America’s Cup Napoli 2029
Grant Dalton con il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l'Assessora Zabatta. Fonte: AdnKronos

18 Marzo 2026

Redazione Il Campano

America’s Cup, New Zealand apre al bis: Napoli già candidata per il 2029

America’s Cup Napoli 2029 già nel mirino: Dalton rilancia su Bagnoli mentre Manfredi invita alla prudenza sulla prima edizione

L’America’s Cup non è ancora arrivata a Napoli, ma si guarda già oltre. L’ipotesi di un ritorno nel 2029 prende forma nelle parole di Grant Dalton, amministratore delegato di Emirates Team New Zealand, che apre alla possibilità di un bis nel capoluogo partenopeo. Uno scenario che accende entusiasmo ma che, al momento, resta legato a un’unica condizione: il successo della prima edizione.

New Zealand guarda già al futuro: Napoli anche nel 2029

A rilanciare l’ipotesi è direttamente il numero uno dell’organizzazione della Coppa America. “Leggo delle proteste dei cittadini sui giornali ma la cosa importante è che Bagnoli dopo tutto questo tempo sarà di nuovo viva e al centro della competizione e poi pronta per la cittadinanza per gli anni successivi. I lavori vanno avanti e stiamo già pensando alla prossima edizione che potrebbe rimanere a Napoli”.

Parole che arrivano in un momento delicato, segnato dalle proteste dei residenti e dalle preoccupazioni legate ai lavori in corso. Dalton prova a spostare il focus: da criticità temporanee a opportunità strutturale, con Bagnoli al centro della trasformazione.

Bagnoli ex area Industriale.
Bagnoli ex area Industriale

Bagnoli, il simbolo della sfida

Il quartiere rappresenta il cuore del progetto. Un’area da anni al centro di promesse, ritardi e tentativi di rilancio che ora torna sotto i riflettori internazionali.

“Vedo che il Governo e il Comune di Napoli stanno facendo passi avanti per i lavori a Bagnoli per arrivare pronti a fine giugno. Stanno facendo un progetto molto importante e in tempi brevi. So che molti altri Paesi ci avrebbero messo più tempo”.

Il messaggio è chiaro: la sfida non è solo sportiva, ma urbanistica e politica. Bagnoli diventa il banco di prova della credibilità istituzionale, non solo nei confronti dei cittadini ma anche della comunità internazionale.

Tra scetticismo e realismo: la posizione di Manfredi

Se Dalton apre al futuro, il sindaco Gaetano Manfredi invita a restare con i piedi per terra. “Siamo napoletani e quindi scaramantici. Facciamo prima la prima edizione – dice – e poi pensiamo alla seconda. Il risultato per il futuro dipenderà da come noi ci faremo trovare pronti per il 2027, quindi adesso concentriamoci sulla prima edizione e poi vediamo il dopo”.

Una linea prudente che fotografa bene il momento: entusiasmo sì, ma senza perdere di vista le criticità organizzative ancora da affrontare.

Gaetano Manfredi parla del Sud e di Napoli
Gaetano Manfredi

Le prime regate e il calendario in costruzione

Nel frattempo, la macchina organizzativa entra nel vivo. “Porteremo le barche a Napoli – ha spiegato Dalton parlando a margine del lancio della partnership delle gare con Ferrarelle al circolo Savoia di Napoli – tra poco iniziamo le regate di avvicinamento all’America’s Cup in Sardegna e poi ci trasferiamo a Napoli per cominciare le regate qui. Non abbiamo ancora una data precisa da annunciare ma dovrebbero essere tra la fine di giugno e l’inizio di luglio”.

Un calendario ancora in fase di definizione, ma che già dà l’idea della portata dell’evento e della sua progressiva costruzione.

Lo sprint finale sui lavori

Il tema dei tempi resta centrale. Dalton richiama una dinamica tipica dei grandi eventi sportivi: la corsa contro il tempo.

“Io non faccio promesse sul quartiere – ha detto – sono azioni del Governo e del Comune. So che i lavori vanno avanti in una atmosfera che è la stessa di tutte le grandi manifestazioni. Sono stato a Cortina una settimana prima delle Olimpiadi invernali e niente era ancora pronto, è sempre così nella storia dello sport, si fa uno sprint finale”.

Un paragone che rassicura ma che, allo stesso tempo, evidenzia la pressione su istituzioni e organizzatori.

Il legame con Napoli e l’omaggio all’azzurro

Non manca anche un richiamo simbolico alla città e alla sua identità. “Quando sono venuto qui lo scorso anno – ricorda l’ad – in occasione della vittoria dello scudetto da parte del Napoli, sono rimasto colpito dalla passione per l’azzurro e quindi vogliamo che i cittadini capiscano che il nostro è un tributo per la città e per il calcio e che possiamo anche avere una relazione con la squadra di calcio. Avremo così un po’ di tifosi anche per noi – l’auspicio – ovviamente dopo la barca italiana Luna Rossa“.

Un segnale di integrazione culturale, che punta a rafforzare il legame tra l’evento e il territorio.

Dietro l’apertura al 2029 c’è una verità semplice: Napoli si gioca tutto nei prossimi mesi

Le parole di Dalton sono una promessa, ma anche un avvertimento implicito. Il bis non è garantito, si conquista. E passa tutto da un’unica variabile: la capacità della città e delle istituzioni di farsi trovare pronte.

Bagnoli, in questo senso, è il vero termometro. Se il quartiere sarà davvero restituito alla città in modo credibile, allora l’America’s Cup potrà diventare un punto di partenza. In caso contrario, resterà l’ennesima occasione sfumata tra ritardi e annunci.

Ecco perché il richiamo alla prudenza di Manfredi non è solo scaramanzia, ma realismo politico.

Il futuro dell’America’s Cup a Napoli è già in discussione, ma passa inevitabilmente dal presente. Prima le regate del 2027, poi – forse – il ritorno nel 2029. Nel mezzo, una sfida che riguarda molto più dello sport.


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