Il bacio di Ineos diventa simbolo di connivenza politica e riaccende il dibattito.
Nella serata del 12 marzo 2026, l’ex area Italsider di Bagnoli, a Napoli, è diventata teatro di una provocatoria performance artistica. L’artista e architetto australiano Ineos, noto per i suoi studi sulle trasformazioni urbane nel Mediterraneo, ha trasformato il muro di via Coroglio in uno schermo a cielo aperto. La sua performance ha mostrato sostegno diretto alla rete “No America’s Cup”, movimento che ha conosciuto negli ultimi mesi e che contesta attivamente le recenti scelte di riqualificazione e gli eventi legati all’ex polo siderurgico.
Sul muro di via Coroglio, dunque, onde evitare la censura immediata e per rendere sostenibile l’impatto dell’opera, sono state proiettate diverse immagini.
Il bacio come simbolo di connivenza politica
La proiezione che ha catalizzato l’attenzione è un bacio soffocante tra la premier Giorgia Meloni e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi con la scritta: “Il campo largo sulla colmata”. L’opera cita direttamente il celebre murale che immortalava il bacio tra il leader sovietico Leonid Breznev e il presidente della Germania Est Erich Honecker sulla parete est del Muro di Berlino. Il muro di Coroglio, tuttavia, non divide le “due Germanie” ma demarca la zona colmata dal quartiere.
Ineos spiega la scelta iconografica sottolineando come il bacio rappresenti visivamente la “comunione di intenti” tra due figure che, formalmente, dovrebbero rappresentare schieramenti politici opposti. Attraverso questo gesto simbolico, l’artista denuncia una presunta convergenza tra il Governo e l’amministrazione comunale sulle politiche di trasformazione urbana di Bagnoli, mettendo in discussione la dialettica tra le parti.
“Ho incontrato spesso in questi mesi gli attivisti della rete No America’s Cup – ha spiegato in una nota stampa Ineos – che mi hanno descritto la comunione di intenti tra i leader di due partiti che in teoria dovrebbero essere avversari. Così mi è venuta l’idea del bacio.”

Dito puntato sulla gestione della riqualificazione
Oltre alla rappresentazione satirica dei leader politici, la proiezione ha puntato il dito contro la gestione tecnica del progetto di riqualificazione. Sul muro dell’ex fabbrica sono apparse le pagine del giornale murale Liberi Edizioni, che lanciano accuse pesanti verso la struttura commissariale. Gli attivisti e l’artista contestano la veridicità dei numeri diffusi dal Comune e dalla struttura guidata da Manfredi. Con titoli come “Una colmata di menzogne”, la protesta evidenzia la presunta inaffidabilità dei dati presentati per giustificare gli interventi sulla colmata di Bagnoli, accusando le istituzioni di voler occultare la pericolosità e la scarsa convenienza economica delle opere in corso.
Il dibattito sullo sviluppo urbano
L’intervento di Ineos non si limita alla semplice critica politica, ma solleva un interrogativo profondo sul futuro del territorio napoletano. Scegliendo di agire nello spazio pubblico di via Coroglio, l’artista riaccende il dibattito su una delle aree più complesse della città. La performance trasforma la protesta in un atto critico che unisce arte urbana e attivismo politico, cercando di scuotere l’opinione pubblica riguardo alle decisioni prese “a porte chiuse”.
Mentre il cantiere procede, il movimento “No America’s Cup” continua a mobilitarsi, utilizzando ogni strumento comunicativo, compresa la satira visiva, per contrastare la narrativa ufficiale e reclamare una gestione del territorio basata sulla trasparenza e sulla partecipazione reale.


