Centro Aias, Afragola
Centro Aias, Afragola
📍 Afragola

6 Maggio 2026

Martina Sarracino

Afragola, impresa rumorosa vicino all’Aias: i genitori dei bimbi protestano. Salzano: «Situazione pericolosa»

Cresce la preoccupazione ad Afragola per la costruzione di un impresa di rimessaggio per mezzi pesanti, troppo rumorosa, vicino all’Aias: scattano le proteste dei genitori

Aumente sempre di più la tensione ad Afragola, in provincia di Napoli, attorno all’imminente apertura di un’attività di rimessaggio per mezzi pesanti. La costruzione si troverebbe a meno di 15 metri dal centro Aias, struttura che ogni giorno accoglie centinaia di bambini con disabilità, molti dei quali con disturbi dello spettro autistico. Le famiglie hanno organizzato un sit-in per domani, 7 maggio 2026, per manifestare forte preoccupazione rispetto agli effetti che rumore, traffico e movimento dei mezzi potrebbero avere sui percorsi terapeutici dei piccoli pazienti.

Viabilità e sicurezza: le parole del direttore Ciro Salzano

Secondo quanto segnalato dai genitori e dagli operatori, l’area interessata presenta criticità strutturali evidenti. La viabilità è limitata e caratterizzata da una stradina stretta, non adatta al transito di mezzi pesanti. A rendere la vicenda ancora più preoccupante è la gestione degli spazi di manovra e parcheggio, che già oggi risulta complessa. A intervenire nella vicenda è anche il direttore dell’Aias, Ciro Salzano, il quale sottolinea l’impatto concreto sulla qualità delle terapie. “Anche pochi minuti persi per trovare parcheggio possono tradursi in una riduzione concreta del tempo terapeutico per i bambini“, dichiara.

Ad accendere ancora di più l’allarme, un episodio che riguarda il tema della sicurezza. “Già durante i lavori in corso si è verificata una situazione estremamente pericolosa, con un bambino che ha rischiato di essere investito”, spiega Salzano il quale chiarisce di avere richiesto l’accesso agli atti al commissario prefettizio del Comune di Afragola e di avere chiesto l’intervento degli organi competenti “affinché vengano effettuate tutte le verifiche del caso”.

Ciro Salzano, direttore dell'Aias di Afragola
Ciro Salzano, direttore dell’Aias di Afragola

La richiesta delle famiglia e l’intervento dell’Asl

I genitori dei bambini, intanto, chiedono subito l’intervento dell’Asl. Un padre, infatti, spiega: “Quando abbiamo sottoscritto il contratto terapeutico con l’Asl non era assolutamente previsto un contesto del genere. Questa situazione danneggia i nostri figli e l’Asl deve intervenire immediatamente per tutelare i bambini autistici che ogni giorno si recano all’Aias di Afragola per fare terapia”. Il timore condiviso è che rumore, stress e condizioni ambientali peggiorate possano compromettere i progressi raggiunti dai piccoli pazienti. In questo modo, inoltre, si vanificherebbero tutti i percorsi terapeutici costruiti nel tempo.

Nel frattempo, anche le associazioni si mobilitano. Asia Maraucci, presidente de “La Battaglia di Andrea”, spiega: “Non è possibile collocare un’attività di questo tipo a ridosso di un centro che accoglie bambini fragili. Siamo pronti a combattere in ogni sede competente per verificare tutti i permessi autorizzativi e, qualora emergano irregolarità, ad agire per il risarcimento dei danni, anche alla luce delle gravi conseguenze che questa situazione potrebbe comportare, fino alla necessità per molte famiglie di dover cambiare centro di terapia per i propri figli”.

Quando la città dimentica i più fragili

La vicenda di Afragola apre una riflessione più ampia sulla pianificazione urbana nei territori campani, spesso segnata da interventi frammentati e poco coordinati. Il nodo non è solo burocratico o tecnico, ma profondamente sociale. Quale spazio viene realmente riservato ai luoghi di cura e a chi li frequenta ogni giorno? Aprire un’attività produttiva di questo calibro, a ridosso di un centro terapeutico, vuol dire aprire una grande frattura tra lo sviluppo economico e le fragilità umane. In gioco non c’è solo la legalità delle autorizzazioni, ma la capacità di una comunità di riconoscere priorità diverse dal semplice profitto immediato. È opportuno chiedersi: la crescita del territorio può davvero dirsi tale se non riesce a proteggere chi ha più bisogno di silenzio, stabilità e continuità terapeutica?

Lascia un commento