Antonio Angelino è il nuovo sindaco di Caivano: chi è, il profilo completo e la storia dei commissariamenti
La metà delle sezioni scrutinate lo dava già oltre il 73% delle preferenze: Antonio Angelino, 37 anni, è ufficialmente il nuovo sindaco di Caivano. Una vittoria netta, costruita attorno a un profilo considerato tra i più tecnici e preparati degli ultimi anni nella politica locale campana, e che arriva in uno dei contesti istituzionali più complessi dell’intera regione.
Caivano, negli ultimi trent’anni, è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche ben due volte (2018 e 2023) e per dimissioni della maggioranza in numerose altre occasioni. La scelta di una figura giovane ma altamente qualificata appare dunque come un tentativo di porre fine ad un ciclo di instabilità quasi strutturale.

Chi è Antonio Angelino: il profilo del nuovo sindaco
Un amministratore “tecnico” con un curriculum di alto livello
Angelino è un caivanese residente a Caivano, sposato con Silvia, dirigente medico e responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Oncologia dell’isola d’Ischia, presso il presidio Rizzoli di Lacco Ameno. La coppia ha due bambini.
Sul piano professionale Angelino rappresenta un unicum nella recente storia amministrativa del Comune:
- Funzionario di elevata qualificazione della Città Metropolitana di Napoli
- Dottore di ricerca in Scienza Politica e Istituzioni in Europa all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
- Cultore della materia in Pedagogia della politica presso l’Università Suor Orsola Benincasa
- Master di II livello in Amministrazione e Governo del Territorio (MAGO) presso la Luiss Guido Carli
Una formazione che gli consente — per titoli ed esperienza — di essere considerato tra i profili più preparati che Caivano abbia espresso negli ultimi decenni.
La pesante eredità: dopo due scioglimenti per infiltrazioni camorristiche
L’ombra lunga degli articoli 143 e dei commissariamenti
L’elezione di Angelino arriva dopo un lungo periodo di gestione straordinaria:
- Scioglimento del 2018 per infiltrazioni mafiose (art. 143)
- Nuovo scioglimento nel 2023 sempre ai sensi dell’art. 143 del Testo Unico degli Enti Locali
- Proroga della commissione straordinaria nel 2025 per ulteriori sei mesi
Un ciclo che ha lasciato il territorio privo di guida politica per quasi cinque anni.
L’arrivo di un sindaco eletto con un mandato così forte rappresenta quindi molto più di un semplice cambio amministrativo: segna la fine di un interregno emergenziale e l’avvio di una fase che i cittadini sperano sia finalmente stabile e orientata al risanamento.

La storia dei sindaci di Caivano: un Comune in costante instabilità (1994–2025)
Per comprendere il peso dell’elezione di Angelino, è necessario guardare al passato. Caivano è uno dei comuni campani più esposti a interruzioni anticipate dei mandati.
1994 — Francesco Russo
Eletto con una lista civica indipendente.
Il consiglio comunale viene sciolto nel 1997 a seguito del decesso del sindaco.
1997 — Francesca Falco
Sindaca con una coalizione di centrosinistra.
Scioglimento nel 2000 per dimissioni della maggioranza.
2001 — Domenico Semplice
Centrosinistra. Mandato concluso naturalmente.
2006 — Giuseppe Papaccioli (centrodestra)
Sciolto nello stesso anno per dimissioni della maggioranza.
2007 — Giuseppe Papaccioli (rieletto)
Nuovo scioglimento nel 2009 per dimissioni della maggioranza.
2010 — Antonio Falco (centrosinistra)
Scioglimento nel 2014 per dimissioni del sindaco.
2015 — Simone Monopoli (centrodestra e liste civiche)
Scioglimento nel 2017 per dimissioni della maggioranza.
Nel 2018 viene applicato l’art. 143 per infiltrazioni mafiose.
2020 — Vincenzo Falco (centrosinistra)
Scioglimento nel 2023 per dimissioni della maggioranza e nuovo scioglimento per infiltrazioni (art. 143).
Da oltre trent’anni, su dieci sindaci eletti con metodo diretto, solo uno ha concluso il mandato naturale senza scioglimenti.
Perché la vittoria di Angelino è considerata una svolta
Un profilo istituzionale per una fase di ricostruzione
Il suo insediamento arriva in un momento in cui Caivano è al centro dell’attenzione nazionale per tre ragioni:
- Il ripetersi di scioglimenti per infiltrazioni mafiose
- Le criticità sociali e urbanistiche del Parco Verde
- La necessità di spendere correttamente fondi PNRR e risorse regionali
Angelino — con formazione tecnico–istituzionale, esperienza nella governance degli enti locali e un largo mandato popolare — viene percepito come la figura chiamata a ripristinare un equilibrio amministrativo dopo anni di vuoto politico.

Le priorità del nuovo sindaco
Le prime sfide che attendono Angelino sono note e cruciali:
1. Trasparenza amministrativa e anticorruzione
Dopo due provvedimenti consecutivi ex art. 143, la ricostruzione della fiducia istituzionale è il fronte principale.
2. Sicurezza urbana e lotta al degrado
Il territorio, e in particolare il Parco Verde, richiede interventi coordinati con Prefettura, Regione e Città Metropolitana.
3. Welfare, servizi sociali e inclusione
Caivano presenta una delle incidenze più alte di povertà educativa e marginalità giovanile in Campania.
4. Rilancio urbano e PNRR
Il nuovo sindaco dovrà garantire capacità amministrativa nella gestione dei progetti finanziati.
5. Ricostruzione del tessuto politico locale
Dopo anni di commissariamenti, sarà fondamentale ricostruire la macchina amministrativa e la rete democratica.
Il nono sindaco dal 1993, ma il primo con un mandato plebiscitario
L’elezione di Antonio Angelino apre una fase completamente nuova nella storia recente di Caivano.
La forza del risultato elettorale e il profilo istituzionale del nuovo sindaco fanno pensare a una volontà collettiva di riscatto e normalizzazione dopo troppi anni di crisi politica.
Il compito è enorme, la sfida complessa, ma per la prima volta dopo molto tempo la comunità caivanese sembra essersi espressa in modo netto su quale direzione vuole seguire.


