america's cup: competizione velica
Vele della Luna Rossa: competizione America's Cup

18 Marzo 2026

Redazione Il Campano

America’s Cup, la Regione al lavoro: «Non solo Napoli, coinvolgere tutta la Campania»

America’s Cup Campania al centro della strategia regionale: trasporti, turismo e aree interne protagoniste dell’evento

Non solo Napoli, ma un’intera regione chiamata a giocare un ruolo da protagonista. L’America’s Cup si prepara ad approdare in Campania e, nelle intenzioni della Regione, dovrà trasformarsi in un evento diffuso, capace di generare ricadute economiche e turistiche ben oltre il lungomare del capoluogo. A delineare questa visione è l’assessore regionale allo Sport, Fiorella Zabatta, che indica una direzione chiara: fare sistema.

Una sfida che va oltre Napoli

L’obiettivo è ambizioso e, allo stesso tempo, necessario. “Stiamo lavorando per riuscire a coinvolgere l’intera Campania sull’America’s Cup, non solo la città di Napoli”. Parole che segnano un cambio di passo rispetto al passato, dove spesso i grandi eventi si sono concentrati esclusivamente nel capoluogo.

L’America’s Cup rappresenta infatti un’occasione unica per ridisegnare la narrazione della Campania, trasformandola da semplice location a destinazione integrata. Non più un evento “napoletano”, ma un’esperienza regionale, capace di abbracciare territori diversi per storia, offerta culturale e potenzialità turistiche.

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Assessore Zabatta Fiorella

Trasporti al centro della strategia

Uno dei nodi principali riguarda la mobilità. Senza collegamenti efficienti, l’idea di un evento diffuso rischia di restare sulla carta. Per questo la Regione sta lavorando su un potenziamento dei trasporti, in particolare via mare.

“Su questo stiamo quindi incentivando i trasporti per esempio via mare, da Castellammare, da tutta la zona della Sorrentina per arrivare a Napoli”. Un piano che punta a creare una rete di collegamenti alternativa, in grado di alleggerire la pressione sul traffico cittadino e allo stesso tempo offrire ai visitatori un’esperienza di spostamento più fluida e suggestiva.

Decongestionare Napoli nei giorni delle regate

Il tema della gestione dei flussi sarà centrale. L’arrivo di migliaia di turisti, appassionati e addetti ai lavori rischia infatti di mettere sotto pressione il sistema urbano.

“Ma proprio nei periodi delle regate dobbiamo anche decongestionare la città, che sarà affollata di turisti”. Una consapevolezza che impone un’organizzazione puntuale, capace di distribuire le presenze sul territorio e di evitare criticità logistiche.

La strategia, in questo senso, non è solo difensiva ma anche opportunistica: spingere i visitatori a muoversi oltre Napoli significa valorizzare aree spesso escluse dai grandi circuiti turistici.

Aree interne e costa: la vera partita

Il cuore del progetto riguarda proprio il coinvolgimento delle aree interne. “E’ una sfida importante – ha detto – e vogliamo che questo evento così bello e di livello mondiale coinvolga soprattutto le aree interne e la costa della Campania”.

Un passaggio chiave, perché è qui che si gioca la vera scommessa politica ed economica. Portare benefici concreti anche nei territori lontani dai riflettori significa trasformare l’evento in un’occasione di sviluppo reale e non solo di immagine.

America's Cup a Napoli
America’s Cup a Napoli

Turismo esperienziale e valorizzazione del territorio

Accanto alla dimensione sportiva, emerge con forza quella turistica. L’America’s Cup viene letta come un’opportunità per raccontare la Campania nella sua interezza.

“Ma la sfida che abbiamo davanti è che dobbiamo fare in modo che si arrivi sul lungomare di Napoli dalle aree interne della Regione e poi spingere anche a girare la Regione, visitando i posti di arte, mangiando le specialità del made in Campania, bere made in Campania”.

Un invito a costruire un’offerta integrata che metta insieme cultura, paesaggio ed enogastronomia, elementi che rappresentano già oggi uno dei principali punti di forza della regione.

Accoglienza e organizzazione: il banco di prova

Parallelamente, si lavora sul fronte dell’accoglienza. “Quindi si lavorerà tanto per organizzare al meglio la città di Napoli e tutti i ricettori turistici sono attivati per accogliere al meglio i turisti che verranno da fuori regione”.

La macchina organizzativa è dunque già in movimento, con l’obiettivo di arrivare preparati a un evento che porterà la Campania sotto i riflettori internazionali.

Dietro il progetto c’è una sfida che va oltre lo sport

La Campania ha spesso pagato il prezzo di una gestione accentrata degli eventi, con Napoli protagonista assoluta e il resto del territorio relegato a spettatore.

Questa volta la posta in gioco è diversa. Se davvero si riuscirà a costruire un sistema efficiente di collegamenti e a coinvolgere le aree interne, l’America’s Cup potrà diventare un modello replicabile.

In caso contrario, il rischio è quello di assistere all’ennesimo grande evento concentrato sul lungomare, con benefici limitati e temporanei. La differenza, ancora una volta, la faranno organizzazione e capacità di visione.

“Per riuscirci – ha concluso – ci servono i trasporti al massimo e cercare di fare in modo che l’America’s Cup diventi un evento per tutta la regione di Campania e non solo per Napoli. Ci stiamo lavorando”.

Una dichiarazione che sintetizza perfettamente la sfida in corso: trasformare un evento globale in un’opportunità concreta per tutto il territorio.

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