in cui esso è maturato.

Il ruolo dei consulenti tecnici e la prossima udienza

Il 20 gennaio saranno ascoltati i consulenti del pubblico ministero che hanno partecipato all’autopsia e alle analisi medico-legali, chiamati a chiarire natura, estensione e tempistiche delle lesioni riscontrate. Il loro contributo sarà determinante nel delineare il quadro probatorio e nel chiarire se i danni sul corpo di Gabriel siano compatibili con un singolo trauma accidentale oppure con una pluralità di episodi.

Un caso che scuote la comunità

L’intera vicenda continua a generare un forte coinvolgimento emotivo a Benevento e non solo, complice la giovane età della vittima e la natura delle accuse. La comunità segue con attenzione gli sviluppi del processo, in attesa di una verità giudiziaria che possa fare luce definitiva su quanto accaduto in quei giorni di gennaio.

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