Ospedale Moscati di Avellino
Ospedale Moscati di Avellino

27 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Aggressione al Moscati, chirurgo colpito durante una visita, Anaao: «Violenza non è episodica, serve tutela immediata»

Il medico ha riportato un trauma cranico, l’Azienda si costituirà parte civile

Un chirurgo dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati è stato aggredito durante una visita ambulatoriale. L’episodio ha provocato un trauma cranico al medico, refertato in pronto soccorso, e ha reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine. La vicenda ha suscitato la reazione dei sindacati, che denunciano una crescente emergenza per la sicurezza del personale sanitario.

Anaao: «Violenza sui medici è crisi del sistema»

Secondo Carmine Sanseverino, segretario aziendale Anaao Assomed Campania, quanto accaduto «è ingiustificabile: la violenza contro i medici non è un’emergenza episodica, è un indicatore di crisi del sistema». Sanseverino sottolinea che ogni aggressione non colpisce solo il singolo professionista, ma «indebolisce un presidio di cura, incrina il rapporto di fiducia e allontana un pezzo di sanità pubblica dai cittadini». «Liste d’attesa, carenze di personale e organizzazioni spesso fragili aumentano la pressione sociale e il malcontento ma non si può accettare che il disagio dei cittadini giustifichi aggressioni». L’Anaao Assomed Campania ha già scritto alla direzione generale dell’Azienda per richiedere l’applicazione del Decreto Legislativo 81/2008, che tutela l’integrità fisica e psicologica dei lavoratori, prevede la valutazione dei rischi, compreso quello da aggressione, e l’adozione di misure concrete, efficaci e verificabili di prevenzione.

Il quadro normativo e l’emergenza nazionale

Il Decreto-legge 137/2024 ha riconosciuto le aggressioni al personale sanitario come emergenza nazionale, rendendo «ancora più grave ogni eventuale omissione organizzativa», osserva il segretario regionale Anaao Assomed, Bruno Zuccarelli. Secondo il sindacato, i professionisti sanitari campani sono spesso «lasciati soli nel punto più esposto del sistema», ovvero il contatto diretto con i cittadini. Le criticità organizzative, le lunghe attese e le carenze strutturali non possono trasformarsi in violenza contro chi garantisce quotidianamente il diritto alla salute. Zuccarelli sottolinea che «difendere i medici significa difendere il Servizio sanitario pubblico. Se non si ristabiliscono condizioni di sicurezza e rispetto, il rischio è allontanare sempre più professionisti e indebolire ulteriormente un sistema già sotto pressione».

Ospedale Moscati di Avellino
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Risposta dell’Azienda Ospedaliera e misure richieste

L’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati ha deciso di costituirsi parte civile, un passo ritenuto positivo dal sindacato per evitare che il fatto resti impunito. Anaao Assomed chiede però misure immediate nelle strutture ospedaliere: percorsi sicuri, presenza di personale dedicato, sicurezza rafforzata e una reale assunzione di responsabilità da parte delle direzioni aziendali. «Le norme recentemente rafforzate devono trovare applicazione rigorosa, ma non bastano servono interventi concreti per proteggere chi lavora in prima linea», conclude Zuccarelli.

L’aggressione al chirurgo del Moscati riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza negli ospedali. Il caso evidenzia come, dietro ogni episodio di violenza, ci siano tensioni legate a liste d’attesa, carenze di personale e organizzazione fragile. Le istituzioni e le direzioni aziendali sono chiamate a intervenire con misure concrete per tutelare chi opera in prima linea, senza che il disagio dei cittadini diventi motivo di violenza. La costituzione di parte civile dell’Azienda Ospedaliera rappresenta un passo formale verso la responsabilizzazione e la prevenzione, mentre sindacati e professionisti continuano a chiedere azioni immediate e verificabili sul territorio.

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