Dopo i picchi di PM10 a Città della Scienza, l’Agenzia Regionale attiva i laboratori mobili per la ricerca delle fibre invisibili tra l’ex Italsider e la Cementir. Accolta la richiesta di Cittadinanza Attiva.
L’Arpac avvia ufficialmente il monitoraggio ambientale a Bagnoli per rilevare eventuali fibre di amianto disperse nell’aria. I controlli interessano l’area ex Italsider e Cementir, dove a gennaio sono partiti i cantieri per l’America’s Cup. La cittadinanza resta in attesa di risposte certe sui concreti rischi per la salute pubblica.
Richiesta inviata dall’associazione Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli “Lucio Mauro”
L’Arpac intensifica le operazioni di sorveglianza ambientale presso i cantieri dell’America’s Cup a Bagnoli, estendendo le analisi alla ricerca di pericolose fibre di amianto aerodisperse. L’Agenzia Regionale ha accolto ufficialmente la richiesta dell’associazione Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli “Lucio Mauro”, decidendo di potenziare il monitoraggio oltre le semplici polveri sottili.
Dall’inizio dei lavori a terra, avvenuto a metà gennaio nelle aree ex Italsider e Cementir, la preoccupazione per la salute pubblica è cresciuta costantemente. Per questo motivo, i tecnici hanno installato una centralina mobile nei pressi di Città della Scienza, rilevando già diversi sforamenti preoccupanti dei limiti consentiti per le PM10.
Attraverso questa nuova fase di campionamenti, l’Arpac garantisce una tutela maggiore per i residenti, monitorando ogni fase della riqualificazione.

I controlli attuali non prevedevano il monitoraggio dell’amianto
L’Arpac chiarisce un punto fondamentale: l’attuale protocollo per la qualità dell’aria non prevedeva, fino ad oggi, la ricerca specifica delle fibre di amianto. Di conseguenza, i tecnici non hanno ancora eseguito verifiche mirate sulla dispersione di tali particelle nelle aree ex Italsider ed ex Cementir. Nonostante l’avvio della bonifica, l’assenza di analisi dirette alimenta l’incertezza sulla sicurezza atmosferica del sito.
Dall’altro lato, i commissari di Bagnoli ammettono il ritrovamento di scorie di amianto presso il Parco dello Sport. Tuttavia, i responsabili rassicurano la popolazione affermando di aver individuato il materiale in punti circoscritti, evitando qualsiasi dispersione aerea. Essi escludono categoricamente una presenza diffusa della sostanza nociva e dichiarano ufficialmente superate le precedenti criticità.
“Scorie di amianto sono state trovate nella zona del Parco dello Sport”. Ma sono state “rinvenute in punti precisi senza dispersione nell’aria”. Ed hanno escluso “la presenza diffusa di amianto”, precisando che “le criticità sono state superate”.
L’Agenzia Regionale deve ora colmare questo vuoto tecnico attraverso i nuovi campionamenti, garantendo che le operazioni di movimentazione terra non liberino fibre invisibili ma pericolose per la salute pubblica dei residenti.
Parte una nuova indagine
Attraverso una nota del 19 marzo, i dirigenti delle unità operative Cemec e Monitoraggio Qualità dell’Aria dichiarano la piena disponibilità dell’Agenzia a impiegare strumentazioni avanzate e laboratori specializzati per questa nuova indagine.
L’ente regionale sollecita ora l’Asl affinché fornisca indicazioni precise sui siti strategici e sulle frequenze temporali dei prelievi. In assenza di direttive specifiche, l’Arpac attiverà autonomamente i campionatori presso i laboratori mobili già operativi sul territorio, sfruttando l’alimentazione elettrica esistente per garantire la continuità dei test.
Questa iniziativa mira a colmare le lacune precedenti, trasformando una richiesta della cittadinanza in un’azione concreta di prevenzione sanitaria. L’Agenzia mette in campo i propri tecnici per analizzare l’aria circostante i cantieri dell’ex Italsider, assicurando che le polveri sollevate dalle bonifiche non contengano sostanze cancerogene disperse nell’atmosfera.


