barca “Federica”
barca “Federica”

6 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Dai migranti alla ricerca: a Napoli rinasce “Federica”, la barca diventa laboratorio universitario

L’imbarcazione sequestrata nel 2023 con a bordo 71 migranti diventa un laboratorio scientifico dell’Università Federico II

A Napoli una barca a vela utilizzata per il traffico di migranti cambia funzione e diventa uno strumento di ricerca e formazione universitaria. L’imbarcazione, oggi chiamata “Federica”, è stata affidata all’Università degli Studi di Napoli Federico II dopo il sequestro operato dalla Guardia di Finanza. Nel 2023, a bordo erano stati trovati 71 migranti partiti da aree di guerra e diretti verso l’Europa. La barca è ora impiegata come laboratorio galleggiante per attività scientifiche sul mare. Attualmente è ormeggiata a Bacoli. Qui viene utilizzata per progetti di ricerca e didattica.

Il sequestro nel Mediterraneo

L’imbarcazione, un Oceanis 381 allora denominato “Julia”, è stata intercettata il 6 maggio 2023 nel Canale di Sicilia dalla Guardia di Finanza. A bordo si trovavano 71 persone, tra cui donne e minori, in prevalenza di nazionalità afghana e iraniana. Secondo le indagini, i migranti avrebbero pagato circa 10mila dollari ciascuno per il viaggio organizzato da reti di trafficanti. La barca è stata sequestrata e successivamente confiscata dall’autorità giudiziaria.

La base a Bacoli e il ruolo nei Campi Flegrei

La barca è attualmente ormeggiata a Bacoli grazie alla collaborazione con la Lega Navale Italiana e con il Comune. La scelta della sede si inserisce in un contesto territoriale già coinvolto in progetti scientifici e culturali legati al mare e ai Campi Flegrei. L’imbarcazione viene utilizzata per attività di ricerca sul campo e per la formazione degli studenti, anche in ambito velico e ambientale. Il progetto è stato presentato come un’iniziativa che unisce legalità, istruzione e valorizzazione del territorio. Secondo le istituzioni locali, la presenza dell’Ateneo in un’area come Villa Ferretti, bene confiscato alla criminalità organizzata, rafforza il valore simbolico dell’intervento.

Il progetto dell’Università Federico II

Dopo la confisca, la barca è stata assegnata all’Università degli Studi di Napoli Federico II su proposta di docenti e ricercatori del Caisial. L’Ateneo ha avviato un progetto di recupero e riutilizzo scientifico del mezzo. In questo modo, la barca è stata trasformata in una piattaforma per attività di ricerca in mare aperto. Il trasferimento a Napoli è avvenuto nell’aprile 2024 grazie a uno skipper dell’Ateneo. Una volta arrivata, l’imbarcazione è stata sottoposta a lavori di manutenzione, revisione tecnica e reimmatricolazione.

Così ha assunto il nome “Federica”. Sono coinvolti diversi dipartimenti, tra cui Biologia, Farmacia e Scienze della Terra. L’obiettivo è svolgere attività di studio sull’ecosistema marino, sulla qualità delle acque e sulle dinamiche ambientali del Mediterraneo. Il rettore Matteo Lorito ha descritto il progetto come un esempio di restituzione alla collettività di un bene sottratto alla criminalità. Ora è destinato alla ricerca e alla formazione.

Josi Gerardo Della Ragione
Josi Gerardo Della Ragione

Le parole del sindaco di Bacoli

Sul significato dell’iniziativa è intervenuto il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che ha affidato alla barca un racconto più ampio di trasformazione territoriale e simbolica. «Era la barca degli scafisti, usata per il traffico di migranti. Oggi è a Bacoli, si chiama Federica e resterà qui, ormeggiata a Casevecchie. Sarà utilizzata dagli studenti e dai professori dell’Università Federico II per la ricerca in mare, per le attività didattiche e per lo studio e la tutela dell’ambiente».

«Ma c’è di più. Questa barca a vela, sequestrata alla criminalità, sarà anche impiegata per la promozione dello sport in mare nell’ambito dell’America’s Cup. Ciò è possibile grazie a un accordo tra l’Università e gli organizzatori del grande evento che si terrà a Napoli, nel nostro golfo – ha aggiunto -.

È la nuova vita di Julia, un Oceanis 381 ribattezzato Federica e affidato alla Federico II dal Tribunale di Siracusa dopo un percorso iniziato il 6 maggio 2023. “In quella data la Guardia di Finanza la intercettò con a bordo 71 migranti, tra cui donne e minori, in fuga da guerre e violenze. Queste persone avevano pagato agli scafisti circa 10mila dollari a testa per cercare una nuova vita“.

Era un simbolo di illegalità e di morte. Oggi, dopo importanti lavori di recupero, è un bene pubblico restituito alla collettività. Navigherà tra Bacoli e Napoli per la ricerca, lo studio e la formazione“.

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