Due uomini incappucciati lo bloccano in strada e sparano agli arti inferiori. La compagna lo soccorre e lo accompagna in ospedale. Nessun pericolo di vita. Gli investigatori valutano tutte le ipotesi, dal regolamento di conti a piste personali.
Un pomeriggio di dicembre si è trasformato in un incubo a Torre Annunziata, dove un uomo di 45 anni è rimasto ferito in un agguato a colpi di pistola in pieno giorno. L’episodio, avvenuto nella zona del Parco Trieste in via Melito, ha riacceso l’allarme sicurezza in un territorio già segnato da precedenti fatti di sangue.
L’agguato in via Melito
Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima agli agenti del commissariato di Torre Annunziata, due soggetti con il volto coperto da caschi integrali lo avrebbero avvicinato mentre si trovava in strada. L’azione è stata rapida e silenziosa: senza alcuno scambio di parole, uno dei due aggressori ha estratto un’arma da fuoco ed esploso due colpi, entrambi diretti alle gambe.
Colpi mirati e fuga degli aggressori
Dopo aver sparato, i due uomini si sono dileguati, lasciando il 45enne ferito sull’asfalto. La dinamica dei colpi — indirizzati esclusivamente agli arti inferiori — fa pensare a un’azione mirata, tipica di un “avvertimento” o di un gesto intimidatorio, piuttosto che a un tentativo di omicidio.

I soccorsi e il ricovero
A prestare i primi aiuti è stata la compagna dell’uomo, che ha assistito alla scena e lo ha immediatamente accompagnato all’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. I sanitari hanno riscontrato ferite da arma da fuoco alle gambe, ma le condizioni del 45enne non destano preoccupazione: non è in pericolo di vita ed è ricoverato per le cure e gli accertamenti necessari.
Indagini in corso sul movente
Gli investigatori del commissariato oplontino stanno lavorando per ricostruire con precisione l’accaduto e risalire all’identità degli aggressori. Sul tavolo degli inquirenti restano aperte tutte le ipotesi: dal regolamento di conti di matrice criminale, in un’area spesso teatro di simili episodi, a possibili liti personali o tentativi di estorsione.
Telecamere e testimonianze decisive
Fondamentale sarà l’analisi delle eventuali telecamere di sorveglianza presenti nella zona del Parco Trieste, oltre all’ascolto di testimoni che potrebbero aver notato movimenti sospetti prima o dopo la sparatoria. Gli inquirenti puntano anche a ricostruire i contatti e le frequentazioni della vittima per delineare un quadro più chiaro del contesto.
Paura in città e clima di tensione
L’agguato, avvenuto in pieno giorno e in un periodo tradizionalmente dedicato ai preparativi natalizi, ha gettato un’ombra di paura sulla comunità locale. La modalità dell’azione, esplicita e mirata, alimenta il timore di un’escalation di violenza e rafforza la richiesta di maggiore controllo del territorio.
Attesa per sviluppi investigativi
Le indagini proseguono a ritmo serrato per fare luce sull’episodio e individuare i responsabili. Resta l’immagine di una sparatoria consumata sotto gli occhi della città, che riporta al centro il tema della sicurezza e della presenza dello Stato in aree particolarmente sensibili.


