Quattordici consiglieri, tra opposizione e maggioranza, firmano le dimissioni contestuali davanti a un notaio: finisce l’esperienza del sindaco Antonio Pannone. Ora tocca al Commissario del Prefetto guidare il Comune verso nuove elezioni.
Afragola volta pagina. Dopo mesi di tensioni, fratture interne e una maggioranza ormai logorata, l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Pannone cade ufficialmente. A decretarne la fine sono state le dimissioni contestuali di 14 consiglieri comunali, che nella giornata di oggi hanno firmato l’atto davanti a un notaio, provocando lo scioglimento immediato del Consiglio.
Una crisi politica annunciata, aggravata da divisioni crescenti all’interno del centrodestra e dal vuoto di leadership seguito alle vicende giudiziarie dell’ex sindaco e senatore Vincenzo Nespoli, arrestato nei giorni scorsi.
Le dimissioni: chi ha firmato e perché la maggioranza è crollata
A rendere pubblici i nomi dei firmatari è il consigliere comunale Antonio Iazzetta, che in una nota spiega:
«Ho firmato insieme a tutti i consiglieri delle opposizioni, Giacinto Baia, Raffaele Botta, Antonio Caiazzo, Vincenzo De Stefano, Gennaro Giustino, Crescenzo Russo e Marianna Salierno, e ad alcuni consiglieri di maggioranza: Giuseppe Affinito, Giuseppe Migliore, Assunta Di Maso, Maria Carmina Sepe, Sara Tralice e Benito Zanfardino».
Una mossa che ha colpito al cuore l’amministrazione Pannone, rimasta improvvisamente senza numeri per continuare a governare.
Le motivazioni, secondo Iazzetta, sono da ricercare nella paralisi politica dell’ultimo periodo:
«L’ormai ex primo cittadino le ha tentate tutte per restare in carica, comprese le dimissioni poi ritirate, ma non è riuscito a mettere d’accordo una maggioranza lacerata dai contrasti e ‘orfana’ della guida silenziosa dell’ex sindaco e senatore Vincenzo Nespoli arrestato nei giorni scorsi perché era evaso dagli arresti domiciliari».

Il ruolo di Nespoli e la crisi di una coalizione senza regia
La vicenda giudiziaria di Nespoli ha aggravato una situazione già fragile. Da anni figura di riferimento e “regista” politico del centrodestra afragolese, la sua improvvisa assenza ha lasciato una maggioranza senza direzione.
Il risultato è stato un progressivo sgretolamento del fronte che sosteneva Pannone, culminato in:
• continue tensioni interne
• contrasti sul bilancio e sugli atti amministrativi
• fratture su nomine e gestione del potere
• difficoltà nel portare avanti i progetti legati al PNRR
Le dimissioni collettive di oggi certificano il fallimento del tentativo del sindaco di recuperare un equilibrio politico ormai perduto.
Ora arriva il Commissario: le priorità da affrontare
Con lo scioglimento del Consiglio comunale, la gestione del Comune passa al Commissario straordinario nominato dal Prefetto di Napoli.
Il nuovo organismo prefettizio dovrà affrontare da subito alcune emergenze:
• la gestione dei fondi del PNRR, su cui Afragola è in forte ritardo
• la situazione finanziaria dell’Ente, con allarmi sulla tenuta dei conti
• la revisione del Piano Urbanistico Comunale, ritenuto inadeguato da più parti
• la ricostruzione del rapporto tra amministrazione e territorio
Nelle parole di Iazzetta, la sfida è enorme:
«Ora spetterà al Commissario nominato dal Prefetto di Napoli provare a mettere un po’ di ordine in un’Amministrazione che ha evidenziato molti limiti e criticità prima di ridare la parola agli afragolesi, che avranno il difficile compito di scegliere chi dovrà provare a riparare i danni creati in questi anni».
Quando si torna al voto: possibile finestra primavera 2026
Con la nomina del Commissario, Afragola entra ufficialmente in gestione straordinaria.
L’ipotesi più realistica è che si torni alle urne nella primavera 2026, insieme agli altri Comuni chiamati al voto.
Sarà una campagna elettorale complessa: il centrodestra dovrà ricostruire una coalizione profondamente divisa, mentre le opposizioni proveranno a capitalizzare il crollo amministrativo della giunta Pannone.
Afragola torna dunque in una fase di transizione, segnata dalla fine traumatica di un’amministrazione che non è riuscita a superare i propri conflitti interni. Le dimissioni dei 14 consiglieri non sono solo un atto politico, ma il segnale di una città che chiede un nuovo percorso di stabilità, trasparenza e programmazione.
La parola passerà presto ai cittadini: saranno loro a decidere chi avrà il compito — forse il più difficile degli ultimi anni — di ricucire le fratture e rimettere Afragola in cammino.


