Gennaro Panzuto
Gennaro Panzuto

17 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Gennaro Panzuto, da influencer a detenuto: torna in carcere l’ex boss “Genny Terremoto”

Gennaro Panzuto, noto come “Genny Terremoto”, torna in carcere per una pena residua legata al traffico di droga

Sabato mattina, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli hanno arrestato Gennaro Panzuto, 51 anni, storico esponente del clan della Torretta e noto ex killer dell’Alleanza di Secondigliano. L’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale di Napoli lo scorso 13 marzo, riguarda un cumulo di pena di 8 anni e 6 mesi per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti. L’arresto è avvenuto a Frosinone, dove Panzuto si era trasferito negli ultimi tempi, e non ha opposto resistenza. La notizia segna un brusco ritorno alla detenzione per un uomo che negli ultimi anni aveva costruito una seconda vita pubblica come influencer e attore.

La carriera criminale e la collaborazione con la giustizia

Gennaro Panzuto è stato uno dei ras più temuti della malavita napoletana. Arrestato in Inghilterra nel 2007, aveva scelto la via della collaborazione con la giustizia, diventando un pentito di rilievo. Secondo quanto riporta Il Corriere, grazie alle sue dichiarazioni, le autorità hanno potuto approfondire le dinamiche interne dei clan della città. Dopo l’arresto e la collaborazione, Panzuto aveva ottenuto misure di protezione e aveva iniziato un percorso di reinserimento, partecipando a programmi educativi nelle scuole e raccontando la propria esperienza ai giovani, con l’obiettivo di scoraggiarli dall’avvicinarsi alla criminalità.

L’ex boss come influencer anti-camorra

Sotto il nome di “Genny Terremoto”, Panzuto ha accumulato su TikTok oltre 172mila follower e più di 3,2 milioni di like. Nei suoi video, smonta i miti legati alla malavita raccontati da serie come Gomorra, evidenziando i rischi e le conseguenze della vita criminale. La sua presenza sui social e nelle scuole aveva suscitato critiche da parte di alcune istituzioni. Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, aveva contestato il ruolo educativo dell’ex boss, definendo la sua “metamorfosi” social un esempio ambiguo e troppo spettacolarizzato. Panzuto, dal canto suo, aveva difeso la propria attività come strumento educativo e preventivo.

Gennaro Panzuto
Gennaro Panzuto

Un ritorno in carcere inevitabile

Nonostante il percorso pubblico di riabilitazione e l’impegno come influencer, per Panzuto il conto con la giustizia non era chiuso. L’arresto di sabato esegue una pena residua legata a traffici di droga precedenti, confermando come anche figure con un forte rilievo mediatico debbano affrontare le conseguenze dei propri reati. Il blitz della Squadra Mobile di Napoli, guidata dal dirigente Mario Grassia e dal vice questore aggiunto Giuseppe Sasso, rappresenta la chiusura di un capitolo importante della vita di Panzuto, segnando la fine di una parabola pubblica che aveva affascinato e diviso l’opinione pubblica. La vicenda di Gennaro Panzuto rappresenta un esempio complesso di come il percorso di reinserimento di un ex criminale possa confrontarsi con i limiti imposti dalla legge. La sua esperienza evidenzia le tensioni tra il desiderio di riabilitazione pubblica, il ruolo dei social nella narrazione personale e le conseguenze dei reati passati.

Con il nuovo arresto, Panzuto tornerà a scontare la pena residua stabilita dalla giustizia, mentre le discussioni sul valore educativo delle sue attività continueranno a dividere l’opinione pubblica. Rimane aperto il dibattito su come bilanciare prevenzione, riabilitazione e responsabilità penale.

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