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Carabinieri - Immagine di repertorio
📍 Napoli

19 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Napoli, agguato al Rione Sanità: due giovani colpiti in una sparatoria, 19enne in fin di vita

Agguato al Rione Sanità di Napoli: due giovani feriti da colpi d’arma da fuoco, un 19enne è in rianimazione. Indagini su gang giovanili e spaccio.

Ancora sangue nel cuore del centro storico di Napoli. Nella notte tra sabato e domenica, il Rione Sanità è tornato a essere teatro di un agguato armato che ha coinvolto due giovanissimi. Un raid improvviso, violento, consumato tra strade affollate anche a tarda ora, nonostante la presenza di telecamere di videosorveglianza e controlli rafforzati. Un ragazzo di 19 anni lotta tra la vita e la morte, mentre la città si interroga ancora una volta sulla spirale di violenza che coinvolge sempre più spesso adolescenti e giovani adulti.

La sparatoria nella notte: colpi esplosi in una strada affollata

Sono da poco passate le due quando, nel dedalo di vicoli che costeggiano via Sanità, uno scooter con a bordo due ragazzi percorre vico Lammatari. Alla guida c’è Antonio Martusciello, vent’anni, alle sue spalle Pasquale Pillo, 19 anni, residente in zona nonostante origini giuglianesi. È in quel punto che si scatena l’inferno. Un altro gruppo, presumibilmente su mezzi a due ruote, apre il fuoco. I colpi risuonano tra le auto in sosta e le abitazioni, lasciando sull’asfalto una decina di bossoli.

Due giovani feriti, uno è in rianimazione

La sparatoria è furiosa. Pasquale Pillo viene colpito alla schiena: il proiettile perfora un polmone, provocando ferite gravissime. Il ragazzo viene trasportato d’urgenza all’ospedale Ospedale dei Pellegrini, dove viene sottoposto a un delicato intervento chirurgico e ricoverato in rianimazione. Le sue condizioni restano critiche. Più lieve, ma comunque seria, la ferita riportata da Martusciello, colpito a un braccio. Anche lui viene soccorso e ricoverato, ma non sarebbe in pericolo di vita.

aggressione Pellegrini Napoli
Ospedale Pellegrini di Napoli

Indagini in corso: si segue la pista delle gang giovanili

Sul posto intervengono le Volanti dell’Ufficio prevenzione generale, la Polizia Scientifica e la Squadra Mobile. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, puntano a chiarire il contesto del raid. Due le ipotesi principali: un regolamento di conti mirato, con i due ragazzi inseguiti e colpiti, oppure il coinvolgimento in una cosiddetta “stesa”, con i giovani finiti nel fuoco incrociato.

Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza e ascoltando testimoni. Secondo le prime informazioni, i nomi dei feriti comparirebbero in informative di polizia legate ad ambienti criminali locali, alimentando l’ipotesi di contrasti interni a bande giovanili legate allo spaccio di stupefacenti.

Un quartiere riqualificato ma ancora ostaggio della violenza

Il Rione Sanità è da anni al centro di progetti di rigenerazione urbana e sociale, diventando anche un importante attrattore turistico. Eppure, episodi come quello di vico Lammatari dimostrano quanto il controllo del territorio resti fragile. Le bande di giovanissimi armati continuano a muoversi come se fossero padrone delle strade, replicando modelli di violenza tipici della criminalità organizzata.

Il precedente che pesa: la memoria di Emanuele Tufano

Questo nuovo agguato richiama alla mente tragedie recenti. In particolare quella del 24 ottobre 2024, quando una sparatoria tra gruppi rivali tra piazza Mercato e il quartiere Sanità costò la vita a Emanuele Tufano, appena 15 anni, colpito dal cosiddetto “fuoco amico”. Un episodio che segnò profondamente il quartiere e che mise in luce un sistema di violenza giovanile strutturata, con dinamiche interne simili a quelle dei clan camorristici.

Un’emergenza che coinvolge sempre più minorenni

Il dato che più allarma è l’età dei protagonisti. Ragazzi poco più che adolescenti, armati e pronti a sparare in strade densamente abitate, spesso per questioni legate a piccoli traffici di droga o a equilibri di potere effimeri. Un fenomeno che continua a interrogare istituzioni e società civile, evidenziando la distanza tra la riqualificazione urbana e la reale emancipazione sociale di intere fasce giovanili.

L’agguato al Rione Sanità è l’ennesima ferita aperta nel tessuto urbano di Napoli. Una violenza che resiste nonostante i controlli, le telecamere e i progetti di recupero. Mentre un 19enne lotta per sopravvivere in un letto d’ospedale, resta una domanda che torna ciclicamente: come spezzare il legame tra giovani e armi, tra quartieri storici e criminalità diffusa? Senza risposte strutturali, la cronaca continuerà a raccontare notti di sangue sempre più simili, sempre più ravvicinate.

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