Il procuratore annuncia il nuovo protocollo con il Comune: 181 demolizioni già effettuate e un piano per intervenire su circa 800 immobili abusivi
Il contrasto all’abusivismo edilizio a Napoli entra in una nuova fase con il protocollo firmato tra la Procura della Repubblica e il Comune di Napoli per coordinare le demolizioni degli immobili abusivi. Il procuratore Nicola Gratteri ha spiegato che il numero degli interventi è cresciuto rispetto al passato. Tuttavia, ha evidenziato anche le difficoltà legate ai costi delle operazioni. Secondo Gratteri, prima del suo insediamento alla Procura di Napoli venivano eseguite circa 71 demolizioni all’anno. Oggi gli interventi sono saliti a 181. L’azione si è concentrata inizialmente sulle aree dei Campi Flegrei e dell’isola di Ischia. Questi territori sono particolarmente interessati dal fenomeno dell’abusivismo edilizio.
Il piano della Procura: priorità alle grandi costruzioni abusive
La strategia indicata dalla Procura prevede un ordine preciso negli interventi. “Prima demoliamo le case di chi ha precedenti penali”, ha dichiarato Nicola Gratteri, spiegando che l’obiettivo iniziale non è concentrarsi su piccoli interventi edilizi irregolari. Si mira invece alle costruzioni più rilevanti. Il procuratore ha chiarito che l’attenzione è rivolta soprattutto agli edifici completamente abusivi, come costruzioni di tre o quattro piani realizzate senza autorizzazioni. Gli interventi minori, ha spiegato, saranno affrontati successivamente. Questo avverrà attraverso un percorso graduale e organizzato.
Il protocollo firmato con il Comune di Napoli punta a rafforzare la collaborazione tra gli uffici giudiziari e l’amministrazione comunale. L’obiettivo è creare un coordinamento più efficace nelle procedure di abbattimento. “Ci sono circa 800 case che si possono demolire a partire da domani”, ha affermato Gratteri. Ha sottolineato però che la realizzazione concreta degli interventi richiede una gestione attenta delle risorse disponibili.
Il nodo dei costi e il ruolo delle imprese autorizzate
Uno degli aspetti più complessi riguarda il finanziamento delle demolizioni. Le operazioni, infatti, comportano spese significative e richiedono imprese specializzate in grado di intervenire secondo procedure definite. “C’è un problema di costi”, ha spiegato il procuratore, ricordando che è stata predisposta una white list di imprese autorizzate a svolgere gli interventi. L’obiettivo è garantire trasparenza nelle procedure e stabilire preventivamente il costo delle demolizioni.
Gratteri ha inoltre evidenziato la possibilità di utilizzare risorse regionali per sostenere le attività. Ha ricordato che il Comune può rivalersi economicamente sui responsabili degli abusi edilizi. La demolizione, ha precisato il procuratore, non rappresenta una scelta discrezionale dell’amministrazione ma un atto dovuto quando viene accertata un’opera abusiva. Prima di procedere, però, viene previsto un confronto con i proprietari. Serve infatti a spiegare la situazione e a favorire, quando possibile, una demolizione eseguita direttamente dagli interessati con costi più contenuti.

Manfredi: “Protocollo con la Procura passo decisivo per difendere il territorio”
Accanto alla linea tracciata dalla Procura, anche il Comune di Napoli punta su un nuovo modello organizzativo per rendere più rapide ed efficaci le demolizioni degli immobili abusivi. Il sindaco Gaetano Manfredi ha definito il protocollo d’intesa firmato con la Procura della Repubblica un “passo decisivo e concreto” per la tutela del territorio e per il rafforzamento della legalità in città. “Grazie a questa sinergia operativa e all’utilizzo di criteri di raggruppamento logistico e geolocalizzazione, riusciremo a rendere la macchina delle demolizioni molto più rapida, efficiente ed economica”, ha dichiarato Manfredi a margine della firma dell’accordo a Palazzo San Giacomo.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è superare le difficoltà operative che negli anni hanno rallentato gli interventi, organizzando le demolizioni secondo una programmazione più coordinata e razionale. Il ricorso a criteri logistici e territoriali consentirà, secondo il Comune, di concentrare gli interventi nelle aree interessate e ridurre tempi e costi delle operazioni.
Manfredi ha richiamato anche il valore della tutela del patrimonio storico e ambientale della città, sottolineando la necessità di proteggere luoghi simbolo come il Centro Storico di Napoli, riconosciuto come sito Unesco, da trasformazioni abusive e interventi edilizi non compatibili con il contesto. “Abbiamo il dovere di tutelare l’inestimabile valore del nostro patrimonio culturale, del nostro Centro Storico e del sito Unesco da situazioni di incuria e alterazioni abusive incongruenti”, ha affermato il sindaco.
Il Comune ha inoltre spiegato che ogni intervento sarà accompagnato da un’attenta gestione amministrativa e dal supporto dei servizi sociali e logistici, soprattutto nei casi in cui siano coinvolte situazioni di fragilità.
“Il Comune si farà carico, attraverso i propri servizi sociali e di logistica, di gestire ogni intervento con il massimo rigore amministrativo e con il necessario supporto alle fragilità”, ha aggiunto Manfredi..
Le demolizioni spontanee come segnale di legalità
Un elemento emerso durante il lavoro della Procura riguarda il numero di demolizioni spontanee. Secondo quanto riferito da Gratteri, finora circa il 30 per cento degli abbattimenti è stato effettuato direttamente dai proprietari degli immobili. “Anche quelle spontanee sono un messaggio di legalità”, ha dichiarato il procuratore, spiegando che questo percorso punta a rafforzare il rispetto delle regole e la collaborazione tra istituzioni e cittadini.
Il contrasto all’abusivismo edilizio rappresenta uno dei temi più delicati per Napoli e per il territorio metropolitano. Negli anni sono state realizzate numerose costruzioni prive delle necessarie autorizzazioni urbanistiche. Secondo la Procura, l’obiettivo del nuovo coordinamento con il Comune è quello di rendere più efficace l’applicazione delle sentenze e delle ordinanze di demolizione. In particolare, si interviene in modo prioritario sui casi considerati più gravi.
“La legalità riguarda tutti”, ha sottolineato Gratteri, aggiungendo che il rispetto delle regole può contribuire a migliorare l’immagine della città e la qualità della vita dei cittadini. Il nuovo protocollo rappresenta dunque un passaggio operativo nella gestione delle demolizioni. L’intento è quello di accelerare gli interventi già programmati e affrontare il fenomeno dell’abusivismo attraverso criteri stabiliti e una collaborazione più stretta tra Procura e amministrazione comunale.

