America's Cup
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9 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

America’s Cup a Napoli, il vertice parte senza Bagnoli: il confronto istituzionale si apre, il territorio resta fuori

I comitati e la Rete No America’s Cup disertano la riunione in Prefettura: lo scontro non è sull’evento, ma sul metodo e sulle decisioni già prese

Il vertice sull’America’s Cup convocato per oggi 9 febbraio nel pomeriggio in Prefettura a Napoli si terrà, ma senza una parte centrale del territorio coinvolto. I comitati cittadini e la Rete No America’s Cup hanno annunciato che non parteciperanno all’incontro, segnando una frattura evidente tra istituzioni e abitanti di Bagnoli. Il confronto formale parte, ma senza chi da settimane chiede lo stop ai lavori e garanzie su bonifica, salute e futuro dell’area.

Il vertice convocato in Prefettura

La riunione è stata convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, ed è in programma alle 17. Attorno al tavolo siedono i rappresentanti del commissariato straordinario di Bagnoli-Coroglio, il Comune di Napoli, le forze dell’ordine, la Diocesi di Pozzuoli, l’assemblea Osservatorio Bagnoli e alcuni comitati cittadini. Al centro, gli eventi programmati in occasione dell’America’s Cup e la gestione dell’area interessata. Formalmente, l’incontro nasce con l’obiettivo di coordinare istituzioni e soggetti coinvolti in vista di un appuntamento internazionale che avrà un forte impatto sulla città. Politicamente, però, il vertice arriva dopo settimane di tensioni sul territorio e nel pieno delle contestazioni legate agli interventi sulla colmata a mare.

L’assenza annunciata dei comitati di Bagnoli

La notizia che pesa di più non è chi partecipa, ma chi ha deciso di non sedersi al tavolo. La rete degli abitanti di Bagnoli e dei movimenti ha comunicato ufficialmente la propria assenza, spiegando le ragioni in una nota dura e articolata. Secondo i comitati, la condizione minima per qualsiasi interlocuzione era la sospensione immediata delle operazioni di messa in sicurezza della colmata a mare, giudicate “pericolosissime”. Una richiesta che, a loro dire, non è stata accolta. Da qui la scelta di non legittimare un confronto ritenuto tardivo e privo di margini reali di modifica delle decisioni già assunte.

La frattura su bonifica, lavoro e decisioni già prese

Nel documento diffuso dalla Rete No America’s Cup, il nodo non è l’evento sportivo in sé, ma il metodo con cui si procede a Bagnoli. I comitati contestano quello che definiscono un tentativo “goffo” di collegare il tema delle clausole sociali e del lavoro alla prosecuzione dei lavori in corso, leggendo questa impostazione come una riproposizione del conflitto tra salute e occupazione. La posizione espressa è netta: bonifica integrale, lavoro stabile e sicuro, tutela della salute e del territorio. La convocazione di un consiglio comunale sul territorio, arrivata dopo due anni di richieste rimaste senza risposta, viene giudicata insufficiente e tardiva, soprattutto perché arriva quando, secondo gli abitanti, le scelte fondamentali sono già state prese.

Un confronto istituzionale senza il territorio

Il dato politico che emerge è la distanza tra il livello istituzionale e quello sociale. Il vertice in Prefettura rappresenta un momento di coordinamento tra enti e autorità, ma l’assenza dei comitati segnala che il dialogo con il territorio è, di fatto, interrotto. Non per mancanza di sedi, ma per assenza di condizioni ritenute credibili. La richiesta di “riaprire il dialogo solo a lavori interrotti” sposta il confronto su un piano concreto: non dichiarazioni o tavoli, ma atti amministrativi e scelte operative. Finché questo passaggio non avverrà, la distanza rischia di restare strutturale.

Il progetto per la riqualificazione di Bagnoli
Il progetto per la riqualificazione di Bagnoli

Oltre l’America’s Cup: cosa resta aperto

Il vertice di oggi, dunque presenta una distanza ormai consolidata. Le istituzioni discutono dell’America’s Cup mentre una parte rilevante del territorio coinvolto sceglie di non esserci, denunciando decisioni già assunte e spazi di partecipazione ritenuti solo formali. È in questa assenza che si misura la fragilità del percorso avviato: senza un coinvolgimento reale degli abitanti, il dialogo resta un atto amministrativo e il conflitto viene semplicemente spostato fuori dalla stanza in cui si prendono le decisioni.

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