Aggressione ad un medico
Aggressione ad un medico
📍 Aversa

2 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Aversa, aggressioni al pronto soccorso del Moscati: infermiera picchiata e medico minacciato, scatta l’allarme sicurezza

Due episodi di violenza nella stessa serata al pronto soccorso di Aversa: un’infermiera aggredita al triage e un medico minacciato da un uomo ubriaco. Arrestata una donna, cresce la tensione

Ancora violenza al pronto soccorso dell’Ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa, dove la sera del 30 dicembre si sono verificati due distinti episodi di aggressione ai danni del personale sanitario. Un’escalation che riporta drammaticamente al centro del dibattito il tema della sicurezza negli ospedali, soprattutto in reparti già provati da sovraffollamento, carenze di organico e forti tensioni.

Infermiera aggredita al triage: arrestata una donna

Il primo episodio si è consumato nell’area del triage, dove un’infermiera in servizio è stata aggredita fisicamente dalla figlia di un’anziana paziente. La donna, in attesa di cure per la madre classificata come codice verde, avrebbe reagito con violenza ritenendo eccessivi i tempi di attesa, previsti invece dai protocolli sanitari per i casi non urgenti.

La familiare si è scagliata contro l’infermiera colpendola con schiaffi, provocandole lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Solo il tempestivo intervento delle guardie giurate ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. Sul posto sono poi arrivati i carabinieri, che hanno identificato la responsabile e proceduto all’arresto con le accuse di aggressione a pubblico ufficiale e lesioni personali.

rissa partita Under 16 Succivo
Ospedale Moscati di Aversa

Secondo episodio: medico aggredito da un uomo ubriaco

A distanza di poco tempo, un secondo episodio di violenza ha ulteriormente aggravato il clima già teso all’interno del pronto soccorso. Un uomo, in evidente stato di ebbrezza, ha iniziato ad aggredire verbalmente e fisicamente un medico in servizio.

Anche in questo caso è stato necessario l’intervento della vigilanza privata, che è riuscita a bloccare l’uomo prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, evitando conseguenze più gravi. L’episodio ha contribuito ad alimentare il senso di insicurezza tra operatori e pazienti presenti in reparto.

Un presidio sotto pressione tra sovraffollamento e carenze

I due episodi ravvicinati fotografano una realtà ormai quotidiana per molti presìdi di emergenza, ma in particolare per quello di Aversa, che rappresenta un punto di riferimento sanitario non solo per l’agro aversano, ma anche per numerosi comuni dell’area nord del Napoletano.

L’afflusso costante, spesso superiore alle capacità strutturali del reparto, unito alla presenza di numerosi accessi non legati a reali emergenze, genera attese prolungate, esasperazione e un clima che troppo spesso sfocia in intolleranza e violenza contro chi lavora in corsia.

L’appello: più sicurezza e più forze dell’ordine

Ancora una volta, sindacati e operatori sanitari chiedono con forza un potenziamento delle misure di sicurezza e degli organici. «Il pronto soccorso non può e non deve diventare un luogo di paura per chi è chiamato a curare e salvare vite», è il messaggio che arriva dal personale.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Aversa Franco Matacena, che ha auspicato una presenza stabile e concreta delle forze di polizia all’interno del presidio ospedaliero. Una presenza che, secondo quanto denunciato, risulta spesso discontinua a causa della carenza di personale delle forze dell’ordine.

Gli episodi di violenza al pronto soccorso del Moscati di Aversa rappresentano l’ennesimo campanello d’allarme su una sanità d’emergenza sempre più esposta a tensioni e aggressioni. In un contesto già segnato da sovraffollamento e stress operativo, la tutela di medici e infermieri diventa una priorità non più rinviabile, per garantire sicurezza a chi cura e a chi chiede aiuto.

Lascia un commento