Il sottosegretario al Mit interviene dopo la decisione della Corte d’Appello di Salerno: “Vicenda che conferma l’importanza della presunzione di innocenza”
“È stata fatta giustizia, ma resta il dolore”.
Con queste parole il deputato di Forza Italia e sottosegretario al Mit, Tullio Ferrante, commenta la pronuncia della Corte d’Appello di Salerno che ha assolto il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, ponendo fine a una vicenda giudiziaria durata tredici anni.
Una sentenza che chiude un lungo percorso processuale e che riapre il dibattito politico sul tema del garantismo e della presunzione di innocenza.
“Fine di un calvario giudiziario”
Ferrante definisce quella di Aliberti una “dolorosa vicenda” che si è trascinata per oltre un decennio.
“La pronuncia della Corte di Appello di Salerno pone fine al calvario giudiziario del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, una dolorosa vicenda che si è trascinata per 13 lunghi anni”, afferma.
Secondo l’esponente azzurro, la sentenza ristabilisce un principio fondamentale: l’innocenza fino a prova contraria.

Il riferimento alla sofferenza personale e politica
Nel suo intervento Ferrante sottolinea non solo l’aspetto giudiziario, ma anche quello umano e politico. “Resta il dolore per chi ha dovuto subire – da innocente – il peso delle accuse, gli ostacoli all’azione politica, la privazione della libertà, la sofferenza personale”.
Un passaggio che evidenzia l’impatto che l’inchiesta ha avuto sull’attività amministrativa e sulla vita privata del sindaco di Scafati.
Il nodo dei “processi mediatici”
Il commento si allarga poi a una riflessione più ampia sul sistema giudiziario.
“La sua vicenda conferma ancora una volta l’importanza della presunzione di innocenza e della necessità di evitare processi mediatici che rischiano di segnare in modo indelebile la vita delle persone prima ancora di una sentenza definitiva”.
Il riferimento è al tema, da anni centrale nel dibattito politico, del rapporto tra giustizia e informazione.
Il richiamo al referendum
Ferrante collega la vicenda anche alla battaglia politica sul fronte della riforma della giustizia.
“Continueremo a difendere con convinzione i principi garantisti che da sempre costituiscono il Dna di Forza Italia, a partire dal Sì al referendum del 22 e 23 marzo”.
Un richiamo esplicito alla consultazione referendaria e alla posizione del partito.

Il significato politico della sentenza
L’assoluzione di Aliberti chiude formalmente una stagione giudiziaria lunga e complessa. Sul piano politico, però, diventa anche un elemento di rilancio per il fronte garantista.
Forza Italia utilizza la sentenza per ribadire la necessità di riforme strutturali e di una maggiore tutela dei diritti degli indagati e degli imputati.
Tra giustizia e politica
Il caso Aliberti torna così a essere terreno di confronto. Da un lato la chiusura del procedimento con l’assoluzione; dall’altro la riflessione sul rapporto tra indagini, esposizione mediatica e carriera politica.
Ferrante augura al sindaco di Scafati di proseguire “con rinnovata determinazione e serenità” il proprio impegno amministrativo. Ma il messaggio politico è chiaro: la sentenza viene letta come conferma della linea garantista sostenuta dal partito. Dopo tredici anni, si chiude una pagina giudiziaria. Resta, ora, il dibattito sul sistema.


